1.0 Biografia
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Mercoledì 31 Marzo 2010 15:17
   
1.0.Biografia – Biographie - Biography and Life story

 

πάρχει ένα μόνο καλό,  γνώση, κα ένα μόνο κακό,  άγνοια

(attribuito a Socrate da Diogene Laerzio,Vite dei filosofi,III sec.)

 

Esiste un solo bene,la conoscenza,e un solo male,l’ignoranza

 

Unum bonum, sapientia, et unum malum, ignorantia, est

 

There's only one good, Knowledge, and only one evil, Ignorance
Il y a un seul bien, la Connaissance, et un seul mal, l'Ignorance
existe un bien solo, el conocimiento, y un solo mal, la ignorancia
Es gibt nur ein Gutes: das Wissen; und nur ein Böses: die Unwissenheit

 

 
Tutte le sezioni di questo sito si ispirano a questa massima.Coloro che non la condividono,quindi,è meglio che si astengano dalla consultazione.
 
Prima di iniziare debbo premettere e precisare che la mia famiglia è campana, non napoletana. Infatti, mio padre Nicola, nacque a Caserta e si stabilì a Napoli (unico della sua famiglia) nel 1913 per lavoro. Mia madre Augusta Caterina, invece, apparteneva ad una famiglia di Minturno, antica città preromana, fondata dagli Aurunci, in Campania al confine con il Lazio. Quando si sposarono nel 1917 Minturno apparteneva alla provincia di Caserta.
 
1941: Zamprotta Italo (nome completo Italo Albino Vittorio), nasce a Napoli in via Filippo Cavolino 7* (in realtà Cavolini, Napoli, 1756-1810, naturalista e biologo marino, scopritore nel 1778, del processo di caprificazione, Memoria per servire alla storia compiuta del fico e della caprificazione) da Nicola, nativo di Caserta, e da Augusta Caterina De Santis, di Minturno, ultimo di otto figli. Studi classici, anche presso il Seminario: con docenti appartenenti alla Facoltà Teologica di Capodimonte, ma anche all’Università L'Orientale o all’Università degli studi Federico II° di Napoli o alle Università pontificie romane. (Gli studi frequentati in Seminario includevano, oltre le materie curriculari previste dai programmi ministeriali, anche il canto gregoriano, la musica sacra, la liturgia cattolica, il galateo. Non erano trascurati gli sport: pallavolo, baseball, tennis tavolo, di cui si svolgevano durante l'anno veri e propri campionati dilettanti tra le diverse classi scolastiche. Il nostro docente di Educazione fisica era un capitano di complemento, giudice nazionale della FIPAV, docente nei Licei pubblici).Al momento della mia nascita mio padre Nicola era a Roma,richiamato,presso il Ministero della guerra.SIM-Servizio Informazioni Militari,Ufficio della Censura estera.I primi due figli,Donato e Aldo,erano, rispettivamente, uno sul fronte russo e uno sul fronte dell'Africa settentrionale.Quindi mia madre era a casa con i restanti cinque figli. 
 
1941: martedì 4 novembre fui battezzato, secondo il rito cattolico, nella Parrocchia di S.Rita e SS.Crocifisso agli Ottocalli in via Scipione Rovito. Mi furono imposti i nomi  di Italo Albino Vittorio. Padrino di battesimo fu il mio zio materno, Italo De Santis. Era un martedì festivo, anniversario della vittoria del 4 novembre 1918. Il sacramento del Battesimo mi fu somministrato da un sacerdote pugliese, Padre Egidio.
 

Napoli,febbraio 1941,i miei genitori; 8 maggio 1942,Italo a 8 mesi (Archivio Italo Zamprotta)

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1942: il 21 giugno i miei genitori festeggiavano le nozze d'argento. Mio padre Nicola fece ricordare l'anniversario durante un'apposita rubrica radiofonica dell' EIAR, che fu ascoltata da mia madre Caterina e dai figli che si trovavano con lei a casa.Nel mese di novembre mio fratello Giuseppe(Geppino)fu chiamato alle armi.Aveva solo 19 anni ed era stato arruolato nella Regia  Marina,come segnalatore,e destinato al Semaforo di Capo Carbonara a Villasimius(CA).Nel corso della seconda guerra mondiale la struttura fece parte della maglia di avvistamento della Regia Marina.Il posto di avvistamento era collegato mediante rete telefonica al Centro Raccolta Notizie - C-R.N. - di Giba che a sua volta aveva il compito di trasmettere le notizie raccolte al Comando Tattico Dicat (Difesa contraerea territoriale) di Cagliari.Per quel che riguarda il presidio,era costituito da un sottufficiale,in genere un Capo segnalatore di 1a classe,e 6 marinai segnalatori.
ruderi del Semaforo dove mio fratello Geppino prestò servizio militare in zona d'operazioni dal novembre 1942 al giugno 1946
 
1943:per evitare i micidiali bombardamenti su Napoli (in tutto ce ne furono 104!) nostro padre Nicola fece trasferire la famiglia prima a Minturno (paese natìo di nostra madre Caterina) e poi, nel periodo giugno-settembre, a S.Barbara di Caserta, nella vasta casa paterna, dove risiedevano le famiglie dei suoi fratelli.
Pertanto, da giugno a tutto settembre fummo nella casa che era stata dei miei nonni Antimo e Mariagrazia e dove nostro padre era nato nel 1891. Fummo accompagnati da nostro padre (che poi si recò a Benevento dove prestava servizio all'Ufficio della Censura militare) e bene accolti dai vari zii. I miei portarono da Napoli numerose provviste alimentari e spesso ebbero come ospiti a tavola i propri parenti. Quando le provviste si esaurirono, mia madre chiese dove poteva recarsi per fare acquisti, ma dagli stessi zii le fu risposto:"Mangiatevi i soldi che avete, perchè ora che la vostra casa è andata distrutta non avete più niente e non siete più nessuno!". Del resto che cosa ci si poteva aspettare da persone che, in assenza di nostro padre, avevano osato chiedere l'affitto a nostra madre servendosi, però, di terze persone? Mia madre alla malcapitata rispose:"Dite a XY che come lei è nuora del defunto proprietario, Antimo Zamprotta, così lo sono anch'io"! Inoltre, ci furono anche apprezzamenti espressi non apertamente, ma in privato, da uno zio nei confronti delle mie sorelle e a nulla valsero le spiegazioni fornite dai propri figli che ben conoscevano la serietà delle cugine essendo studenti dell'Università di Napoli e frequentando la nostra casa. Tutte queste vicende e la contestuale liberazione di Napoli, convinsero i miei familiari, all'inizio del mese di ottobre, a fare ritorno a Napoli, dove ritrovarono la nostra casa intatta così come l'avevano lasciata, e nostro padre aveva nel frattempo ripreso il suo lavoro all' ATAN, mentre i miei primi due fratelli erano stati incardinati nell'Esercito italiano di liberazione. La conseguenza di questo comportamento inqualificabile fu che nostro padre ruppe per sempre i rapporti con un suo fratello ed affisse un cartello dietro la porta di entrata di casa nostra, in cui dichiarava che certi parenti non erano più graditi in casa nostra. Quel cartello fu fatto leggere a questi parenti quando si presentarono, senza pudore, a casa nostra e invitati ad uscire. Tutto ciò fece scalpore, tant'è vero che negli anni '70 c'era ancora a Caserta chi ebbe a ricordarselo criticandone l'autore, ma mal gliene incolse, perchè Gerardo Fasano, nostro parente di S.Maria Capua Vetere, lo subissò di insulti precisando che la reazione era stata fin troppo modesta e signorile.
 
1947: quando arrivò il tempo di iscrivermi alla prima classe elementare ci fu la prima sorpresa della Repubblica italiana. Poichè la scuola elementare adiacente la nostra era stata occupata da "sinistrati", il sottoscritto doveva iscriversi ad una scuola pubblica distante 2 km (esattamente si trovava in Cupa Pozzelle molro distante da via Filippo Cavolino), mentre ce ne era una a 400 metri di distanza! La burocrazia della Repubblica cominciava a colpire. Fu soltanto il deciso intervento dei miei familiari presso il Provveditorato agli studi a scongiurare questa cervellotica evenienza e così potei essere iscritto alla "Dante Alighieri" in Piazza Carlo III°, un vasto e arioso edificio, costruito durante il fascismo, ubicato di fronte al celebre "Albergo dei poveri" (storico edificio voluto dal re Borbone Carlo III°,progettato dal grande architetto Ferdinando Fuga).
 
La Scuola Elementare "Dante Alighieri" di Piazza Carlo III° a Napoli (Archivio Italo Zamprotta)
 
Allego altresì una scheda della scuola tratta dall'opera "L'edilizia scolastica a Napoli nel Novecento" dell'arch.Marianna Pregoni:

SCHEDA 14 -Scuola elementare Dante Alighieri C.d.24 -Scuola materna Piazza Carlo III n.33, cap 80137 -Liceo Classico Garibaldi Via Pecchia n.26, cap 80137 ( 1925 - 1929 ) I lavori, appaltati nel 1920, furono iniziati solo nel 1925 «a causa delle difficoltà sorte per il finanziamento dell’opera a mezzo di mutui ed anche per necessità di provvedere al maggiore fabbisogno di spesa in dipendenza dei rincari verificatisi»1. L’edificio «sorge sul suolo a perimetro pentagonale mistilineo compreso tra la piazza Carlo III, la via S. Alfonso, la via S. Pecchia e le vie G. Argento e A. Mazzocchi»2. Il fabbricato per la scuola elementare è a tre piani fuori terra ed un piano seminterrato, che occupa una superficie di mq 2656, oltre il cortile interno di mq 1627. L’edificio ha tre [1]ingressi. All’epoca della sua costruzione l’ingresso principale era utilizzato per la scuola elementare maschile; l’altro, su via G. Argento serviva la scuola elementare femminile ed il terzo, su via Pecchia, la scuola media, che occupava, inoltre, altri due piani in sopraelevazione attraverso i quali si raggiungeva «un altezza eguale a quella dei prossimi fabbricati, in maniera da conferire euritmia alla piazza»3. Oggi quei locali destinati alla scuola media sono occupati dal Liceo Classico Garibaldi. Per l’approfondimento grafico cfr. tavola n°4 1 Le opere del regime, op. cit., p.335 2 Ibidem. 3 Ibidem.

