9.0 Biografia di Mons. Prof. Giuseppe Morelli (1918-1984)
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Lunedì 25 Gennaio 2010 19:56

9.0. Biografia Mons. Abate Prof.Dr.Giuseppe Morelli

       - Biographie de Msr. Abbé Prof.Dr.Giuseppe Morelli

       - Monseigneur Abbot Prof.Dr.Joseph Morelli Biography

 
Mons. Giuseppe Morelli nacque a Napoli il 30 gennaio 1918
Fu ordinato sacerdote il 12 aprile 1941, Sabato Santo. 
Dopo l'ordinazione prestò il suo ministero sacerdotale prima presso la sua Parrocchia, S.Maria degli Angeli alle Croci (vedi foto di seguito),e come Assistente presso la Sede dell’ Azione Cattolica adiacente, “Vita e Fede”(suo successore in questo incarico fu l’attuale Parroco, Mons. Gaetano Alfarano); in seguito presso l'Arciconfraternita S. Raffaele a Materdei, e poi presso la Rettoria della Chiesa di S.Maria del Gran Trionfo (vedi foto Alfarano di seguito), al II° Vico Avvocata a Foria (la tradizione fa risalire questo chiesa al XIII° secolo col nome di Santa Maria Avvocata dei Peccatori), di cui fu Rettore. Questo Tempio era annesso ad una plurisecolare Casa di ricovero per le meretrici strappate al loro turpe mestiere, gestita da un Ordine religioso femminile, di cui non ricordo il nome, ma di cui ricordo l'anziana Sr. Polissena, infaticabile religiosa nella cura del Tempio nel periodo 1953-54, quando ebbi modo di frequentarlo come giovane chierichetto.(A quell’epoca veniva lì a celebrare la sua S.Messa quotidiana,il Rev.Prof.Raffaele Calvino,Docente di Archeologia cristiana presso la Pontificia Facoltà Teologica di Capodimonte, già allievo del Rev.Prof.Morelli durante il corso teologico: ricordo anche lui con affetto, stima e simpatia).
 
Dopo l’ordinazione sacerdotale proseguì gli studi teologici e conseguì il Dottorato in S. Teologia il 4 febbraio 1944 presso la Pontificia Facoltà Teologica di Capodimonte a Napoli-Sezione S.Tommaso con una tesi scritta interamente in lingua latina (relatore il M. R. Padre Prof. Vitale De Rosa),"De S. Paulini Nolani Doctrina Christologica",molto apprezzata non solo dalle Autorità accademiche e dalle gerarchie ecclesiastiche dell'epoca, ma soprattutto dall’Ordinario di Lingua e Letteratura latina dell’ Università di Napoli,Prof. Francesco Arnaldi,insigne latinista,il quale,dopo la lettura,scrisse all'autore:“Finalmente un latino decente”!* La tesi fu valutata con 'dignità di stampa' e pubblicata l'anno seguente,come da prassi,in volume in 8°,a cura della Pontificia Facoltà Teologica,con Imprimatur 'postridie Nonas Februarias',cioè il 6 febbraio 1945,del Vicario Generale della Curia arcivescovile e Vescovo ausiliare di Napoli,il Vescovo Titolare di Pergamo,Mons.Giuseppe De Nicola(in seguito Arcivescovo Titolare di Rhoina).Da notare che questa tesi di dottorato fu la prima discussa presso la Facoltà dopo che Papa Pio XII con la lettera della Sacra Congregazione dei Seminari, del 31 ottobre 1941,aveva concesso il riconoscimento giuridico pontificio della Facoltà Teologica Napoletana senza limitazione di tempo(anche se,va notato,la Facoltà Teologica esisteva a Napoli fin dalla fondazione dell'Università,come Studium Generale,fondata nel 1224 dall'Imperatore Federico II°, e conferiva i gradi accademici). 
 
il Rev.prof.Giuseppe Morelli nel 1953,quando lo conobbi (Copyright © Italo Zamprotta 2009 All rights reserved) -
il prof.Francesco Arnaldi (1897-1980)
 
Il 1° dicembre 1947 conseguì la Laurea in Lettere e Filosofia (indirizzo filosofico, con una tesi intitolata "Piero Martinetti", relatore il Prof.Antonio Aliotta(eminente filosofo,Accademico dei Lincei),presso l’Università degli studi di Napoli
 
Dalla metà degli anni '40 fu incaricato degli insegnamenti di Introduzione biblica,Esegesi Biblica,Ebraico,in seguito insegnerà anche Greco biblico presso la Pontificia Facoltà Teologica - Sezione S.Tommaso di Capodimonte,a Napoli.Gli insegnamenti di Ebraico e Greco biblico saranno poi denominati Lingue bibliche
 
Dal 1948 è Docente incaricato di Lettere nelle scuole pubbliche(con successiva abilitatazione all'insegnamento di Lettere italiane,latine e greche,storia e filosofia;e poi vincitore di pubblico concorso nazionale per la cattedra)e infine Preside di ruolo,vincitore di concorso pubblico nazionale.
 
Il Rev.Prof.Giuseppe Morelli,figlio di un ferroviere e di una casaligna,con i suoi proventi professionali,tra cui anche le ripetizioni di Filosofia,Latino e Greco, aiutò in maniera consistente i propri familiari,in particolare i fratelli Francesco e Gennaro e la sorella Anna,ai quali agevolò l’accesso agli studi universitari e le conseguenti lauree in Giurisprudenza,Lettere e Lingue e Letterature straniere.Ricordo la dedica della sua tesi di Laurea doctoralis in Sacra Teologia rivolta al frastello Francesco ancora in armi nel 1944:
 
Francisco
Dulcissimo fratri
Quem praesens bellum
Absentem adhuc reddit
Quemque primo quoque tempore
Spero iterum complexurum
Hoc studium
Peramanter dedico
("Al carissimo fratello Francesco, ancora assente a causa della guerra in corso, e che appena possibile spero di poter nuovamente riabbracciare, dedico con tanto affetto questa ricerca", traduzione mia).
 
Il 14 febbraio 1952 conseguì la Licenza in Scienze bibliche al PIB - Pontificio Istituto Biblico di Roma (alla cui Facoltà Biblica si era immatricolato il 10 novembre 1948 frequentando per i successivi tre anni accademici), e presentando la dissertazione in lingua latina "Oratio Christi sacerdotalis", relatore il M.R.Padre Prof. Stanislas Lyonnet(1902-84),S.J,specializzandosi poi in Lingue semitiche (accadico, ebraico, aramaico, ugaritico, siriaco, arabo),in Lingue classiche(greco e latino),e in numerose Lingue moderne (arabo, francese, inglese, portoghese, spagnolo,tedesco), e lavorando anche come Assistente del Cardinale gesuita tedesco Augustin Bea(1881-1968,già Rettore del Pontificio Istituto Biblico e poi Presidente del Segretariato per l’Unione dei cristiani,rinnovatore degli studi biblici in campo cattolico).
 
A proposito del moderatore,il Padre Stanislas Lyonnet,va detto che fu un grande linguista,specialista in Lingue orientali.Come biblista collaborò col grande Padre domenicano Marie-Josph Lagrange(fondatore della Ecole Biblique et Archéologique Française e della Revue Biblique)alla Critica testuale e razionale del Nuovo Testamento nel 1935;a La Bible de Jerusalem;e fu Decano del Pontificio Istituto Biblico dal 1946 al 1967.Fu Consultore della Congregazione per la Dottrina della fede,nominato dal Paolo VI.Fu molto apprezzato sia da Giovanni XXIII sia da Giovanni Paolo II. 
 
Negli anni '50 nell'ambito della Parrocchia il giovane sacerdote,utulizzando le sue profonde conoscenze bibliche e teologiche,impostò un Gruppo del Vangelo per laureati e professionisti(1957);e nel maggio 1958 organizzò un ciclo di conferenze sul tema "Il Pedagogo divino",indirizzato ai docenti della scuola media,e sul tema "Problemi odierni sulla Chiesa" per gli iscritti della FUCI-Federazione Universitari Cattolici Italiani(Rivista Biblica,Vol.7,Roma,1959).Insomma,all'insegnamento medio e universitario affiancò sempre una zelante e proficua attività pastorale legata al suo ministero primario,quello sacerdotale.
 