 
1947: nella stagione invernale, quando frequentavo la prima elementare, mi ammalai gravemente: ebbi la broncopolmonite, favorita certamente dalla tonsillite a cui andavo periodicamente soggetto. Fui costretto ad abbandonare la scuola. Diversi medici si avvicendarono al mio capezzale, probabili cretini, perchè infine ne arrivò uno, si chiamava De Magistris, che si stupì del perchè fino ad allora non mi fosse stata somministrata la penicillina. Così guarii, ma mi costò un anno di scuola. Da una fotografia scattata nel dicembre 1946, quindi un anno prima, sono riuscito a capire come mai io mi sia ammalato di broncopolmonite e perchè abbia sofferto di continua tonsillite fino alla tonsillectomia del 1952.
 
1948: di quest'anno ho diversi ricordi. Cominciamo dai più piacevoli. Mia sorella Grazia impartiva lezioni private di francese a due ragazzi, di cui uno molto alto. Ricordo che non riuscivano a imparare a memoria il presente indicativo del verbo avere. Un giorno, per dargli una lezioncina di amor proprio, mia sorella mi fece intervenire per recitare il presente indicativo del verbo avere in francese, cosa che io feci prontamente, lasciando perplesso lo svogliato studente. Qualche giorno dopo quel ragazzo fu vittima di un mio innocente scherzo: mentre si stava sedendo, gli tolsi la sedia mandandolo gambe all'aria. Fu il mio modo di dare la sveglia alla sua svogliatezza.
Mio fratello Egidio, tra il disappunto generale della famiglia, aveva deciso di andare a fare il salumiere. Così cominciò a guadagnare e a divertirsi. Andava a ballare, venivano fino a casa per invitarlo e reclamarlo. Un bel giorno, però, confidò troppo nella sua forza fisica e volle strappare con forza lo spaghetto di un pacchetto appena confezionato tenendolo tra l'indice e il pollice destri. Si procurò una ferita, mal disinfettata e mal curata che si infettò e si dovette procedere all'amputazione di parte della falange dell'indice. Ricordo un tardo pomeriggio, rientrato dall'ospedale, dove avevano praticato l'intervento, quando finì l'effetto dell'anestesia, mio fratello gridava come un ossesso adagiato sul letto della nostra camera, ed io, sgomento, che nulla potevo fare per alleviare il suo dolore.
Risale a quest'epoca l'incontro con Padre Luca Appi dei PP.Rogazionisti,Congregazione religiosa  fondata da Sant'Annibale Maria di Francia. Questi Padri avevano un Collegio in Viale Colli Aminei sulla collina di Capodimonte.Lì studiava mio fratello Enrico.La domenica andavamo a trovarlo e una volta restai una mezza giornata con lui.Il Direttore,Padre Luca Appi,era davvero un uomo di Dio,un sant'uomo,come ne ho incontrati molto raramente in vita mia.Apprezzò molto la mia riservatezza e buona educazione e non l'ho più dimenticato.
 
Napoli,29 giugno 1949 (Archivio Italo Zamprotta)

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1950: il 28 maggio, domenica di Pentecoste,feci la prima Comunione***. Ero stato per diversi mesi a seguire "la dottrina" presso la mia Parrocchia, SS.Crocifisso e S.Rita in via Scipione Rovito, poco lontano da casa. Le suore venivano dal loro Convento, a cui si accedeva in fondo a via Abate Minichini, e ci dividevano in chiesa in gruppi di una decina. Dopo le accompagnavamo "a casa". Ricordo che erano buone e pazienti: le voglio ringraziare ancora per averci avviato alla studio ed alla prima comprensione del mistero di Dio. Quello fu un giorno di festa per me. I miei genitori fecero stampare delle immagini che sul retro riportavano il mio nome con la ricorrenza della mia prima comunione. Ricevetti dai coinquilini degli "omaggi pecuniari". Era la prima volta che ricevevo dei soldi tutti per me, ma furono subito messi da parte. Per l'occasione i miei genitori mi avevano fatto fare un abito su misura di colore grigio-perla, diverso da quello degli altri ragazzi, tutti indistintamente in bianco. Debbo rilevare, invece,  che il mio abito si distingueva in quel bianco anonimo e anodino. Quel giorno feci anche tante fotografie, che conservo ancora, grazie ad un amico di mio fratello Enrico, Giuseppe Di Lauro, residente a Trecase (un Comune vesuviano), che mi scattò numerose fotografie in casa e anche in via Bernardo Tanucci e in Piazza Giambattista Vico.

 

Napoli, P.zza G.Battista Vico, domenica 28 maggio 1950.Prima comunione

 (Archivio Italo Zamprotta) -

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1952: combattevamo da anni con la tonsillite: i soliti farmaci non sortivano alcun effetto, e particolarmente odiose erano le "pennellazioni" locali di tintura di iodio. Finalmente in primavera mi portarono presso la Clinica delle Fate a Capodimonte dove fui operato dal Prof. Jannuzzi. Furono presenti all'intervento mio padre Nicola e mio fratello Enrico.
 
1953/54: conseguii la Licenza elementare con ottimi voti, e dovetti lasciare la cara scuola "Dante Alighieri" che avevo frequentato per 5 anni. In particolare il Prof. Ernesto Colicino (negli anni '90, quando avrei voluto ancora rivederlo a Napoli, era affetto dal morbo di Alzheimer e non me la sentii di andarlo a visitare, ma dissi alla figlia, sposata con un mio compagno di scuola, quali ricordi avevo del suo genitore, che consideravo un grande educatore), a cui volevo molto bene. Superai l'esame di ammissione alla scuola media (a quel tempo le cose funzionavano così e non c'era spazio per i lavativi), preparato, insieme agli altri che avevano scelto tale percorso, dal nostro beneamato Maestro, che negli ultimi mesi di scuola faceva un doposcuola ad una decina di noi che avevano deciso di presentarsi all'esame di ammissione per la scuola media. Quando iniziai a frequentare la prima media, incontrai casualmente due miei “vecchi” compagni delle elementari, Dell’Aversano e Graziano, con i quali andai a fare una visita a scuola al nostro “vecchio” professore. Fu molto contento del pensiero. Noi, ormai, ci sentivamo importanti, perché eravamo in prima media!  Dell’Aversano Renato divenne poi professore di matematica nelle scuole medie superiori ed è il compagno di scuola che sposò la figlia del Prof. Colicino!
Rimasi molto impressionato da un avvenimento passato poi alla storia: l' 11 Ottobre 1953 A Skoplje, il Presidente jugoslavo Tito minaccia:"La Jugoslavia terrà gli occhi bene aperti su ogni mossa e su ogni movimento italiano. Nel momento in cui gli italiani entreranno nella Zona A del Territorio Libero, anche la Jugoslavia vi entrerà". Gli risponde il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Pella, il quale fa saperealle potenze occidentali che, nel caso in cui Tito attui la minacciata annessione della zona B di Trieste, l'Italia occuperà la zona A e, a sostegno delle sue affermazioni, manda truppe alla frontiera nord-orientale e navi da guerra nell'Adriatico, giustificando la sua azione col fatto che 250 mila partigiani jugoslavi si sono spostati nella zona B. E' la prima volta che il governo italiano prende decisioni del genere senza aver consultato in precedenza gli alleati che, dal canto loro, lo invitano ad evitare prese di posizione pubbliche e di astenersi dal compiere azioni di forza. Ricordo che questa ferma e dignitosa presa di posizione del Governo Pella (17 agosto 1953 - 12 gennaio 1954) mi colpì molto. Seguii con interesse e apprensione lo svolgimento di quella crisi alla radio e leggendo "Il Mattino" di Napoli che acquistava mio padre; e ricordo che presi anche degli appunti. (Debbo a questo punto rilevare che a casa nostra la radio era molto ascoltata e che dalla radio ho appreso tante cose, sia da bambino sia da ragazzo, seguendo i giornali-radio, le rubriche come "La voce dei lavoratori"(diritto e legislazione sociale e previdenziale), "L"Approdo", la "Radio per le scuole", ecc., seguendo opere liriche e operette; lavori teatrali, come commedie e drammi interpretati dalle diverse Compagnie di prosa della RAI (Torino, Milano, Firenze); trasmissioni di critica cinematografica; radiocronache delle partite di calcio del campionato nazionale e partite di calcio internazionali (tifavo per il grande Torino!); radiocronache di gare e giri ciclistici (Gino Bartali era il mio idolo!): la radio mi è servita ad arricchire la mia cultura e mi è servita per approfondire temi di numerosi settori culturali. Di ciò debbo ringraziare la mia famiglia che mi ha dato queste opportunità che si completavano con quelle offerte dai libri ed enciclopedie presenti in casa). In ottobre, frequentando la prima media, iniziai a frequentare la Chiesa di S.Maria del Gran Trionfo (in Via S. Maria Avvocata a Foria, 2 – di fronte  all’Orto Botanico e vicino al Teatro S. Ferdinando), invogliato dal mio docente di Lettere, il Rev.Prof.Giuseppe Morelli. La chiesa faceva parte di un complesso, in cui per secoli avevano trovato ifugio le meretrici strappate al loro turpe mestiere. La Casa "Ricovero per le donne pentite"(1526) era gestita da un Ordine religioso femminile (il Ricovero delle donne pentite sorse come naturale sviluppo dell’Ospedale degli Incurabili, poco distante, per accogliere le sventurate della strada a scopo di riabilitazione e di previdenza). A quell'epoca penso che ospitasse ragazze-madri, bisognose di aiuto. Il mio professore, Morelli, era Rettore della Chiesa e curava anche l'attività aministrativa dell'annesso complesso. In particolare, però, aveva dato impulso all'attività pastorale della chiesa, molto frequentata, in cui operavamo una ventina di chierichetti per le numerose funzioni liturgiche che vi avevano luogo. Ricordo alcune funzioni officiate dal vecchio Vescovo ausiliare di Napoli e Vicario Generale dell'Arcidiocesi, Mons.Giuseppe De Nicola, lo stesso che mi aveva cresimato qualche mese prima; e dal Canonico Mons. Giuseppe Muller, del Capitolo metropolitano di Napoli. La tradizione fa risalire l'origine di questa Chiesa al XIII° secolo, dedicata a "Santa Maria Avvocata dei peccatori", detta in seguito S.Maria del Gram Trionfo. Un paio di secoli dopo vi fu annessa la Casa ricovero a cura della pia e nobile spagnola Maria D'Ayerba (duchessa di Termoli e moglie di Andrea di Capua, intima collaboratrice della spagnola Ven. Maria Laurenzia Longo, fondatrice dell'Ospedale degli Incurabili), il cui nome è legato all'Ospedale napoletano degli Incurabili (siamo nel 1526, ai tempi del re Ferdinando d'Aragona il Cattolico di Spagna, vedovo della regina Isabella di Castiglia, quella che aveva favorito la spedizione "americana" di Cristoforo Colombo).Ma i miei ricordi non si esauriscono qui.Ricordo che i miei genitori,per aiutarmi nello studio quando frequentavo la prima media,invitarono a casa nostra un nipote di secondo grado,Nicola Catullo (familiarmente veniva chiamato "Coccolino"),studente di giurisprudenza.Era uno dei figli di una cugina di secondo grado di mio padre che faceva la maestra elementare ed abitava nel Rione INCIS a poche centinaia di metri da casa nostra,zia Antonietta,che a volte avevo incontrato al mattino in via Bernardo Tanucci andando a scuola.Infatti, era stata anche la maestra dei miei due fratelli Egidio ed Enrico,nella stessa scuola elementare da me  frequentata.Quindi questo parente venne per darmi alcune ripetizioni di analisi logica.Si arrabbiava e manifestava il suo disappunto ai miei genitori,perche,diceva,sapevo le regole,ma ero superficiale nella loro applicazione.Era il 1953.Poi andai in Seminario e di Coccolino non seppi più nulla.Recentemente ne ho chiesto notizie nella corrispondenza con mia sorella Grazia ed ho saputo che morì qualche anno dopo per una peritonite.Era un bel giovane,molto capace e mi ha addolorato molto questa notizia,anche a circa 60 anni di distanza. 
 
 
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Napoli,1952,in V classe col prof.Ernesto Colicino,Scuola Elementare "Dante Alighieri"
(a destra,nel 1951 a casa di mia sorella Grazia a Bagnoli) (Archivio Italo Zamprotta)   

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1954: cresima nella Cappella privata del Vescovo ausiliare di Napoli e Vescovo Titolare di Pergamo, Mons. Giuseppe De Nicola (in seguito Arcivescovo Titolare di Rhoina) in via Duomo a Napoli. Padrino è il R.P. Bernardo Maria (al secolo Felice Cerroni), Priore del Convento e della Basilica di Maria SS. del Carmine Maggiore di Napoli, e Cappellano di fabbrica dell' Onarmo. In ottobre appresi con immenso piacere che la città di Trieste era ritornata all'Italia.

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       Il Seminario agli inizi degli anni '50 - La secentesca statua della Vergine Immacolata nel cortile interno,opera dello scultore Cosimo Fànzago (Archivio Italo Zamprotta)

 

(Il Seminario arcivescovile si trova sulla collina di Capodimonte a Napoli, in via Colli Aminei.A proposito dei Colli Aminei, sento il dovere di riferire che si tratta di una della tante colline di Napoli (le altre sono:Vomero-S.Martino,Camaldoli,Posillipo), il cui nome si fa risalire ad una popolazione della Tessaglia (regione greca) che colonizzò la zona nel periodo dorico, impiantandovi numerosi vigneti che producevano il famoso vino amineo (ancora oggi prodotto), ricordato da Macrobio, che i Romani chiamarono Falerno. Degli Aminei parla anche Aristotele).
 
1954/55: durante quell' inverno, un mattino, mentre mi trovavo nella sala-studio della mia camerata, in Seminario, (verso le 07.30, prima di andare in classe), fui colpito da un violento dolore al sopracciglio destro. Era l'epilogo di un prolungato raffreddore, durato 10-15 giorni, causato da allergia (questo l'ho capito molti anni dopo), ovviamente resistente alle comuni aspirine (sarebbe bastato un antistaminico, ma era di là da venire: infatti lo svizzero Daniel Bovet, premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 1957, stava terminando i suoi studi nel settore proprio presso l'Istituto Superiore di Sanità a Roma, dove nel 1947 prese anche la cittadinanza italiana sposando la sorella di Federico Nitti, il batteriologo con cui Bovet aveva scoperto l'azione antimicrobica della frazione sulfamidica).In seguito mi è stato accertato che il dolore frontale era sinusite del seno frontale destro, che mi ha accompagnato, insieme con la rinite vasomotoria, per tutta la vita, perchè antistaminici, cortisonici ed eventuali vasocostrittori non servono a nulla, sono soltanto palliaitivi temporanei. Una parziale spiegazione ai miei disturbi la diede un membro del COAS (College of Applied Sciences) di Londra, da me conosciuto all'epoca della discussione della tesi dottorale. Mi disse che dalle statistiche sanitarie britanniche risultava che coloro che avevano subito l'asportazione delle tonsille erano maggiormente soggetti alla sinusite.
 
1955:durante l'estate fui preparato dal mio vice Parroco, Padre Carlo De Candia, in latino, perchè in Seminario ero stato rimandato. Lui utilizzò molto il testo di "Nozioni di Analisi logica, italiana e latina" di Enrico Tittarelli (l'edizione era del 1953, ma il testo risaliva all'inizio degli anni '30, ed in Seminario era stato in uso per diverse generazioni di studenti!), più del testo di Grammatica latina che pure era un corso completo (Alma Mater:Grammatica latina, morfologia e sintassi.Parte teorica con un'appendice di prosodia e metrica.Volume unico per tutte le classi (in corrispondenza ai volumi I-II-III-IV di esercizi) di Alfredo della Pura d Renzo Cristiani,1951,dalle scuole medie all'università) e comprendeva anche l'analisi logica.Da quella preparazione nacque il mio grande amore per la lingua latina. Ricordo che l'anno seguente lasciai tutti meravigliati per il salto di qualità compiuto. Qualche anno dopo Padre Carlo mi raccontò un episodio a dimostrazione della sua particolare versatilità in quella lingua. Insegnava Latino e Greco in un Ginnasio-Liceo e il docente di quelle stesse materie in un'altra sezione ebbe una disputa con lui su un particolare di lingua latina. Decisero di appellarsi ai loro professori universitari di qualche decennio prima e pertanto si recarono prima dal grande latinista e filologo classico Francesco Arnaldi (Codroipo,1897 - Roma, 1980) che insegnava Lingua e Latteratura latina all'Università di Napoli. Arnaldi diede ragione all'altro, ma precisò che trattavasi di una questione più squisitamente grammaticale. Allora i due contendenti interpellarono un altro loro vecchio docente, il grande Francesco Sbordone (Napoli, 1911-1983), insigne docente di Grammatica latina all'Università di Napoli: Sbordone diede ragione a Padre Carlo! (Desidero ancora ricordare che Padre Carlo all'esame universitario di Lingua e Letteratura latina era stato valutato 27/30 da Francesco Arnaldi, cioè con il massimo voto che questo grande Docente assegnava ai suoi migliori allievi. Lo stesso voto in Lingua e Letteratura latina era stato in precedenza assegnato anche a Giuseppe Morelli, altro mio grande Maestro, laureatosi il 1° dicembre 1947). Non posso non ricordare in quegli anni '50 le numerose volte che servii la S.Messa all'anziano Padre Fortunato Scalella, insigne docente di pianoforte e già Maestro di Cappella del Duomo di Napoli. Numerose volte lo riaccompagnai a casa, all'inizio di via S.Eframo Vecchio, dove più volte fui suo ospite assistendo anche alle sue lezioni di pianoforte.
 
Napoli,1955,il padre prof.Fortunato Scalella e la sua dedica del 1956 - Biblioteca Italo Zamprotta
(Archivio Italo Zamprotta) -

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1956:domenica 12 o 19 febbraio ricevetti in Seminario la visita delle mie due sorelle, Elisa e Grazia. C'era un metro di neve e i miei genitori non se l'erano sentita di venire per la solita visita settimanale. Si presentarono inaspettatamente le mie due sorelle, che allora contavano 31 anni la prima e 29 compiuti un paio di mesi prima la seconda. Avevano dei foulard in testa ed erano molte belle e piene di vita: le ricordo come se fosse ieri. Mi consegnarono la biancheria pulita, come facevano ogni domenica i miei genitori. Parlammo di tante cose. Ero contento di averle riviste insieme, come quando ero piccolo e loro erano ancora nella casa paterna. Mai avrei immaginato ciò che sarebbe accaduto nove mesi dopo.
 