(Mi sento in dovere di precisarlo perchè la maggior parte dei teologi e dei biblisti fa solo quello, pensa al proprio lavoro come a qualcosa di avulso dal ministero sacerdotale,e perdono contatto con la realtà pastorale, dedicandosi esclusivamente all'insegnamento e alle pubblicazioni. Per questo vediamo numerosissime pubblicazioni al loro attivo, perchè fanno solo quello.E' semplicemente vergognoso doverlo dire,ma è la dura realtà). 
 
Dagli inizi degli anni '60 il suo insegnamento presso la Pontificia Facoltà Teologica - Sezione S. Tommaso,sarà denominato, come già detto, Lingue bibliche (si tratta sempre della Facoltà ubicata sulla collina di Capodimonte a Napoli; mentre l'altra Sezione,intitolata a S.Luigi, gestita dai Gesuiti, è ubicata sulla collina di Posillipo).
 
Nel 1958 il Card.Alfonso Castaldo,appena insediatosi come Arcivescovo di Napoli,lo nominò Prelato della Reale Cappella del Tesoro di S.Gennaro;nel 1961 fu nominato Protonotario apostolico (si tratta del più elevato dei titoli onorifici prelatizi conferito dalla S.Sede) da Papa Giovanni XXIII°, durante una solenne cerimonia in S.Pietro a Roma, e Prelato uditore della Sacra Romana Rota.
 
Stemma di Protonotario Apostolico
 
Nel 1971 Papa Paolo VI lo nominò Abate tesoriere della Real Cappella del Tesoro di S.Gennaro nel Duomo di Napoli (il Breve apostolico di nomina fa riferimento agli stessi privilegi e prerogative episcopali degli Abati cassinesi, cioè Abate nullìus dioeceseos (Abate Mitrato con giurisdizione), nominato e dipendente direttamente dalla Santa Sede).con possesso canonico e benedizione di domenica 11 luglio a cura del Delegato apostolico, Card.Corrado UrsiAbate titolare della soppressa Badia di S.Biagio di Mirabella Eclano e annessi benefici,assegnati in perpetuo al Capitolo della Cappella di S.Gennaro dal Re Gioacchino Murat.
 
Stemma di Abate mitrato Nullius Dioeceseos
 
Oltre all’insegnamento di Lettere negli Istituti statali,e Linguistico-Esegetico-Biblico nella Pontificia Facoltà Teologica,è autore di alcune pubblicazioni scientifiche e pastorali, di cui in particolare desidero ricordare le seguenti:
 

1.  De S. Paulini Nolani doctrina christologica

tesi di Dottorato in S.Teologia, Pontificia Facultas Theologica Neapolitana apud Maius Seminarium,ex typographica Officina forense, Neapoli, MCMXLV, (1945);   (Biblioteca Italo Zamprotta);

2. Piero Martinetti,Tesi di Laurea in Lettere e Filosofia,relatore il prof.Antonio Aliotta,Facoltà di Lettere e Filosofia Università degli studi di Napoli,1 dicembre 1947 (Biblioteca Facoltà Lettere e Filosofia Università di Napoli);

3. Oratio Christi sacerdotalis,dissertazione in lingua latina presentata all'esame di Licenza in Scienze Bibliche,PIB-Pontificio Istituto Biblico,Roma, relatore il Padre prof.Stanislas Lyonnet,Roma,1952;

4. Paradiso terrestre e peccato originale        

in Secoli sul mondo.Alla scoperta della Bibbia,a cura dell'insigne biblista  e orientalista Giovanni Rinaldi,Marietti,1955(argomento che nessun altro biblista aveva voluto trattare per quella pubblicazione);(Biblioteca Italo Zamprotta)

5. Il Santuario portatile degli Ebrei, Fiorentino, Napoli, 1958

 (in: STUDI in onore di Domenico Mallardo, Napoli, 1957, pp. 103-117); (Biblioteca Italo Zamprotta) 

6. Serekh ha Yahad (Regola della Congregazione) [di Qumran], 1 QSa,(conosciuta anche come Manuale di Disciplina),Marietti, 1968, con trascrizione e traduzione italiana, con note e analisi filologica(adottata per quattro anni accademici consecutivi dal grande semitista Sabatino Moscati per la cattedra di Filologia semiticadell' Università La Sapienza di Roma); (Biblioteca Italo Zamprotta)

7. Il Monumento a Priapo nelle catacombe di S.Gennaro, Marietti, 1976, opera di epigrafia storico-comparata greco-ebraica, che dimostra essere un falso sia il monumento sia l’epigrafe per infangare la santità del luogo. Va rilevato che nei secoli precedenti lì avevano fallito eminenti studiosi tedeschi, austriaci, francesi e italiani,e nulla vi avevano capito anche docenti contemporanei dell’Università ebraica di Gerusalemme (dove Mons. Morelli aveva trascorso periodi di studio);(Biblioteca Italo Zamprotta);

8. Homilie in Egenburg Gehalten am tage nach de Papstwahl Johannes Paulus I°, 21 Sonntag im Jahreskreis, Napoli, 1979 (omelia tenuta nella Parrocchia di Santo Stefano di Egenburg,presso Monaco di Baviera,domenica 27 agosto 1978,il giorno dopo l'elezione di Albino Luciani come Papa Giovanni Paolo I°);(Biblioteca Italo Zamprotta);

9. S.Gennaro patrono della Campania,Discorso tenuto a chiusura dei festeggiamenti,10 luglio 1980,Tip.Graziano,Napoli.(Biblioteca Italo Zamprotta).

 

La tesi di Dottorato in Teologia del 4 febbraio 1944 (11 capitoli per 83 pp.), richiamata al p.1,  è un vero capolavoro interdisciplinare (Letteratura latina, Patrologia, Teologia biblica e dogmatica, Cristologia, note di archeologia e di epigrafia cristiane) che meritò la dignità di stampa (fu pubblicata in volume a cura della Facoltà Teologica di Napoli il 6 febbraio 1945), che andrebbe letta, perchè sulla dottrina cristologica e soteriologica del Vescovo S. Paolino da Nola (che era nato a Burdigala, odierna Bordeaux) nulla di meglio era stato scritto prima e nulla di meglio è stato scritto dopo: ma quanti conoscono il latino per poter valutare e apprezzare? (specialmente in tempi in cui un Cardinale, laureato in Filosofia e Teologia, al Sinodo dei Vescovi il 12 ottobre 2005 ha pronunciato animadvertēre invece di animadvertĕre! Sentito e visto in televisione).
 
Leggendo la tesi mi ha particolarmente colpito la trattazione, nel IV° capitolo ("De Unionis hypostaticae consectariis, Corollaria"), del paragrafo a) "De idiomatum communicatione - De Christo filiatione", e del paragrafo b) "De duplici in Christo voluntate et operatione", in cui l'autore riesce a spiegare, in elegante lingua latina, il problema della "compartecipazione o scambio delle caratteristiche peculiari" di alcune espressioni con le quali a Cristo vengono contemporaneamente attribuiti nomi o proprietà umane e nomi o proprietà divine. E' proprio sulla base del principio della communicatio idiomatum che viene affermata la perfetta identità di persona e di attributi tra il Figlio di Dio e Gesù di Nazareth. Rilevante anche la seguente Nota Archaeologica, in cui spiega il significato del monogramma che al tempo di S.Paolino si trovava scolpito nella "Nova Nolana Basilica", rappresentante il  mistero della Trinità. Anche se la tesi contiene due capitoli intitolati alla Vergine Maria (il V°: De divina Mariae maternitate;e il VI°: De Mariae perpetua verginitate),essa risulta un Inno a Cristo,vero Dio e vero Uomo,unico Mediatore tra il Padre e l'umanità. La bibliografia, italiana, tedesca, francese, inglese, americana denota la sicura padronanza di queste liingue moderne e l'approfondita conoscenza delle opere in essa citate (diverse sono riportate nelle note a pie' di pagina), caso piuttosto raro;e non l'orecchiabilità, come sovente accade. Essa è consultabile presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, presso la Biblioteca della Sezione San Luigi di Posillipo, a Napoli, della Pontificia Facoltà Teologica dell' Italia Meridionale, presso la Biblioteca del Centro librario e bibliotecario per la diffusione della cultura Cristo Re di Portici, presso la Biblioteca della Pontificia Università Gregoriana, presso la Biblioteca dell'Institutum Patristicum Augustinianum di Roma. 
 