Durante le vacanze, nel mese di luglio, rividi mia sorella Elisa. Aveva con se il suo quartogenito, Antonio, nato pochi giorni prima. Lo tenni anche in braccio. Quando si accomiatò, mi chiese di accompagnarla. Con il mio nipotino in braccio feci a piedi con lei il tragitto fino a casa dei suoi suoceri, dove in quel momento si trovava. La salutai e le promisi di scriverle perchè lei qualche giorno dopo sarebbe partita col marito e i suoi quattro figli alla volta di Vinchiaturo, comune montano in provincia di Campobasso, dove il marito era stato assunto come responsabile dei servizi elettrici di una grande azienda.
 
Quando rientrai in Seminario dalle vacanze, incominciai a scriverle: ci scambiammo tre lettere, nel periodo settembre-novembre. Nell'ultima lettera, a novembre, mi inviò 500 lire, e mi parlò di dolori al fegato. Lunedì 3 dicembre, mentre eravamo di primo mattino in cappella, dopo la meditazione, prima che iniziasse la Santa Messa, mi chiamò il vice Rettore, padre Luigi Rinaldi, e con molta delicatezza mi comunicò che mia sorella Elisa era morta il giorno prima! Copiose lacrime sgorgarono dai miei occhi e vani furono i tentativi di consolazione. Tutti i seminaristi pregarono quel giorno per mia sorella. Mia sorella se ne era andata e mai più l'avrei rivista. Quel giorno, al pomeriggio, venne a trovarmi mia sorella Grazia con la quale ripresi il mio pianto. Rividi invece i miei genitori la domenica seguente in una saletta appartata: erano irriconoscibili, tanto diversi da come li avevo sempre visti. Improvvisamente invecchiati di 10-20 anni. Mi raccontarono che erano stati chiamati a Vinchiaturo, dove erano stati per una settimana. Mia sorella entrò ed uscì dall'ospedale di Campobasso un paio di volte, ma non ci fu nulla da fare, perchè il suo fegato si era rimpicciolito fino a diventare della grandezza di un pugno! Tutto durò una settimana, dal 24 novembre al 1° dicembre, sabato, giorno della morte. Mia sorella lasciò quattro figli: la prima, Giulia, aveva dieci anni e l'ultimo, Antonio, di nemmeno sei mesi. I miei genitori scoprirono che nelle ultime settimane i dolori al fegato di mia sorella (di cui aveva parlato anche a me nella lettera) venivano curati col fernet dal signor marito! Quest'uomo si risposò otto mesi dopo con la donna che già frequentava da quando era arrivato a Vinchiaturo e che maltrattò i figli di mia sorella, eccetto il più piccolo, Antonio, che passò come figlio suo e fratellastro dei precedenti! Questo credette Antonio fino ad una certa età. La verità venne a galla in maniera improvvisa, come un pugno in faccia, per la richiesta di alcuni documenti che l'interessato richiese. Vi furono le "commoventi" spiegazioni di rito. Ma è mai possibile che in tutti quegli anni il padre non abbia sentito il dovere di confessare la verità e portare io figlio sulla tobra della madre? Questo rimane un mistero per me insondabile. Da notizie in mio possesso posso solo dire che tra fratelli ci furono spesso incomprensioni, perchè i primi tre non accettarono mai la matrigna e non giustificarono il padre.
 
All'inizio degli anni '90 mio nipote Nicola raccontò che, alcuni anni prima mentre svolgeva il suo servizio di medico ospedaliero presso l'Ospedale Cardarelli di Napoli, passando per la Radiologia fu pregato da un'infermiera di recapitare delle radiografie in un Reparto adiacente al suo. Sbirciò quelle radiografie e lo colpì un nome: Eduardo Tàmmaro. Era un nome che aveva sentito pronunciare diverse volte dai suoi genitori e sapeva che si trattava del marito della sua defunta zia Elisa. Guardò i referti radiologici e vide la diagnosi di metastasi tumorali.
 
Non posso esimermi dal ricordare che all'inizio degli anni '80 feci vedere al mio fraterno amico Edmondo Tisanna una fotografia di mia sorella Elisa e gli chiesi in che stato si trovasse. Si concentrò per alcuni momenti e mi rispose:"Sta molto molto bene!". Mia sorella Elisa si trovava in quella dimensione spirituale che noi definiamo di beatitudine. Non mi interessa assolutamente ciò che possono pensare gli scettici e gli increduli a questo proposito.
 
 Napoli,1941. La mia bella sorella Elisa (Archivio Italo Zamprotta)
 
1958:giovedì 22 maggio nacque mio nipote Carmine, secondogenito di mio fratello Egidio. Il padre mi prescelse come padrino di battesimo. Compito che penso di avere disimpegnato egregiamente se, molti anni dopo, mio nipote mi prescelse come padrino di cresima: sono le uniche due volte che ho fatto da padrino in vita mia. Debbo dire che mi sono sempre interessato del mio nipote e figlioccio Carmine, che mi ha anche dato delle soddisfazioni, perchè è un valido giornalista e un apprezzato funzionario dell' INPS di Napoli.
 
   Mio fratello Egidio  (Archivio Italo Zamprotta)
 

 

 

1960: all'inizio del mese di dicembre andammo ad abitare sulla collina di Capodimonte,nella nuova casa,appena edificata,in via Gennaro Marciano.Si trattava di un vero e proprio parco residenziale,edificato dalla Cassa del Mezzogiorno,di fianco ad un altro parco residenziale dell'INA-Casa.L'aria era quella tipica collinare e molto salùbre.Da casa nostra si vedeva una porzione di vegetazione del Parco di Capodimonte, dove si trova l'omonima settecentesca Reggia di Capodimonte,fatta edificare dal re borbone Carlo VI (quello che nel 1759 lasciò Napoli per salire sul trono di Spagna come Carlo III),distante circa 200 metri da casa nostra. Nella Reggia di Capodimonte è ospitato il celebre Museo di Capodimonte.Imparai a conoscere questi luoghi e queste bellezze frequentandoli da giovane e poi proseguendo anche da sposato, portandovi i miei figli durante l'estate. Indimenticabili sono i concerti del "Luglio musicale di Capodimonte",che frequentai negli anni '60-70-80. Ricordi dolci e tristi per gli eventi ad essi legati.
 
Veduta aerea della Reggia di Capodimonte a Napoli
 
Non posso dimenticare che nell'appartamento al secondo piano(io abitavo al terzo)venne ad abitare una coppia di attori napoletani che avevamo avuto modo di ascoltare qualche anno prima,negli anni '50, alla radio quando trasmettevano le commedie di Eduardo De Filippo(indimenticabile l'interpretazione di questi due attori in "Non ti pago".Si tratta di Nino Veglia(1922-    )e Luisa Conte(1925-94).Avevano una bambina, Brigida.Veramente una bella bambina.Dopo essermi allontanato da Napoli per andare a Biella,li rividi qualche volta,d'estate,quando ritornavo a Napoli in ferie e seppi che le mie nipoti avevano chiesto le foto e gli autografi dei due celebri attori. Infatti,oltre alle magistrali interpretazioni nella commedia napoletana,questa celebre coppia ebbe il grande spirito di iniziativa e il merito di fare qualcosa di buono per la città ristrutturando un vecchio teatro ormai in disuso,il Sannazaro,che riportarono agli antichi splendori.Non so se per questa meritoria iniziativa siano stati adeguatamente ricompensati dallo stato,almeno con una onorificenza repubblicana.Ricordo anche le visite estive a casa loro del grande Nino Taranto,che evidentemente apprezzava la frescura di Capodimonte,e di cui si poteva distintamente ascoltare la voce,
 
1961/62: fui chiamato ad impartire lezioni di Italiano e Latino ad un ragazzo di nome Enrico, che al primo trimestre, in prima media, aveva preso quattro in Latino.(Questa famiglia era alloggiata all'interno del Parco della Reggia per l'incarico svolto dal capofamiglia).Enrico frequentava un celebre e antico istituto napoletano retto dai Gesuiti.che erano molto severi e pretendevano, giustamente,applicazione e serietà nello studio.Lo rimisi bene in carreggiata, tanto che fu promosso con sette in latino. Contestualmente lavorai con la madre(insegnante di educazione fisica)alla redazione di "Elementi di educazione stradale":la Prof.ssa Eva(consorte dell'avv.Alberto,comandante del "Reparto Celere" del Corpo delle Guardie di Pubblica sicurezza(allora la Polizia si chiamava così)di Napoli e in seguito collocato a riposo col grado di Generale di Pubblica sicurezza: Alberto e Eva,amici fraterni e carissimi).Il pro manuscripto fu utilizzato da alcuni insegnanti di scuola media come insegnamento complementare.Seguii questo ragazzo in seguito anche per il Greco,per volere dei genitori,eccetto il periodo del mio servizio militare,fino a quando non mi trasferii a Biella nel 1966.
 
1962: il 15 aprile incontrai nel nostro rione a Capodimonte (celebre quartiere collinare di Napoli per la famosa Reggia, dove abitavano entrambi a un centinaio di metri di distanza) per la prima volta Maria,18enne rossochiomata (Omero avrebbe aggiunto anche "dalle bianche braccia"):il rigore familiare dell'epoca consentiva la partecipazione ad una S.Messa,accompagnati(stile "io, màmmeta e tu").Lei era accompagnata da due amiche e l'innamorato(il sottoscritto)dall'amico Cav.Francesco Mautone,funzionario dell' Intendenza di Finanza di Napoli. Era la Domenica delle Palme e tutti insieme si assistette alla S.Messa nel magnifico Santuario/Basilica dell' Incoronata Madre del Buon Consiglio al Tondo di Capodimonte, in collina, che divenne méta delle uscite domenicali (in seguito solo a due). Nell'aprile di quell' anno scrissi anche una poesia, dedicata all'amata, intitolata "Maria",a cui altre seguirono: ne riporto tre in Appendice 3.Prima di chiedere ufficialmente la mano dell'amata, per qualche mese stazionai sotto le sue finestre prendendomi l'appellativo di "Romeo",mentre lei veniva chiamata "Giulietta"! Da ciò discende che sono sempre esistiti coloro che si fanno i fatti degli altri.A distanza di tempo, ripensandoci, debbo dire che sotto sotto non mi dispiaceva affatto che ci equiparassero alla più celebre coppia di innamorati della storia. Debbo anche ricordare che, quando era iniziato il mio corteggiamento, un negoziante,nostro fornitore, don Antonio (un trentenne già sposato con figli, in seguito precocemente scomparso), che aveva il suo esercizio commerciale proprio all'angolo della strada, si congratulò con me per la scelta. Due parole su Maria nell'Appendice 4.
 