Mi sento in obbligo di aggiungere qualcosa che in precedenza mi era sfuggito, dopo aver riletto la tesi del mio Maestro. Infatti,a p.15 spicca un bel "...ut adfirmat Buonaiuti...", richiamando nella nota in calce l'opera maggiore di questo studioso, la "Storia del Cristianesimo", pubblicata a Milano in 3 voll.nel 1942. Ci volle un grandissimo coraggio nel 1943 (quando la tesi fu scritta. Discussa a febbraio 1944 e pubblicata a febbraio 1945, come volevano le disposizioni dell'epoca per le tesi valutate con "dignità di stampa"!) a inserire quel nome nella tesi di dottorato in teologia di un sacerdote cattolico!. Per chi non è del mestiere, basti ricordare che Ernesto Buonaiuti (1881-1946) era innanzi tutto un sacerdote cattolico, storico e teologo. Condannato come modernista. Vinse il concorso per la cattedra di Storia del cristianesimo all'Università di Roma nel 1914. Fu scomunicato 4 (quattro) volte:nel 1921, 1924, 1925, 1926. L'ultima volta "vitando", cioè bisognava evitarne anche il contato fisico. Nel 1929 furono inseriti due articoli (il 5 e il 29) nel Concordato tra Italia e Santa Sede apposta per lui,per evitare che stesse in cattedra all'Università. Il fascismo accettò, affidandogli altri incarichi di ricerca e mantenendogli lo stiipendio, che cessò di essergli corrisposto quando nel 1931 riìfiutò, insieme ad altri 11 docenti in tutta Italia, di prestare giuramento di fedeltà al fascismo. Pertanto gli fu tolto lo stipendio. E così Buonaiuti fece la fame. Doveva accudire a sua madre e sopravvisse grazie agli amici e alla Chiesa evangelica, tenendo conferenze e lezioni private. Rifiutò di andare a insegnare negli USA e rifiutò la cattedra a Losanna, offertagli dalla Chiesa riformata.
Dopo la guerra avrebbero dovuto reinserirlo nell'insegnamento, ma la persecuzione continuò (anche da parte di suoi ex compagni di studi in seminario, assurti al cardinalato). De Gasperi dichiarò che avrebbe fatto cadere il governo se avessero reintegrato Buonaiuti! Togliatti se ne disinteressò, perchè vedeva in lui non solo lo studioso modernista e antifascista, ma anche l'antimarxista. Benedetto Croce disse che non si poteva fare una guerra di religione per Buonaiuti! Uomini piccoli piccoli, tutti costoro.
Buonaiuti morì in miseria. Oggi è rivalutato, come succede sempre, e nelle migliori famiglie. Morelli osò citare nella sua tesi di dottorato quest'uomo in disgrazia sia presso la chiesa sia presso i governi politici italiani!!! (Debbo precisare che la Storia del cristianesimo del Buonaiuti fu messa all'Indice dei Libri proibiti nel 1944, poco dopo che il Morelli aveva discusso la sua tesi!).
 
La tesi di laurea in Filosofia del 1° dicembre 1947 fu un altro grande atto di coraggio compiuto dal sacerdote Giuseppe Morelli. Intitolata "Piero Martinetti", essa analizza ed esamina la vita e il pensiero del grande filosofo del Novecento,un vero e proprio Maestro socratico.Purtroppo non per la Chiesa cattolica che con decreto del 3 dicembre 1937 mise all'indice dei libri proibiti sia Gesù Cristo e il Cristianesimo sia Il Vangelo sia Ragione e fede. Il Martinetti già in precedenza si era inimicato le gerarchie cattoliche quando nel marzo 1926, incaricato dalla Società Filosofica Italiana, organizzò e presiedette il "VI Congresso Nazionale di Filosofia", che fu sospeso dopo solo due giorni dal rettore e poi chiuso d'imperio dal questore a causa di agitatori politici fascisti e cattolici (Padre Agostino Gemelli, fondatore e rettore dell'Università Cattolica, che faceva parte del Comitato organizzatore quale rappresentante dell'Università Cattolica ma che per scelta di Martinetti non era tra i relatori) e della partecipazione, fortemente voluta da Martinetti, di Ernesto Buonaiuti, scomunicato "expresse vitandum" dal Sant'Uffizio, partecipazione che dette ai filosofi cattolici neoscolastici la scusa per ritirarsi dal congresso.Poi nel 1935 Martinetti fu arrestato in casa di Gioele Solari, dov'era ospite, in seguito a una delazione fatta da Pitigrilli (Dino Segre), agente dell'OVRA (delazione che porterà all'arresto e alla condanna al confino di Franco Antonicelli, Giulio Einaudi, Vittorio Foa, Michele Giua, Carlo Levi, Massimo Mila, Augusto Monti, Cesare Pavese, Carlo Zini e di due studenti, Vindice Cavallera e Alfredo Perelli, e all'ammonizione di Norberto Bobbio), e dal 15 al 20 maggio 1935 fu incarcerato a Torino per sospetta connivenza con gli attivisti antifascisti di Giustizia e Libertà, benché fosse del tutto estraneo alla congiura antifascista degli intellettuali che facevano riferimento alla casa editrice Einaudi. Al momento dell'arresto, a detta della signora Solari, Martinetti disse una frase che aveva già sentito pronunciargli più volte: "Io sono un cittadino europeo, nato per combinazione in Italia". (da Wikipedia).
 
Con la tesi di Licenza in Scienze bibliche, anch'essa in lingua latina, discussa con il padre Stanislas Lyonnet ricordata al p.3), il Morelli diede un'ulteriore prova della sua valentìa in Teologia biblica, di cui il moderatore Lyonnet era un brillante specialista (oltre ad essere un esperto di Lingue orientali!). Voglio qui ricordare che il Padre Lyonnet era anche uno studioso molto anticonformista e dovette affrontare molti ostacoli nella sua carriera di ricercatore di scienze bibliche e teologiche, e anche le amarezze procurategli da alcuni altri studiosi. La sua vita non è, a questo riguardo, molto dissimile da quella del Morelli.
 
Il lavoro riportato al p.4 è consultabile presso numerose biblioteche italiane e straniere (Library of Congress di Washington,British Library di Londra,Die Bayerische  Staatbibliothek di Monaco di Baviera; e anche presso numerose biblioteche universitarie straniere, tra cui quella di Harvard: "Secoli sul mondo. Alla scoperta della Bibbia", a cura dell'insigne biblista e orientalista Giovanni Rinaldi (1906-1994), con la partecipazione di numerosi altri studiosi italiani e stranieri; e presso la Biblioteca della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, a Napoli-Posillipo, Sezione S.Luigi. Questo lavoro fu espressamente richiesto dall'editore Marietti al curatore Giovanni Rinaldi, il quale volle proporre un'opera corale, frutto di diversi specialisti, come "una introduzione ai problemi della scienza biblica" (come detto nella sua Presentazione al volume).
Già con questo studio il Morelli diede grande prova di sè - a mio modesto avviso - per due traduzioni: la prima riguarda Gen 3,15, dove il pronome ebraico si riferisce chiaramente alla progenie dell'umanità senza alcun specifico riferimento ad una donna particolare che, per la confessione cattolica, sarebbe un chiaro riferimento alla Vergine Maria. La seconda riguarda Gen 3,24, dove si parla della "spada fiammeggiante", che il Morelli, con acuta perspicacia filologica, traduce in maniera molto originale "un fulmine a zig-zag": "spada fiammeggiante e turbinante che riveste il ruolo di quei fulmini di metallo i quali simboleggiano presso gli Assiri l'anatema e l'interdetto". Siamo nel 1955: il Morelli precorre di diversi decenni ciò che poi tradurrà, negli anni '90, il fisico francese Jean Pierre Petit, che ha potuto pubblicare la sua Bibbia a fumetti in Giappone, perchè in Europa e negli USA nessuno voleva saperne(comunicazione epistolare personale)!
 