 
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  Napoli,1960,Basilica Incoronata Madre del Buon Consiglio
 al Tondo di Capodimonte
 
 
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             Ecco la mia Maria a 18 anni.
          (Archivio Italo Zamprotta)

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1962: il 21 giugno, commemorazione del Corpus Domini. Era un giovedì e i miei genitori festeggiarono i 45 anni di matrimonio.Venne a pranzo nella nostra  casa di Capodimonte il Padre carmelitano Pier Tommaso Matarrelli (lo stesso che nel 1969 celebrerà le mie nozze). Al Padre Tommaso parlai della ragazza che avevo conosciuto e lui, con mia grande sorpresa, mi parlò della famiglia della ragazza che conosceva bene perchè avevano frequentato per anni la Basilica del Carmine Maggiore che rientrava nel loro quartiere di residenza prima di venire ad abitare in collina a Capodimonte. Quel giorno la squadra di calcio del Napoli, che aveva appena conquistato la promozione alla A dalla serie B, conquistò la Coppa Italia battendo la Spal per 2-1.
 
1962:sabato 29 settembre mi recai, previo appuntamento telefonico, a casa di Maria per chiderme ufficialmente la mano. Sabato 6 ottobre accompagnai i miei genitori a casa di Maria per far loro conoscere la ragazza, i miei futuri suoceri e cognati. Qualche giorno dopo arrivò la famosa “cartolina” di partenza per il servizio militare di leva.
 
1962/64: dal 5 novembre al 7 febbraio espletai il servizio militare di leva nella specialità carrista, specializzazione Aiutante di sanità  nelle sedi di Avellino(C.A.R. delle Truppe corazzate), Roma (8^ Compagnia di Sanità), Aurelia di Civitavecchia (CIV Btg.Carri, presso la Caserma del I° Reggimento Bersaglieri), Altamura (presso la nuovissima caserma, poi intitolata "Locatelli"). In particolare frequentai a Roma il Corso di specializzazione teorico-pratico di Aiutante di sanità presso l' 8^ Compagnia di Sanità dell’Ospedale militare Celio e il Comando generale della Sanità militare, a Villa Fonseca, conseguendo il relativo Attestato di specializzazione dopo regolari esami finali. Di questo periodo ricordo con stima e rispetto gli insegnanti del Corso, tutti Ufficiali medici col grado di capitano,maggiore e tenente colonnello. In seguito svolsi il mio servizio presso l’infermeria del CIV Btg. Carri, partecipando anche ai campi d’arma: estivo a Tuscania (dove dormimmo sotto le tende da campo per 35 giorni, nel periodo giugno-luglio 1963), e avemmo come compagni di esercitazione i Carabinieri corazzati; invernale nelle Murge pugliesi. Del primo periodo, quando ero di stanza ad Aurelia (a nord di Civitavecchia) ricordo con affetto e rispetto il Ten. Col. Aldo Persiani, comandante del CIV Btg. Carri, valoroso combattente della 2a guerra mondiale ed ottimo Comandante, poi destinato al Centro Alti Studi Militari di Roma).Del campo invernale nelle Murge pugliesi ricordo la nostra intrusione nei caratteristici trulli, in cui qualche volta pernottammo, accendendo il fuoco nei camini (eravamo nel gennaio 1964): un ricordo indimenticabile.
 
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               Aurelia (RM),16 maggio 1963,di servizio in tuta mimetica.
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italo_infermiere.jpgAltamura.jpg
                    Altamura (BA), fine 1963,di servizio nell'Infermeria della caserma            Nella caserma di Altamura il 15 gennaio 1964                        
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EquipollenzaASa 
Questo è il certificato, rilasciato dal Ministero della Salute, di equipollenza del titolo professionale militare con quello civile 
 
1964/66: a Napoli, impartisco lezioni private di Italiano, Latino e Greco a diversi ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori.
 
1965: lunedì 11 gennaio muore mia madre, Caterina De Santis. Conseguo a Napoli, a giugno, il diploma in stenografia e dattilografia presso la S.O.S.-Scuola OrtoStenografica, nell'ambito dei  programmi del C.P.T. (Consorzio Provinciale dell' Istruzione Tecnica). Questo diploma doveva servirmi a trovare più facilmente un lavoro.
 
1965:durante quell'anno,non ricordo bene quando,scrissi al re in esilio,Umberto II,chiedendogli una foto autografata.Me ne spedì una della grandezza di una pagina di quaderno con la dedica "A Italo Zamprotta,Umberto",scritta con penna stilografica bleu,La tenni esposta in casa,e così fu fin quando l'anno seguente lasciai definitivamente la casa paterna.In seguito non ne seppi più nulla. Trafugata da qualche cretino.Ne esistono in tutte le famiglie.La foto era come quella che riporto qui sotto,ovviamente senza la dedica, perchè questa l'ho ricavata dal web.
 
S.M.il re Umberto II (1904-1983)
 
1965:in un giorno imprecisato di un mese imprecisato di quest'anno(probabilmente d'estate)mi capitò qualcosa di inspiegabile.Un giorno,durante una visita nella Galleria Umberto I di Napoli,dove spesso passavo per visitare la Libreria La Bancarella(dove acquistai diversi libri che fanno parte della mia biblioteca domestica),fui avvicinato da una giovane zingara che volle per forza leggermi la mano.Mi guardò e mi disse:"Presto farete un lungo viaggio".Sul momento non ci feci caso,ma in seguito ho più volte ricollegato quella previsione col mio trasferimenti a Biella l'anno seguente.
 
1965/66: frequentai i corsi dell' Università popolare di Napoli.
 
1966/2001: assunto dall’ INAIL, fui destinato alla Sede di Biella. La mia carriera professionale si concluderà come Capo Area informatica della Sede INAIL di VCO (Verbano-Cusio-Ossola), a Novara.
Arrivai a Biella munito di una lettera di presentazione che mi feci scrivere da Padre Giovanni Ferrara,un religioso della Congregazione dell'Oratorio di S.Filippo Neri(quelli comunemente chiamati Padri Filippini),Direttore della Biblioteca e Conservatore dei beni artistici del Complesso dei Girolamini di Napoli(che comprende un vecchio convento,una Basilica,una quadreria e una importante Biblioteca).,considerato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.Avevo conosciuto il Ferrara negli anni '50 in Seminario e mi era stato detto che dirigeva quel complesso e poteva scrivermi una lettera di presentazione per il Padri Filippini di Biella.Egli fu ben lieto di potermi aiutare e così,appena giunto alla stazione di Biella,in taxi mi presentai ai Padri Filippini che furono ben lieti di indirizzarmi ad una pensione familiare tenuta da persone di loro conoscenza.In tal modo risolsi subito il problema della mia sistemazione logistica.Sono sempre grato all'amico Padre Giovanni Ferrara,di cui mi fa piacere riportare qui di seguito una foto davanti all'ingresso della Basilica dei Girolamini di Napoli.
il Padre Giovanni Ferrara (Napoli,1935-2010)
 
 
 
 
 
Italo Zamprotta, Napoli giugno 1966; Biella, settembre 1966 (Archivio Italo Zamprotta)

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il Sen.avv.Luigi Renato Sansone,Presidente INAIL nel 1966

 

1967: il 7 luglio, durante le ferie a Napoli, mi iscrissi al PSU (Partito Socialista Unificato) presso il Circolo culturale "Socialismo democratico" fondato e diretto dall' On. Dr. Bruno Romano (Primario di chirurgia presso gli Ospedali Riuniti di Napoli).   
 
1968: sabato 14 settembre a Napoli sposai Maria nella nostra Parrocchia di S. Maria delle Grazie a Capodimonte. Celebrò il rito un amico di famiglia, il Padre Dr. Pier Tommaso Matarrelli, Commissario generale dell’Ordine Carmelitano per l’Italia meridionale. Maria abbandona, per amore, i genitori e la città natale per ritrovarsi in una città inospitale (infatti, l'anno prima, mi fu rifiutata una camera in affitto in via don Minzoni, in ossequio al motto torinese "non si fitta a meridionali". Abitavamo a Gaglianico.
 
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  Maria e Italo sposi. Napoli,,sabato 14 settembre 1968.
(Archivio Italo Zamprotta) 

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 Napoli,14 settembre 1968.Nella foto di gruppo a destra,durante il pranzo nuziale,il padre Pier Tommaso Matarrelli
e mio padre Nicola,seduti.In piedi,da sinistra,mio nipoter Claudio,mia moglie Maria,io,mia sorella Grazia e sua figlia Rosaria.

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 (Archivio Italo Zamprotta)

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1969: nasce a Biella il primogenito Luigi, battezzato nel Battistero preromanico (seconda metà X sec.) di Biella; il padrino è l'amico Sergio Valenzano (Napoli,12.11.1913 - Biella, 24.4.1976) il quale fino alla morte si ricorderà sempre del suo figlioccio. Ricordo con sincero affetto questo amico, combattente della seconda guerra mondiale, maresciallo di fanteria (apparteneva al famoso 53° Rgt.Fanteria di stanza a Biella!). Maestro di Tiro e di Scherma. Dopo la pensione fu Comandante del Corpo delle guardie giurate di Valle Mosso.
   
1969: il 30 novembre ci trasferimmo a Biella, nello stabile INAIL, al primo piano, sopra la sede dell'ufficio.Nel 1979 passammo al quinto piano,e nel 2004 acquistammo l'alloggio (l'INAIL ormai aveva lasciato gli uffici,acquistati dall'ASL di Biella,con la quale ci trovammo in condominio).
 
 Biella,via Caraccio-angolo viale Carducci
in primo piano a sinistra la Villa Amosso,di seguito il Condominio INAIL.
La nostra casa fu dapprima al 1° piano.In seguito al 5°(visibile in questa foto).
 
 
Biella,1971,secondo compleanno di Luigi (Archivio Italo Zamprotta)

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Natale 1971,secondo S.Natale per Luigi (Archivio Italo Zamprotta)

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1970: fu un anno di studio intenso perchè l'INAIL bandì due concorsi per tutti coloro che aveva assunto dal 1965 in avanti. Con un concorso, a giugno, passammo di ruolo 255 dipendenti (molti altri rimasero fuori ruolo). L'altro concorso si svolse a luglio (prove scritte) e a novembre (prove orali). Così iniziò la lunga stagione dei concorsi che mi vedranno impegnato per altre tre volte. Quell'anno lo passai a studiare il Diritto del lavoro e la Legislazione sociale, che erano, a quell'epoca, le materie più importanti del concorso, Col mio collega Alessandro Furgiuele consultai numerosi testi, dai quali estraemmo una nostra dispensa per il concorso. La inviammo in visione al nostro Rappresentante sindacale, il Dott. Ciro Orsolini, Responsabile della Uil-Inail. Si trattava di un Dirigente, di origine napoletana ma ormai romanizzato, in servizio presso la Direzione generale a Roma, il quale, oltre a lavorare normalmente, si era accollato anche l'incarico sindacale. Cioè, al contrario di tutti gli altri, non aveva il cosiddetto "distacco sindacale". Infatti, quando lo incontrai a Roma, nel suo ufficio, stava lavorando, come lavoravamo noi a Biella. Lodò il nostro lavoro e la nostra meticolosa preparazione e si disse sicuro della nostra promozione al concorso, come in effetti avvenne. Altri tempi e altre persone, che non usavano il sindacato per fare carriera!
 
1970: iniziai a collaborare col settimanale "Corriere biellese" (fondato il 15 agosto 1895 dal sindacalista Rinaldo Rigola, del quale a Biella conobbi i nipoti). Rigola (1868-1954), prima operaio tessile poi artigiano, fu anche il fondatore,nel 1906,della CGdL-Camera Generale del Lavoro,di cui fu Segretario Generale dal 1906 al 1918.Poi fu deputato del Partito Socialista nel 1900,confermato nel 1904.Insegnò nel 1920-21 alla Scuola di Previdenza e Legislazione sociale della Società Umanitaria di Milano,per cui compilò il "Manualetto di Tecnica sindacale",utilizzato per le lezioni anche in seguito).
 
Rinaldo Rigola (1868-1954).Cieco,a seguito di un infortunio sul lavoro.
 
1970/72: fui nominato membro della Commissione regionale Sicurezza sociale e sanità del PSI che si riuniva mensilmente a Torino.
 
1971/76: partecipai ala riunioni de Consiglio di ammnistrazione dell’ Azienda farmaceutica municipalizzata di Biella (quello che creò a Biella la Farmacia comunale oggi esistente). Riporto di seguito la foto dell'insediamento della Commissione con la didascalia del giornale "il Biellese".
 
CommissioneFarmacialBiellese8giu71 
da "il Biellese",iugno 1971  
 
 
1971: con delibera n.133 del 26 aprile il Consiglio comunale di Biella mi nominò componente del Consiglio di amministrazione dell' Azienda Farmaceutica Municipalizzata, di recente istituzione. Il mio incarico fu quinquennale e richiese uno o più impegni settimanali di un certo peso, perchè il Consiglio, di cui facevo parte. dovette istituire a Biella la Farmacia Comunale (tuttora esistente e funzionante). Il Presidente, designato dallo stesso Consiglio, era il Sig. Angelo Maritano coadiuvato, oltre che da me, dal Comm.Vincenzo Giovannetti (Presidente della Sezione di Biella della Lega Navale Italiana), dal Dott. Pietro Tagliaferro (vecchio medico del Comune di Mongrando), dal Notaio Dott. Paolo Tavolaccini, dal Rag. Pier Antonio De Martini, dal Sig. Argo Corona. Lavorammo, gratuitamente, insieme fino al 1976.
 
1972: iscrizione a Torino all’ Albo dei giornalisti-pubblicisti del Piemonte.
 
1973: nasce a Biella il secondo figlio, Lorenzo, battezzato bel Battistero preromanico (seconda metà X sec.) di Biella. il padrino è lo zio materno Giovanni, che in vita sua mai se ne ricorderà. Particolare degno di nota: Lorenzo nasce lo stesso mese e giorno del fratello Luigi, cioè il 27 maggio. Dall'anno seguente il loro compleanno verrà festeggiato insieme con un'unica torta e variazione del solo numero di candeline.
 

 

Biella,1974 e 1976 (Archivio Italo Zamprotta)

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                                                                                                                 Lorenzo,Biella 1979, e Napoli 1980  (Archivio Italo Zamprotta)

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1973/75: vicedirettore del “Corriere biellese”, settimanale politico, organo della Federazione biellese del PSI (Partito Socialista Italiano).
 
vice Direttore Corriere Biellese
 
Questa nomina mi fece particolarmente piacere,perchè premiava un lavoro triennale di intensa collaborazione al settimanale.A distanza di tempo ne sono sempre fiero ed orgoglioso,perchè il "Corriere Biellese" ha avuto una storia gloriosa ed è stato diretto da socialisti prestigiosi,mentre altrettanti ne furono i collaboratori,dalla fine del XIX secolo per circa 100 anni! Non fui direttore del periodico per il semplice motivo che la politica non premia sempre i migliori,ma soltanto coloro che scendono a compromessi e restano inquadrati in schieramenti variabili secondo la convenienza.Quindi non era il tipo per questi giochetti, grazie ai quali va avanti la politica in tutto il mondo,con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.Il mio comportamento del luglio 1975 determinerà la mia obliterazione dala vice direzione,senza alcun preavviso! Vedi di seguito al 1975.
 
1973: martedì 11 settembre muore il Presidente del Cile,il Compagno Salvador Allende,assassinato nel Palacio de la Moneda dai reggicoda dell'imperialismo americano.Scrissi subito un articolo,E' morto un uomo,che fu pubblicato come editoriale in prima pagina il venerdì 14 sul Corriere Biellese,di cui ero vice Direttore.Il Direttore responsabile,il compagno Franco Chiorino,aveva preparato anche lui un editoriale,ma non lo pubblicò,dopo aver letto quello preparato da me.Scrissi da socialista per commemorare l'assissinio a sangue freddo di un grande socialista quale era il Presidente Salvador Allende.Scrissi su un grande giornale socialista,il Corriere Biellese,fondato dal grande Rinaldo Rigola il 15 agosto 1895.E sono fiero ancora oggi di ciò che scrissi. Ero talmente accorato per quella morte che ne trasmisi il pathos in famiglia.Mio figlio Luigi,allora di poco più di 4 anni,vedendo poco dopo le immagini in tv e ascoltando il nome Salvador Allende,si emozionò!Comunque,così iniziò la mia vice direzione del settimanale.
 
1974: giovedì 2 maggio fu avviata dall'INAIL la nuova procedura di rilevazione statistica degli infortuni e delle malattie professionali, previa specifica qualificazione professionale, a Torino (per il Piemonte e la Valle d'Aosta) e a Roma (per tutto il personale prescelto). Per la Sede di Biella avevo partecipato al corso di Operatore e Codificatore del C.I.D.I.-Centro di Informazione e Documentazione Infortunistica, che all'inizio degli anni '80 servirà da base all'informatizzazione delle procedure. Questo sistema italiano di rilevazione dei dati statistici del fenomeno infortunistico suscitò la curiosità di studiosi e amministratori tedesco-federali del settore, che vennero a Roma per studiarsi dal vivo la nostra procedura, che in seguito utilizzarono per migliorare il loro sistema EDV-ElektronischeDatenVerarbeitung. Di tutto ciò parlai diffusamente nel 1976 nella mia tesi comparata di ricerca per il conseguimento della Maîtrise en Sciences Economiques et Sociales, Une initiative à l’avant-garde dans la Communauté européenne: la réalisation du C.I.D.I. Comparaison avec le Système E.D.V. d’Allemagne Fédérale, di cui vado orgoglioso anche perchè è rimasta unica nel suo genere.Gli interessati possono consultare il 'condensé de mémoire' in lingua francese della tesi nell'apposito paragrafo delle pubblicazioni.
 