L'opera riportata al p.5 ("Il santuario portatile degli Ebrei"), di appena 19 pp., dimostra l'importanza dello studio delle lingue semitiche, giacchè, ad esempio, a p.15 l'Autore richiama sia degli scritti arabi(posteriori al periodo trattato) sia le consuetudini liturgiche preislamiche per fare degli utili e calzanti parallelismi tra il Tabernacolo mosaico e quello raffigurato nel Tempio di Palmira. E sono efficacemente valutati anche i ritrovamenti di Ras Shamra. Ma il pensiero dell' Autore, parlando del Tabernacolo mosaico in cui risplende la presenza gloriosa del Signore, corre spontaneamente a Giovanni, che nel primo capitolo del suo Vangelo, al versetto 14 dice: "Καὶ ὁ Λόγος σὰρξ ἐγένετο καὶ ἐσκήνωσεν ἐν ἡμῖν", cioè "E il Verbo si fece carne e mise le tende tra di noi". Dalla tenda del deserto,tra gli Ebrei vaganti, al Tempio fisso in Gerusalemme e, infine, al mettere le tende tra noi, cioè ad abitare tra noi facendosi uomo e vivendo la nostra stessa vita!
 
Noterella a margine: un cardinale-biblista, ritiratosi in pensione a Gerusalemme, ci ha fatto sapere che non conosce la lingua araba! Mi domando come abbia fatto a capire certi concetti che necessitano di questa conoscenza linguistica per poter afferrare appieno il significato di consuetudini liturgiche di altri popoli semitici affini al popolo ebraico.
 
Il lavoro scientifico riportato al p.6, pubblicato da Marietti nel 1968, richiese quattro anni di applicazione, visto che l'autore aveva contemporaneamente da curare altri incombenti. Eppure, alla fine ci furono grandi soddisfazioni, perchè il grande archeologo e semitista di origine ebrea, prof. Sabatino Moscati, volle adottarlo per ben quattro anni consecutivi come testo per il suo insegnamento di Lingua e letteratura ebraica e Filologia semitica presso l'Università La Sapienza di Roma. Quindi non mi dilungo oltre su questo lavoro che tratta del periodo cosiddetto intertestamentario e getta una nuova lugge sulle origien del cristianesimo, come dimostrato da tanti autori che si sono dedicati a questi studi particolari.
 
Con l'ultima opera (quella riportata al p.7) il Morelli dimostrò la sua particolare valentìa, anche negli studi epigrafici. Infatti, dopo una rassegna critica delle diverse precedenti interpretazioni date da noti studiosi (Joseph von Hammer-Purgstall 1774-1856, orientalista austriaco], Giuseppe SanchezMontefalcone (1771 - Maiori 1838), Regio bibliotecario, storico e archeologo, Hans Achelis (1865-1937), Rettore dell'Università di Lipsia, storico e archeologo tedesco, fu particolarmente interessato alle Catacombe di Napoli, Giuseppe Fusco (1814-1878), archeologo e storico], Raffaele Garrucci (1812-1885), gesuita, archeologo, Salomone De Benedetti (Acqui, 1822 - Napoli, 1877), Rabbino di Saluzzo.Mondovì e Napoli, Direttore dell'Istituto Convitto di Torino, espone le sue considerazioni critiche che smontano il cumulo di sciocchezze profuse in precedenza da quasi tutti eccetto il Garrucci che intraprese un'analisi paleograqfica delle epigrafi avanzondo l'ipotesi di una redazione di esse nel XIII-XIV secolo. In particolare, faccio rilevare come demolisce anche il grande storico, filologo e teologo-biblista tedesco Albrecht Alt (1883-1956) che espresse le sue valutazioni in una lettera al collega Hans Achelis discettando di una traduzione eseguita dal Johann Joachim Bellermann (1754-1842), ebraista, epigrafista e teologo tedesco), ma senza avere a disposizione una copia fedele del testo originale: meraviglia - a mio modesto avviso - il pressappochismo del grande Albrecht Alt! Con questo pressappochismo fa il paio quello del Prof. Zwi Wemblowski dell'Università Ebraica di Gerusalemme, che in una lettera in inglese al Morelli dichiarò che "le parole dell'iscrizione sono assolutamente prive di significato".
Bontà sua! In questo elenco non possiamo tralasciare di inserire anche un erudito sacerdote napoletano del tempo, Alessio Aurelio Pelliccia (1744-1823), decano della Regia Università degli studi di Napoli, autore di tante dotte opere, ma incapace di decifrare correttamente quella iscrizione.
Il Morelli invece conferma e consolida l'ipotesi del Garrucci affermando: "Come ogni esperto della predetto disciplina (cioè la paleografia, nda) converrà con me che la parola  Πριαπος non è greco antico, non solo per la forma delle lettere (onciate rotonde), ma soprattutto per lo iota accentato" (p.20-21), e prosegue: "...Per me, perciò, "il contraffattore si lascia incautamente scoprire con l'accento sullo iota (sulla parola Πρίαπος), che starebbe ad indicare un'epoca ancor più recente, il XVII o il XVIII secolo, anzichè un periodo anteriore (p.21). Pertanto, si rivela infondata la tesi di quanti assegnano ad un'epoca molto alta la composizione del nostro monumento e delle sue iscrizioni" (ivi).
Già il Garrucci aveva dichiarato, a seguito di analisi paleografica, che "l'epigrafe non può essere anteriore ai secoli decimoterzo e decimoquarto" (cfr. Storia dell'arte cristiana, II, Prato, 1873, pp.104-5).
 
Purtroppo, negli anni seguenti c'è stato chi ha voluto sdottoreggiare du questo argomento, tanto per acquisire una pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica, e, peggio ancora, c'è stato chi, pur non avendo cognizione alcuna dell'argomento, ha voluto trinciare giudizi giornalistici in una pubblicazione edita nel 2012 da Newton Compton Editori.
In questa "dotta" pubblicazione leggiamo testualmente: "Addirittura alla metà degli anni Settanta dello scorso secolo, pur di trovare una via di uscita al pluricentenario imbarazzo, l'abate del tesoro di san Gennaro, Giuseppe Morelli, sostenne con assoluta certezza che la stele fallica era stata rinvenuta altrove e che era stata portata lì giù unicamente perchè, a causa dell'incisione di caratteri in diverse forme, era da considerarsi di alto valore archeologico" (p.200).
Si tratta di due giornalisti napoletani, una donna e un uomo, che tra le righe maltrattano il Morelli dipingendolo come un pretonzolo che biascica il suo latinorum. 
Non lo riportano in bibliografia e nell'indice dei nomi, dove invece troviamo il Sanchez (che non aveva fornito alcun contributo utile!) e un certo Domenico Bocchini (1775-1840) definito "dotto ermestista", avvocato, definito "uomo di vasta lettura, ma di mente disordinata" (cfr. Memorie storiche degli scrittori nati nel Regno di Napoli, di Camillo Minieri Riccio, Napoli, 1844)  Ovviamente non hanno mai conosciuto il Morelli nè conoscono le sue opere e dimostrano di non avere nemmeno saputo leggere le trentuno pagine di questo lavoro che mi dispiace di non poter riportare per intero. Purtroppo, Napoli ha ciò che si merita!
 
(La tesi è consultabile presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, presso la Biblioteca della Pontificia Facoltà Teologica - Sezione S.Luigi-Posillipo,presso la Biblioteca di Ateneo dell'Università di Cassino e presso la Biblioteca diocesana di Nola; Secoli sul mondo è consultabile presso numerose biblioteche italiane e presso la Biblioteca del Pontificio Istituto Biblico, come il Dizionario dei Concili. Il Santuario portatile degli Ebrei è consultabile presso la Biblioteca dell’ Accademia nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma e presso la Biblioteca Fra Landolfo Caracciolo di Napoli, mentre presso la Biblioteca della Facoltà Teologica a Posillipo la troviano in STUDI in onore di Domenico Mallardo, pp.103-117; la Regola della Congregazione di Qumrân è consultabile presso la Biblioteca del Pontificio Istituto Biblico di Roma; presso la Biblioteca diocesana di Biella;presso la Biblioteca del Dipartimento di Studi orientali dell'Università degli studi La Sapienza di Roma; mentre Il Monumento a Priapo nelle catacombe di S.Gennaro si trova sia al Pontificio Istituto Biblico di Roma sia presso le Biblioteche della Facoltà di Teologia di Capodimonte e di Posillipo,sia presso la Biblioteca Nazionale di Napoli,presso la Biblioteca diocesana di Biella,e  presso la Biblioteca Diocesana di Pozzuoli. Il Dizionario dei Concili presso la Biblioteca Apostolica Vaticana è consultabile, oltre che in Italia, anche presso la Bibliothèque Nationale de France, a Parigi; presso la British Library, London - UK),e presso numerose biblioteche nazionali e universitarie estere. Desidero fare rilevare che sia la Regola della Congregazione sia Il Monumento a Priapo nelle catacombe di S.Gennaro sono state da me fatte fotocopiare e rilegare e inviate, previa consultazione, alla Boblioteca del PIB che, tramite il Dott.Paolo Bizzarri, a nome del Prefetto della Biblioteca, R.P.Henry Bertels,S.J., mi ringraziò molto calorosamente con lettera del 12 ottobre 2000,riconoscendo l'importanza e l'indubbia scientificità dei due testi.
 
Va rilevato che il Morelli nell'esposizione scritta e verbale era succinto e compendioso,mai prolisso.Ciò che aveva da dire,lo diceva senza tanti giri di parole, senza allungare il brodo, come purtroppo sono soliti fare tanti "grandi studiosi".
 
Nel 1968 impiegò soltanto 31 pp. per la Regola della Congregazione di Qumran, nel 1976 soltanto 38 pp. per il Monumento a Priapo nelle catacombe di S.Gennaro! Se penso che nel 1998 un giovane (e grande)studioso ha, però, impiegato ben 234 pp. per la sua tesi di dottorato in ebraistica sulla Regola della Congregazione, mi spavento, perchè penso che il mondo è pieno, stracolmo, di chiacchiere che non servono a nulla. Queste trentuno pagine (lavoro riportato al p.6), pubblicato da Marietti nel 1968, richiesero però ben quattro anni di applicazione, visto che l'autore aveva contemporaneamente da curare altri incombenti. Eppure, alla fine ci furono grandi soddisfazioni, perchè il grande archeologo e semitista di origine ebrea, prof. Sabatino Moscati, volle adottarlo per ben quattro anni consecutivi come testo per il suo insegnamento di Lingua e letteratura ebraica e Filologia semitica presso l'Università La Sapienza di Roma. Quindi non mi dilungo oltre su questo lavoro che tratta del periodo cosiddetto intertestamentario e getta una nuova lugge sulle origien del cristianesimo, come dimostrato da tanti autori che si sono dedicati a questi studi particolari.
 
Regola congregazione
Copertina dell'opera,pubblicata da Marietti nel 1968
A parere di chi scrive, quest'opera, insieme alle altre, opportunamente conosciute e divulgate, avrebbe dovuto schiudergli le porte dell’Accademia del Lincei e anche quelle dell'università statale con una cattedra "per chiara fama"(come si soleva fare una volta, quando all'insegnamento universitario non arrivavano i raccomandati!), se non altro, per riconoscimento delle sue capacità nella ricerca scientifica, ma non aveva nè cercava sponsor. Comunque,il grande Sabatino Moscati aveva dichiarato che la meritava ampiamente.
 
Ottimo conoscitore di numerose lingue moderne e dell’arabo(tradusse dall’arabo diverse antiche opere di medicina per conto di un fisiopatologo e gerontologo dell’Università di Napoli:quindi può essere considerato anche un arabista),fu invitato negli anni ’70 a dirigere un College universitario cattolico dal Card.Terence James Cooke(1921-1983),Arcivescovo di New York,ma si limitò ad un soggiorno negli USA(in quella occasione fu insignito della "Civil Defense" of Connecticut),dove predicò in inglese nella cattedrale di S.Patrick(come fece in seguito in tedesco ad Egenburg,presso Monaco,nell'agosto 1978,all'epoca del breve pontificato di Giovanni Paolo I,quando titolare della diocesi era il Cardinale Arcivescovo Joseph Ratzinger).Mons.Morelli conobbe il Cardinale Arcivescovo di New York,Terence James Cooke,negli anni '70 durante una visita che l'alto prelato fece a Napoli,dove visitò il Duomo e la Cappella del Tesoro di S.Gennaro.Poichè nessuno era in grado di sostenere una conversazione in inglese col Cardinale statunitense,fu chiamato in gran fretta l'Abate Mons.Morelli(che si trovava a scuola a fare il Preside!).In tal modo fu possibile fornire al porporato tutte le spiegazioni storiche, archeologiche,artistiche,ecc.riguardanti sia la Napoli sacra sia quella profana.Si stabilì un rapporto amichevole tra i due che sfociò in un invito a New York,dove il Morelli soggiornò in vacanza rinunciando alle allettanti offerte del Cardinale per poter restare a Napoli con la mamma e la sorella.E' d'obbligo una annotazione a margine:"E' mai possibile che tra tutti i Vescovi ausiliari(superVicario generale della Diocesi compreso),dottori in teologia e professori della Facoltà teologica,non ce ne fosse uno in grado di sostenere una conversazione in inglese col Card.Cooke? Eppure il dottorato in teologia prevede la conoscenza di tre lingue straniere oltre quella materna.Incredibile!
 
Non trascurò mai l’attività pastorale(al contrario di tanti studiosi,biblisti e teologi,che passano la vita dietro una scrivania e dietro la cattedra,e poi però vengono fatti arcivescovi e cardinali!)anzi fu sempre tra la gente,e tra i giovani in particolare,e riportò in vita edifici religiosi caduti nell’oblio e nell’abbandono.In particolare,la Chiesa della Arciconfraternita S.Raffaele a Materdei(situata in Salita Porteria S.Raffaele 1,in cui una lapide,a lui intitolata, ricorda la sua attività pastorale.Purtroppo non è possibile riportarla perchè il tempio è chiuso al culto,dopo il terremoto del 1980,cioè 30 anni fa. A Napoli le cose girano così.
 
(Ricordo con tanta commozione e nostalgia l'anno scolastico 1953-54,quando ebbi,per la prima volta,come docente di lettere l'allora giovane Rev.Padre Prof.Giuseppe Morelli,che mi invogliò a frequentare la chiesa di cui era Rettore,S.Maria del Gran Trionfo sita al II° Vico Avvocata a Foria.In quella chiesa approfondii la liturgia della S.Messa e i canti che accompagnano le varie funzioni, e divenni chierichetto,seguendo i suoi insegnamenti pastorali).
 