1974: nel mese di giugno mio figlio Lorenzo, che camminava da poco, inciampò nela sala e urtò con la fronte contro uno spigolo, cominciando a sanguinare copiosamente. Allora abitavo al 1° piano. Presi mio figlio e, scartando il Pronto soccorso che avevo di fronte, mi recai nell’Ambulatorio Inail che avevo al numero civico 32 (io abitavo al 28). Sapevo che c’era di servizio il Dr.Vincenzo Anzalone, originario di Messina, dove aveva lavorato in gioventù al Policlinico. Fece tutto lui, rifiutando la collaborazione della nostra valida infermiera professionale, Claudia Nelva. Prese un particolare cerotto di nuova concezione, usato a quel tempo, e tenendo bene uniti i lembi della ferita, ve lo applicò tenendo premute le dita sul cerotto per qualche minuto. Fu un’operazione molto efficace e salutare, perché non si formò alcuna cicatrice e, attualmente, il segno è solo un piccola ruga! Grazie ancora, Dr. Vincenzo Anzalone, e pace all’anima tua (il Dr.Anzalone, trasferitosi a La Spezia, decedette qualche anno dopo, lasciando una piccola figlia, Francesca. In gioventù si era arruolato volontario in aeronautica, a 17 anni, e fu pilota da caccia. Fu abbattuto e precipitò finendo in coma. I postumi di quell' incidente si fecero sentire per tutta la vita, con comportamenti a volte fuori dell’ordinaria amministrazione. Per me fu un carissimo amico durante la sua permanenza a Biella).
 
1974/84: corrispondente da Biella del quotidiano milanese “La Notte”, fondato e diretto dal grande giornalista Nino Nutrizio (1911-1988), definito da Indro Montanelli: “Un uomo a caldo in questo mondo di pesci Findus”. (Conservo tra i ricordi più cari la tessera di riconoscimento, firmata dal Direttore Nino Nutrizio, che riporto qui di seguito (nella foto che segue, come lo conobbi nell' ottobre 1974). Questa collaborazione fu possibile grazie all' amico guornalista, Comm.Ernesto Tempia, Corrispondente da Biella de L'Osservatore Romano, il quale mi propose come suo successore al quotidiano milamese, che lasciò per i numerosi impegni professionali da cui era oberato.
   
 
Nino  Nutirizio
                                                    Nino Nutrizio             La tessera di riconoscimento rilasciata da "La Notte",firmata da Nino Nutrizio (Archivio Italo Zamprotta)
 
1974/75: frequenza (prima a Torino e poi a Roma presso la Direzione centrale del Servizio Meccanizzazione INAIL) del corso di formazione di Operatore e di Codificatore CIDI (Centro di Informazione e di Documentazione Infortunistica), che svilupperò di lì a poco come argomento della mia tesi di laurea.
 
1975: il 1° aprile mia moglie Maria iniziò a lavorare grazie all'interessamento dell'amico Prof. Franco Bielli, allora Assessore all'Istruzione e vice Sindaco della città. Questa decisione fu presa da mia moglie per integrare sensibilmente il bilancio familiare, visto che non era possibile mantenere decorosamente una famiglia col mio solo stipendio. Così mia moglie diventò una "comunale", come suo padre Domenico e il suo secondo fratello Enzo.
 
1975: il 25 luglio pubblicai un editoriale sul “Corriere biellese” (“il punto di equilibrio”) e all’inizio di agosto partii per le ferie estive con la famiglia. A settembre, quando uscì il primo numero postferiale del settimanale, il mio nome non compariva più come vicedirettore! La “democrazia” interna del partito non ammetteva critiche al PCI, di cui era palesemente succube. La stessa “democrazia” decise, l’anno seguente, di non rilasciarmi più la tessera (a causa della mia "sovversiva" attività di corrispondente del quotidiano “La Notte”!),ma il mio ricorso alla Commissione Nazionale di Controllo, presieduta da Alessandro Menchinelli, fu accolto e annullata la cervellotica decisione. Ormai, nauseato e distaccato, non accettai i ripetuti inviti a rientrare e a ritirare la tessera. (A proposito di questa squallida vicenda va ricordato che l'editoriale "incriminato" aveva lasciato il segno: infatti, un consigliere comunale del PCI, ex parlamentare, Elvo Tempia Valenta, mi additò, a margine di un Consiglio comunale, definendomi "colui che teme l'abbraccio mortale del PSI col PCI", che rappresentava il punto cruciale dell'editoriale. Comunque, ritengo di essere stato inserito in qualche lista di proscrizione rossa-nera. All'inizio degli anni '90, dopo il terremoto provocato dalla magistratura nella vita politica italiana, la stessa persona mi guardò con altri occhi, perchè, in un certo senso, avevo anticipato la visione delle cose. Questa vicenda vissuta è indicativa dei "principi democratici" a cui si ispiravano sia il PSI sia il PCI.
A margine di queste vicissitudini mi corre l'obbligo di rendere omaggio e ricordare con affetto e gratitudine il compagno Franco Bielli, persona seria, onesta e scrupolosa come pochi, culturalmente e professionalmente preparato, che ha onorato il socialismo riformista biellese come pubblico amministratore: vice Sindaco e Assessore all'Istruzione dal 1970, all'epoca dell'inizio del centrosinistra a Biella; poi Presidente del Comprensorio Biellese. Seppe realizzare grandi cose nel periodo di responsabilità come Amministratore pubblico. Maestro elementare prima e poi, laureatosi alla Facoltà di Magistero di Torino (con una originale tesi: "Fondamenti psicologici nell'insegnamento della matematica"), docente di lettere nella scuola media. Mai succube ai "compagni" comunisti, ma sempre ligio al proprio dovere di pubblico amministratore, integerrimo e sensibile alla realizzazione del bene comune.
 
1975/85: iniziai la mia collaborazione didattica con la Scuola Superiore per Assistenti sociali dell’ ANSI, fondata e diretta da Fratel Giovannino dei Fratelli delle Scuole cristiane (al secolo Dr. Prof. Carlo Verri, 1902-1995), che si protrarrà per dieci anni e mi vedrà impegnato prima come docente di Legislazione sociale (parte speciale), poi come docente di Etica sociale, Pensiero sociologico e Sociologia generale, e  come relatore di sette tesi di diploma. Il 24-26 settembre 1976 partecipai a Muzzano (BI) al Convegno nazionale ANSI sul tema “La ristrutturazione dei programmi delle Scuole superiori per Assistenti sociali”(relatore il Ministro Oscar Luigi Scalfaro,sponsor della Scuola). A quell'epoca il Presidente Scalfaro era su posizioni politiche un pochino diverse da quelle che assumerà durante il suo settennato presidenziale e in seguito come senatore a vita.
 
L'allora ministro Oscar Luigi Scalfaro,con Fratel Giovannino,
durante un seminario presso la Scuola Superiore ANSI di Biella (Archivio Italo Zamprotta)
 
1975:il 25 dicembre fui insignito dell'onorificenza di Commendatore del Sovrano Militare Ospitaliero Ordine di S.Giorgio in Carinzia,a seguito di proposta dell'amico giornalista,Comm.Ernesto Tempia,a sua volta già insignito e già Commendatore OMRI.Questo Ordine equestre è di collazione della imperiale Casa d'Asburgo.Ne era Gran Cancelliere(e poi Gran Maestro Vicario)lo storico-araldista-genealogista Luciano Pelliccioni di Poli,in seguito Visiting Professor od Heraldry presso l'Università di Houston(Texas-USA).Il Pelliccioni(1923-2004),autore di oltre un centinaio di pubblicazioni di carattere storico,araldico e genealogico,fu combattente nella RSI-Repubblica Sociale Italiana meritando la Croce di ferro di II classe dell'esercito tedesco.In Italia risulta un personaggio controverso,ma io lo ricordo come un grande studioso(possedeva a Roma,dove viveva,una biblioteca di ben 7000(settemila!)volumi,e quando scriveva o parlava delle materie di sua competenza non aveva rivali. Per essere Gran Maestro Vicario di questo Ordine equestre ebbe,il 14 settembre 1974,il placet di Sua Altezza Imperiale e Reale Francesco Giuseppe Carlo d'Asburgo-Borbone-Lorena,Arciduca d'Austria e Duca di Madrid,che era il Gran Maestro Protettore dal 1961,da quando cioè il Principe Otto d'Asburgo aveva rinunciato ai suoi diritti.Pertanto,tutte le sciocchezze che si leggono su vari siti internet e periodicamente su qualche organo di stampa lasciano il tempo che trovano di fronte a questa inequivocabile realtà.In seguito,negli anni '80 la Casata d'Asburgo manifestò il desiderio che non si conferisse più questa onorificenza,lasciando impregiudicato il diritto di tutti coloro che ne erano stati fino ad allora insigniti.Questa è la realtà.Pertanto,io la riporto così com'è.E sono fiero di essere stato insignito,di aver fatto insignire mio padre Nicola e mio suocero Domenico,di avere indossato il mantello dell'Ordine facendomi fotografare,perchè trattasi di un Ordine equestre antico e glorioso che ha combattuto per la fede cristiana contro i turchi ed è stato di collazione di una Casata,quella d'Asburgo,che è la più importante d'Europa (nulla a che spartire con i meschini Savoia!).Per chi vuole informarsi esistono nelle nostre biblioteche ben 2 libri,scritti dal Pelliccioni,sulla storia dell'Ordine,corredati da documentazione inoppugnabile,che smentisce tutte le falsità messe in circolazione dagli invidiosi.Non per niente la Circolare N.163 del 4 ottobre 1946,emanata dal Quartiere Generale delle Forse Armate Alleate in Italia prescriveva che gli ufficiali potevano accettare soltanto due onorificenze:1.quella dell'Imperiale Militare Ordine di S.Giorgio in Carinzia;2.e quella del Sovrano Militare Ordine di Malta.E lo stesso Papa Pio XII.Eugenio Pacelli,nel 1949 benedisse l'Ordine e la Croce Azzurra ad esso collegata.C'è ancora bisogno di dire altro? Di seguito la foto del Gran Maestro Vicario Luciano Pelliccioni e la dedica che nel 1977 mi fece avere:
 