Fu molto apprezzato dal cardinale Pietro Parente(suo Maestro e Preside di Teologia e suo grande estimatore,che aveva molto lodato il suo commento in latino al De Ente et Essentia di S.Tommaso d’Aquino in III^ Teologia,anno accademico 1939-40: “il miglior elaborato di tutta la Teologia a Napoli”, e che ricevendolo a Roma soleva dirgli: ”C’è qui sempre pronta una cattedra che ti aspetta”); e anche dai Cardinali Alfredo Ottaviani e Pietro Palazzini (che lo vollero in Vaticano a predicare gli esercizi spirituali), e dai Cardinali Agostino Bea, Terence James Cooke, Franz Koenig. In particolare, tra i suoi estimatori va annoverato il  Prof.Ludwik Semkowski (1891-1977), Professore di Ebraico e Aramaico al PIB fino al 1949 e poi Rettore del Pontificio Istituto Biblico di Gerusalemme, dove, negli anni '50, conversando col Morelli in ebraico biblico, ebbe a rivelargli che una conversazione nella "lingua sacra" non gli riusciva con certi "biblisti" di fama internazionale(di uno dei quali era stato relatore alla tesi di laurea nel 1940 e quindi lo conosceva molto bene!): per intenderci quelli che hanno passato la vita seduti alla scrivania e dietro la cattedra, senza sapere che cosa significhi l'attività pastorale.A questo proposito mi vengono in mente due "grandi biblisti" del nostro tempo:il primo, napoletano, ormai defunto,che passò la maggior parte della sua vita a Roma credendo di sapere tutto lui.A suo nome sono catalogate ben 237 pubblicazioni sull' ICCU, perchè in vita sua non ha fatto altro! L'altro, piemontese, cardinale, a tutt'oggi ha "soltanto" 769 pubblicazioni al suo attivo, ma, avendo appena 80 anni, può darsi che arrivi a 1000 (come i 1000 goals del grande Pelè). Si tratta di un biblista che, improvvisamente, fu catapultato dalla cattedra alla guida di una importantissima arcidiocesi,che lasciò al compimento dei 75 anni.Questo Cardinale, all'inizio del 2007, ci ha fatto sapere, dimorando a Gerusalemme,di non conoscere l'arabo!Un biblista che si rispetti deve conoscere le lingue semitiche(tra cui l'arabo), non solo le lingue bibliche, altrimenti non solo non potrà avere contatti diretti con studiosi arabi e col territorio palestinese e mediorientale, ma non potrà leggere e tradurre opere in arabo e dovrà accontentarsi delle traduzioni in lingue moderne. (A questo proposito basti ricordare lo stratagemma del defunto uomo politico Yasser Arafat: in arabo diceva una cosa, mentre con la vulgata in lingua inglese diceva tutt'altro!). Il cardinale in questione è poi deceduto nel 2012. Ha superato abbondantemente le 1000 pubblicazioni!!!
 
Da sinistra:i Cardinali Alfonso Castaldo,Pietro Parente,Augustin Bea,Terence James Cooke,Alfredo Ottaviani,Pietro Palazzini
 
1931.Sacerdoti gesuiti polacchi.Il prof.Semkowski è il secondo da sinistra - da solo nel 1955
Il Padre Stanislas Lyonnet,eminente orientalista e biblista
Copyright PIB-Pontificio Istituto Biblico,Roma
il Padre prof.Giovanni Rinaldi,orientalista e biblista
 
Il 21 agosto mons.Morelli 1984 ritorna alla Casa del Padre, durante le vacanze che trascorreva nella sua residenza estiva di Agropoli, a seguito di un infarto cardiaco sopravvenuto durante la celebrazione della S.Messa all'aperto. Ricoverato in una clinica privata fu assistito molto maldestramente terminando così anzitempo la sua giornata terrena. La malasanità, anche privata, non perdona!
 
Tanta scienza e attività pastorale non trovarono però, a mio modesto avviso, le dovute ricompense, nè da parte dello stato nè da parte della chiesa, e diversi suoi coetanei, superiori e allievi, a lui di gran lunga inferiori, ottennero dallo stato e dalla chiesa alti riconoscimenti, a lui inspiegabilmente non concessi. Infatti, ho dovuto annotare che diversi sacerdoti ed ecclesiastici sono stati insigniti di onorificenze della Repubblica (per esempio,Medaglia d'oro al merito della Scuola,della Cultura e dell'Arte;ovvero di diversi gradi di cavalierato). Molti prelati vengono consacrati Vescovi, Arcivescovi e poi diventano anche Cardinali. Ebbene nessuno si degnò di proporre il Morelli per una onorificenza o per farlo progredire nella gerarchia ecclesiastica, lasciandolo a un livello medio-basso che non fa onore agli autori di simili comportamenti. Eppure in tanti hanno ottenuto tutto ciò. Quindi per me si tratta di un grave errore compiuto da alcuni vescovi e da alcuni papi. Li scrivo con la minuscola perchè tali si sono dimostrati nel loro delicato ministero, minuscoli, nani.
 
Eppure c'era stato qualcuno, Vescovo di una Diocesi limitrofa, che, negli anni '50, gli aveva detto:"Geppì, se divento arcivescovo di Napoli, ti faccio subito vescovo". Quando lo fu, dal 1958 al 1966, tutto ciò che seppe fare fu di nominarlo Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro. Alla faccia della promessa, fatta da un vescovo!Stendo un velo pietoso anche sul successore di costui,al quale mancavano i fondamentali,e che solo una chiesa rimpicciolita poteva elevare all'episcopato prima e al cardinalato dopo.
 
Nel mio piccolo mi adoperai per fargli conferire un meritato riconoscimento. Nel 1979 lo proposi alla Pontificia Accademia Tiberina, nella quale ero stato ammesso nel 1977.Il Presidente,duca prof.Igor Istomin Duranti fu lietissimo della mia proposta e così il 24 novembre 1979 il mio Maestro, Mons.prof.Giuseppe Morelli, ricevette la solenne investitura di accademico tiberino dalle mani del Presidente Istòmin a Roma nel corso della cerimonia del 168° anno accademico. In quella occasione furono nominati anche altri accademici, tra i quali desidero ricordare Susanna Agnelli (europarlamentare); il ministro del Turismo, Sport e Spettacolo, on.dr.Bernardo D'Arezzo; il ministro della Marina mercantile, on.Franco Evangelisti; il Rettore della Pontificia Università Salesiana,prof.Raffaele Farina(poi Cardinale);l'Ambasciatore della Nuova Zelanda, S.E.dr. prof.Eric Halstead; il prof.Sabatino Moscati, archeologo, docente di Filologia semitica all'Università La Sapienza di Roma e grande amico del Morelli; il fisico pakistano prof.Adbus Salam, Premio Nobel per la Fisica nel 1979. La Pontificia Accademia Tiberina fu fondata nel 1813 e nel 1824 ricevette in perpetuo da Papa Leone XII il privilegio di fregiarsi dello stemma pontificio.Lo stesso Papa disegnò lo stemma dell'Accademia e volle farne parte! Con Decreto N.341 del 2 marzo 1858 Papa Pio IX le concesse il privilegio di chiamarsi Pontificia.Nel tempo numerosi scienziati, intellettuali e uomini politici furono ammessi nell'Accademia che nel 1936 fu incorporato nell'Accademia d'Italia insieme all' Accademia dei Lincei. Dopo la guerra risorse legalmente nel 1949. Fra i soci ad essa apprtenuti desidero ricordare: poeti (Giuseppe Gioachino Belli, Vincenzo Monti, Alessandro Manzoni, etc.),scrittori(Massimo d'Azeglio, René de Chateaubriand, Giovanni Papini, etc.), filosofi (Benedetto Croce, Giovanni Gentile), artisti (Adolfo Orrù), scienziati (Marie Curie, Guglielmo Marconi, Enrico Fermi, Carlo Rubbia, etc.), musicisti (Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Franz Liszt, Ottorino Respighi, etc.), scultori(Antonio Canova, Marino Marini, Francesco Messina, Giacomo Benevelli,etc.). Numerosi sono stati i cardinali cinque dei quali sono diventati papi (Pio VIII, Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII Pio XII). Sono più che fiero e onorato di esservi stato anch'io ammesso nel lontano 1977. 
(tratto da La Voce della Legion d'Oro,Roma,1980)
 
Nota a margine
*) Qualche anno dopo il Morelli, iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di Napoli, sostenne l'esame di Lingua e Letteratura latina col prof. Francesco Arnaldi, che lo gratificò di un bel 27! Perchè 27? Perchè era il massimo voto che il Prof. Arnaldi concedeva ai suoi allievi, anzi ai suoi  migliori allievi! Infatti, chi scrive ha avuto il privilegio e la fortuna di avere come suoi primi insegnanti di latino, prima il Morelli, e poi il Sac. Prof. Carlo De Candia (all'epoca giovane vice Parroco), entrambi gratificati del 27 arnaldiano, cioè una valutazione superiore a qualsiasi 30 e lode di altri maestri e latinisti. Desidero ricordare che il mio padrino, il carmelitano Felice Cerroni, conseguì le due lauree in Lettere classiche e in Filosofia all'Università degli studi di Napoli, ma mi disse che per la Lingua e Letteratura latina il prof. Francesco Arnaldi gli aveva concesso solo 22/30 e 23/30 (scritto e orale). Eppure il Cerroni fu persona di alta cultura, validissimo docente di Lettere,Preside e scrittore.
 
(A proposito di insegnamento e di scuola mi corre l'obbligo di rilevare che oggigiorno i 30 e lode e i 110 e lode si sprecano: sembra di essere attorniati da numerosi scienziati. All'atto pratico, poi, rileviamo che si tratta di valutazioni assolutamente gratuite, visti i risultati di un'indagine OCSE, in base alla quale l' Italia del 2000 si ritrova al terzultimo posto in Europa in quanto ad apprendimento scolastico e universitario. Un'altra riprova di ciò sono i risultati di numerose interviste all'uomo della strada: i nostri connazionali non sanno di storia, non sanno di geografia, non sanno di scienze, non sanno di matematica, non sanno di letteratura, non sanno di arte, non sanno di filosofia, non hanno una sia pur elementare preparazione di educazione civica (a scuola si fa acquistare il libro sia nelle medie inferiori sia nelle superiori, ma nessuno insegna quella materia!). Facciamo pena.
Pertanto, ricordo con grande nostalgia i tempi in cui mi sono formato la  mia preparazione di  base, cioè gli anni '40-50: i libri erano fatti bene, non ridondavano di foto e grafici inutili e, soprattutto di nozioni errate o ideologicamente orientate, ed erano scritti da studiosi veri, gente seria, per intenderci. Chi sedeva in cattedra era abilitato ed aveva vinto un concorso (come Morelli e De Candia), e sovente aveva le attitudini ad insegnare: il tempo dei precari e delle sanatorie non era ancora arrivato!).
 
Negli anni '70 chi scrive contattò il cardinale prefetto di una Congregazione (col quale aveva una certa dimestichezza) per segnalare Morelli come degno di ricevere, anche se con imperdonabile ritardo, la consacrazione episcopale. Costui rispose che lo conosceva e lo stimava, ma la proposta doveva venire dall'Ordinario competente. Comunque, avrebbe visto che cosa si poteva fare. Cioè niente.
 
L'Ordinario diocesano dell'epoca aveva altre cose a cui pensare e non gli interessava punto proporre uno zelante pastore e un valente studioso, perchè evidentemente la Chiesa cattolica e la diocesi di Napoli avevano necessità di figure di diverso zelo pastorale e di diversa scienza. Mettiamola così.
 
Penso, quindi, che il Papa Giovanni XXIII° abbia compiuto un grosso errore (uno dei tanti!), quando nel 1961 lo nominò soltanto Protonotario apostolico. Al termine della cerimonia religiosa in S.Pietro, Giovanni XXIII° diede in omaggio agli eletti un rosario d'argento ciascuno, al Morelli ne consegnò ben 3(tre) tra il vivo stupore degli astanti, dicendogli:"Uno per te, uno per tua madre ed uno per tua sorella".Se si fosse diligentemente informato su quel sacerdote 43enne, gli avrebbe dovuto certamente conferire, oltre ai tre rosari, altra dignità e funzioni.
 
Altrettanto dicasi di Paolo VI° che firmò il Breve Apostolico della sua nomina ad Abate Tesoriere della Real Cappella del Tesoro di S.Gennaro nel Duomo di Napoli nel 1971. Non si nomina un grande studioso Abate nullius dioceseos per lasciarlo lì a marcire fino alla fine dei suoi giorni. Ma dobbiamo ricordare che si tratta dello stesso Papa che, presentando nella Quaresima del 1966 a Roma, durante una visita ad limina dei vescovi lucani, il nuovo Arcivescovo Corrado Ursi, disse:"Salutiamo il nuovo arcivescovo di Potenza", salvo poi dirottarlo a Napoli il 23 maggio seguente per i motivi che si possono leggere in Via col vento in Vaticano (Kaos, Milano, 1999), pp.175-6.
 
Certamente non si sarebbe comportato così Leone XIII° che, avendo sentito parlare di un certo Abate Giuseppe Prisco di Napoli durante un'udienza concessa ai vescovi tedeschi (sic!), si informò e nominò, il 30 novembre 1896, l'Abate napoletano Giuseppe Prisco, Cardinale Diacono di Santa Romana Chiesa e poi Cardinale Presbitero (senza attenndere la prposta o il parere dell'Ordinario competente!); e il 24 marzo 1898 Arcivescovo di Napoli, essendo deceduto l'Arcivescovo Vincenzo Maria Sarnelli il 2 gennaio 1898. L'Abate Prisco, essendo nato a Boscotrecase (NA) l' 8 settembre 1833 (morirà a Napoli il 4 febbraio 1923) aveva all'epoca 63 anni. Era un grande filosofo, conosciuto in Europa, e studiato specialmente in Germania (dove ben conoscevano i suoi Elementi di filosofia speculativa del 1864, la Metafisica della morale ossia Etica generale del 1865, i Principi di Filosofia del diritto sulle basi dell’Etica, apparsi nel 1872), ma non a Napoli, dove era Abate e semplice docente di Filosofia (anche se teneva lezioni di Filosofia del diritto agli studenti di giurisprudenza nella sua casa al civico n.16 di Vico Pazzariello ai Banchi Nuovi, e Benedetto Croce gli deve più di qualcosa!). Anzi, a Napoli, per lui non c'era mai udienza, quando chiedeva di essere ricevuto dall' Arcivescovo. Quando poi divenne Cardinale, l'Arcivescovo Sarnelli lo ricevette e gli si inginocchiò ai piedi per chiederne la benedizione! (Il Sarnelli fu Arcivescovo per pochi mesi, dall'11 luglio 1897 al 2 gennaio 1898, e per lui è in corso la causa di beatificazione). Il predecessore del Sarnelli, il Card. Arcivescovo Guglielmo Sanfelice d'Acquavella (1834-1987) va, invece, ricordato, perchè è quello che aveva l'abitudine di non ricevere l'Abate Giuseppe Prisco in udienza.
 
Tutte le persone sopra ricordate hanno ampiamente dimostrato, consapevolmente o inconsapevolmente, di essere soggetti alle umane contingenze, incapaci di assumere decisioni ponderate e responsabili, e hanno disatteso, tra l'altro, il monito del salmista: "Dilexisti justitiam, et odisti iniquitatem" (Sl  44,8 ), a cui dovrebbero sempre uniformarsi i discepoli del Cristo.
 
Queste sono considerazioni terra terra di chi scrive, perchè l'interessato mai pensò cose di questo genere  Tuttavia, scorrendo bene la storia della chiesa e il comportamento delle gerarchie ecclesiastiche, noto che di errori del genere sono piene le cronache. Vi è comunque una costante che accomuna questi comportamenti anomali a quelli della politica di ogni paese: vengono sovente premiati soggetti forniti di forte dialettica, di scarsa, limitata o settoriale cultura, che credono di dire qualcosa, ma non dicono assolutamente nulla ovvero soggetti ben sponsorizzati. Se questo può andar bene per la vita politica delle società laiche, non vuol dire che può andar bene per la conduzione della chiesa.
 
Dulcis in fundo. Il riassunto di questa biografia, denominato "Breve biografia di mons.Giuseppe Morelli", fu proposto come voce dell'enciclopedia libera Wikipedia, ma non fu accettato. I solerti e preparati "esperti consulenti" di questa enciclopedia online si espressero negativamente dicendo quanto segue;

"Sacerdote con voce smaccatamente elogiativa e POV il cui merito enciclopedico consisterebbe nell'aver dimostrato la falsità di un'iscrizione e nell'aver scritto in latino una tesi di teologia che fu stampata. A mio avviso non sufficiente per dedicargli una pagina di enciclopedia. Se il suo lavoro eventualmente fosse effettivamente valido basta citarlo in nota e riferire del caso (con altri toni) nella pagina delle relative catacombe. MM (msg) 23:21, 2 ago 2009 (CEST)Tra l'altro le fonti, solo primarie, farebbero pensare a una ricerca originale. --SAILKO · FECIT 01:06, 3 ago 2009 (CEST).D'accordo con MM. AVEMVNDI (DIC) 03:16, 4 ago 2009 (CEST)".

Ovviamente nulla replicai a queste discutibili note,scritte in un italiano zoppicante.Infatti non ne valeva la pena impelagarmi in inutili discussioni e sterili polemiche con persone non all'altezza della situazione che esprimono, con arroganza e presunzione, giudizi e valutazioni su studiosi molto più grandi di loro. Mi sono informato su di essi ed ho scoperto che non hanno titolo, a mio avviso, per valutare l'opera scientifica del mons.prof.Giuseppe Morelli. Se, infine, penso che su Wikipedia compaiono schede di calciatori, cantanti, gente dello spettacolo, uomini politici, sindacalisti e mediocri giornalisti sportivi, e tanta altra bella gente che non ha fornito alcun contributo alla vita sociale e culturale nazionale o internazionale, e vengono citati soltanto per la momentanea notorietà;allora concludo che questi non sono i criteri a cui deve ispirarsi e attenersi una seria e valida enciclopedia! Punto e basta.
 
A sinistra la facciata della Chiesa di S.Maria degli Angeli alla Croci,dove il Morelli iniziò il suo ministero sacerdotale.
A destra la Chiesa di S.Maria del Gran Trionfo,risalente al XIII secolo,di cui agli inizi degli anni '50 era Rettore l'allora Padre prof.Giuseppe Morelli,
che su quell'altare mi insegnò la liturgia cattolica Copyright © Italo Zamprotta 2009 All rights reserved.
 (Archivio Italo Zamprotta)
 
Napoli, domenica 11 luglio 1971,mons.prof.Giuseppe  Morelli pronuncia il suo discorso di insediamento come Abate
sull'altare maggiore della Real Cappella del Tesoro di S.Gennaro nel Duomo di Napoli
                                                                        Copyright © Italo Zamprotta 2009 - All rights reserved
(Archivio Italo Zamprotta)
 
Biella,aprile 1979.Mons.prof.Giuseppe Morelli in visita al Santuario d'Oropa,
in compagnia del Vescovo mons.Giovanni Picco (foto Luigi Zamprotta)
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 Mons.Giuseppe Morelli durante un solenne pontificale
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morelli02.jpg
(da 'Panorama Biellese', gennaio 1985; Biblioteca Italo Zamprotta) 
 
 
 
 
 
 
Fonti (primarie e secondarie):
 
Per la compilazione del Profilo di Mons.Prof.Giuseppe Morelli, oltre ai dati ricavati da numerose conversazioni con i miei genitori e con l'interessato, mi sono avvalso della consultazione delle seguenti fonti:
  1. Archivio storico diocesano, Napoli
  2. Scheda di autorità in OPAC SBN, Istituto Centrale del Catalogo Unico, Roma
  3. Bibliografia nazionale italiana: nuova serie del bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa a cura della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. A. 1, n. 1 (gen. 1958)- Firenze, Centro nazionale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, 1958- (CDROM), Roma
  4. Bayerische Staatsbibliothek. München - Deutschland;
  5. Biblioteca Nacional de España Biblioteca Nacional de España - Madrid;
  6. Biblioteca Nazionale di Napoli;
  7. Bibliothèque Nationale de France - Paris;
  8. Biblioteca dell' Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma;
  9. Biblioteca Pontificia Facoltà Teologica Teologica dell'Italia Meridionale - Sez.S.Luigi, Napoli
  10. Biblioteca della Pontificia Università Gregoriana - Roma;
  11. Biblioteca PIB - Pontificio Istituto Biblico - Roma;
  12. Istituto Patristico "Augustinianum" - Roma;
  13. British Library, London - United Kingdom;
  14. S.Giuseppe 1977, a Mons.Morelli e a sua Madre, di Maria Panetty Petrarca, Napoli;
    (Biblioteca Italo Zamprotta) 
  15. Homilie in Egenburg Gehalten am tage nach de Papstwahl Johannes Paulus I°, 21 Sonntag im Jahreskreis, di Giuseppe Morelli, 1978;
    (Biblioteca Italo Zamprotta) 
  16. S.Gennaro Patrono della Campania, di Giuseppe Morelli, 26 settembre 1980, Tip.Graziano, Napoli;
    (Biblioteca Italo Zamprotta) 
  17. Ianuarius, Rivista Diocesana di Napoli, 11, 1984, pp.750-751;
    (Biblioteca Italo Zamprotta) 
  18. Panorama Biellese; Biella, Unione Biellese, N.58, marzo 1985, pp.14-15;
    (Biblioteca Italo Zamprotta) 
  19. Dott. Carlo Valentino, Segretario Generale del Pontificio Istituto Biblico di Roma; 2006 (Archivio Italo Zamprotta)
  20. Mons.Antonio Illibato, Direttore Archivio Storico Diocesi di Napoli, 2007;  (Archivio Italo Zamprotta)
  21. R.P.Prof.Gaetano Di Palma,Segretario Generale Pontificia Facoltà Teologica Italia Meridionale-Sez.S.Tommaso,Capodimonte - Napoli,2007  (Archivio Italo Zamprotta)
  22. Prof. Giovanni Di Palma, Direttore Archivio storico Università degli studi di Napoli;2007  (Archivio Italo Zamprotta) 
  23. Prof.Franco Alfarano, Preside, Napoli, 2007  (Archivio Italo Zamprotta)
  24. Chiesa di Napoli - Necrologio diocesano (agosto 1984)
  25. consultazione delle pubblicazioni dell'interessato.
 
 
CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE E CRITICA  
 
Copiosa è la bibliografia sulle opere dello studioso mons.prof.Giuseppe Morelli,soprattutto all'estero,che va dal 1946 al 2009:

  • Université catholique de Louvain, ‘’Revue d’Histoire ecclésiastique’’, Vol.41, Louvain, 1946, p.37 e 335
  • Centre national de la recherche scientifique (France). Centre de documentation, Bulletin analytique, 1948, p.127
  • Mannucci U. – Casamassa A.  ‘’Istituzioni di Patrologia’’, F.Ferrari, Roma, 1948, p.204
  • Scheeben M.J., ‘’Handbuch der katholischen Dogmatik’’, Herder, Freiburg, 1948,  p.81
  • Varet G., ‘’Manuel de bibliographie philosophique’’,PUF, Paris, 1956, p.205
  • Ephemerides liturgicae, Edizioni liturgiche, Roma, 1958, p.71
  • Eissfeldt O., ‘’Die Genesis der Genesis: Vom Werdegang des ersten Buches der Bibel’’, JCB Mohr, Tubingen, 1961, p.76 (anche in Journal of Biblical Literature, Vol.78, No. 3, 1959)
  • ‘’Contributo italiano alla conoscenza dell’Oriente’’,Commissione italiana per la UNESCO,a cura di Olga Pinto e Lionello Lanciotti, 1962, p.79
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(Per scrivere questa Sezione, dedicata al mio grande Maestro ed amico, mi sono dovuto addentrare in un campo un pò lontano dai miei studi. Quindi si è trattato di un grande sforzo che ho fatto volentieri alla sua memoria e in suo omaggio.Italo Zamprotta).
 
Errata per se emendet eruditus lector.
Ultimo aggiornamento Domenica 01 Maggio 2016 18:12