Pelliccioni dedicaPelliccioni
 
 
1976: all'inizio dell'anno fui nominato dal Consiglio della FE.SO.C.I. - Federazione Socioculturale Italiana addetto culturale. In questa veste promossi la pubblicazione del periodico mensile "L'Incontro", di cui fui direttore responsabile, e organizzai un Corso di Formazione in Sociologia utilizzando i programmi e le dispense dell' Istituto di Studi e Indagini Sociologichee del Centro Studi Terzo Mondo di Milano, entrambi diretti dal prof.Umberto Melotti, docente di Antropologia culturale di Sociologia all'Università degli studi di Pavia. A Biella invitai diversi amici professori e studiosi locali ( ricordo in particolare, il prof.Carmelo Buemi, il prof.Gustavo Buratti,  il prof.Gaetano Di Nardi, il prof. Nilo Federico, l'avv.Giovanni Malanotte) a tenere lezioni di Ecologia umana, Antropologia culturale, Sociologia urbana, Sociologia del diritto, Storia della sociologia, Sociologia dell'educazione, Sociologia economica. Fu la prima volta che insegnai Storia della sociologia, insegnamento che avrei poi ripreso all’Università popolare e all’ Istituto Superiore di Servizio sociale dell’ ANSI. Il prof.Melotti mi nominò Coordinatore del corso, che fu il primo a Biella in cui si delinearono a livello sia scientifico sia divulgativo i principi della sociologia e i suoi concetti analitici fondamentali. Il prof.Melotti venne a Biella in novembre e poi ritornò altre due volte, negli anni seguenti, quando il Corso era stato incorporato nell'Università popolare (vedi di seguito). Il corso, di durata triennale, forniva una preparazione completa di sociologia ed era finalizzato a fornire una preparazione a coloro che intendevano operare nei Paesi in via di sviluppo. Al termine fu rilasciato ai miei corsisti un Attestato di Formazione in Sociologia, ai sensi del D.M. n.347 del 3 luglio 1973 del Ministero degli Affari Esteri. Gli attestati furono consegnati dallo stesso prof.Melotti nel 1981, al termine dell'anno accademico, quando venne a Biella, insieme col suo amico antropologo dell'Università degli studi di Torino, il prof.Pietro Scarduelli, a tenere l'ultima lezione del corso. Si trattò di un'esperienza unica e indimenticabile, di cui ancor oggi ringrazio l'amico prof.Umberto Melotti, in seguito passato all'Università La Sapienza di Roma come ordinario di Sociologia politica.
 
Biella,1980. L'Attestato di Formazione in Sociologia,rilasciato dal prof.Umberto Melotti (Archivio Italo Zamprotta)
 
una foto recente del prof.Umberto Melotti
 
1976: sabato 24 aprile scomparve improvvisamente l'amico Sergio Valenzano, (nato a Napoli il 12 novembre 1913) colpito da un infarto fulminante sotto casa. Mi era stato molto vicino nei primi anni di soggiorno a Biella, e lo avevamo scelto come padrino di battesimo del nostro primogenito Luigi, al quale voleva molto bene e al quale comunicai la notizia andando a prelevarlo a scuola.
 
1976: mi laureai in Scienze economiche e sociali, indirizzo sociologico, presso l’ Ecole Supérieure de Sciences et Lettres di Bruxelles, con la tesi “Une iniziative à l’avant-garde dans le domaine communautaire: la réalisation du CIDI. Comparaison avec l’EDV d’Allemagne fédérale”, tesi di ricerca interdisciplinare di legislazione sociale comparata e sociologia infortunistica, molto apprezzata anche a livello delle gerarchie INAIL dell’epoca. Sono fiero di potere affermare che questa tesi è rimasta unica, perchè mai nessuno ha trattato lo stesso argomento a livello di tesi di laurea. Il "condensé" in lingua francese della tesi è pubblicato on line su questo sito.Questa tesi è riportata,insieme con un altro lavoro in lingua francese(Récents résultats de la prévention des accidents du travail dans la domaine de la Communauté Européenne, L'Avenir,Bruxelles,1981) nella nella Bibliographie della voce Santé et Sécurité au travail dell'enciclopedia libera Wikipedia in lingua francese.(A margine del mio singolare percorso di studi è doveroso ricordare che nel 1972, durante un soggiorno politico a Biella dell' On. Prof. Silvano Labriola(tra l'altro,ordinario di Diritto pubblico nell'Università degli studi di Catania)gli sottoposi il piano di studi del corso di laurea belga,che Labriola apprezzò suggerendo,però,di inserirci "un pò di filosofia".Accolsi e misi in pratica l'amichevole e competente suggerimento inserendo nel piano di studi l'esame di "Filosofia morale".Silvano Labriola,valente professore di Diritto costituzionale e di Diritto pubblico prima a Catania,poi a Salerno e,infine,all'Università di Napoli,vice Presidente della Camera dei Deputati,napoletano e autorevole compagno di Partito). La Commissione valutò la mia tesi con "Grande Distinction",che è una valutazione molto soddisfacente (in latino "magna cum laude").Presidente della Commissione fu il prof.avv.Domenico Ciavarella,laureato in giuristrudenza,in Economia e in Teologia.Aveva conseguito anche il Dottorato di ricerca in Diritto finanziario internazionale e ristrutturazione aziendale presso l’Istituto Superiore “L’Avenir” di Bruxelles;ed era stato Docente di Diritto pubblico all'Università di Perugia.Insegnava Economia sociale,Diritto finanziario e Scienza delle Finanze nelle Università di Bari e Roma.Autore di numerose pubblicazioni,di cui una in particolare mi colpì: "La questione sociale nasce nel cristianesimo e non nel marxismo",Roma,1960 (anni dopo mi interessai approfonditamente di questo argomento,scrivendone anche un lungo articolo che fu molto apprezzato dal Card.Pietro Palazzini).
 
Prof.Dr.Domenico Ciavarella (1928-2010),Presidente della Commmissione della mia tesi di laurea
 
 
(Mi è gradito qui ricordare che anni dopo, precisamente sabato 23 ottobre 1993, mio figlio Luigi fece meglio di me ottenendo "La plus Grande Distinction",che rappresenta la massima valutazione per una tesi di laurea nel Belgio francofono,in latino "summa cun laude").
Riporto, comunque, qui di seguito il Piano di studi da me superato:
1.     Statistique
2.     Démographie
3.     Economie politique
4.     Sociologie
5.     Histoire de la sociologie
6.     Droit public comparé
7.     Droit privé comparé
8.     Histoire du journalisme
9.     Droit de la Communauté européenne
10.   Philosophie morale
11.   Législation internationale du travail
12.   Anthropologie sociale
13.   Droit international public
14.   Droit international privé
15.   Politique économique et financière
16.   Ethnographie
17.   Géographie anthropologique
18.   Déontologie économique et professionnelle
19.   Psychologie sociale
20.   Histoire et critique des doctrines économiques
21.   Droit social européen
22.   Entretien de Langue française
23.   Langue anglaise technique.
 
1976/1997: promossi la costituzione dell’ Università popolare di Biella, e il 4 settembre, dopo diversi mesi di preparazione (aiutato dal Rag. Raffaele Cimmino della Fe.So.Ci., dall’amico giornalista Comm. Ernesto Tempia (corrispondente da Biella de "L'Osservatore Romano"), dall’amico libraio-editore Cav. Vittorio Giovannacci e dall'amico Cav. Francesco Carbonara, Titolare della Libreria Utet di Biella); presiedo l’Assemblea costitutiva dell’ Università Popolare di Biella (in via Repubblica 10, ospiti della Fe.So.Ci.), di cui viene approvato lo statuto da lui preparato sulla falsariga di quello fornitogli dal Segretario Generale dell’ Università popolare di Torino, il genovese Prof. Eugenio Capurro (vedi di seguito la foto di copertina dello Statuto, i Soci fondatori e gli Organi sociali:il prof.Diego Pozzi,Preside del Liceo classico,viene eletto Presidente per acclamazione su mia proposta,mentre a mia volta fui eletto Segretario generale,ricoprendo nel tempo amche gli incarichi didattici di Sociologia,Antropologia culturale,Storia delle religioni.Per l'inaugurazione dell'anno accademico chiesi ed ottenni aiuto dall'allora Vescovo di Biella,mons.Vittorio Piola,che invitò per il 20 novembre nientemeno che il Card.Arcivescovo di Torino,prof.Michele Pellegrino,già Ordinario di Letteratura cristiana in quella Università degli studi.Vedi biglietto di invito e foto dell'avvenimento).

 

 

 

Debbo fare rilevare che nell'anno accademico 1965-66 ero stato iscritto all' Università popolare di Napoli, di cui avevo potuto costatare il funzionamento. Quella Università popolare era stata fondata nel 1889 dal Sindaco della Città, l' On.Avv. Nicola Amore, come centro di cultura. Essa seguiva l'Università popolare di Firenze, fondata nel 1884: quindi era la seconda d'Italia per anzianità (cfr. il quotidiano Roma di Napoli, mercoledì 13 giugno 1979: "Accadde per merito di Nicola Amore", di Marina Marino)
 
 
                                                                     La copertina dello Statuto del 1976 e l'elenco dei soci fondatori col il primo Consiglio direttivo (Archivio Italo Zamprotta)
 

                               L'invito all'inaugurazione dell'Università popolare di Biella il 21 novembre 1976 (Archivio Italo Zamprotta)

 

 

        Da sinistra:il Presidente onorario,Dr.Vincenzo Tacconi,il Vescovo di Biella,mons.Vittorio Piola,
 il Card.Michele Pelegrino,il Presidente dell'UP,prof.Diego Pozzi (Foto Lino Cremon,Archivio Italo Zamprotta)
 
1977: vengono pubblicati gli "Atti" del Convegno provinciale “Tutela del lavoratore contro la sordità da rumori”, organizzato dall’ AnCoL/Ipas, di cui ero stato uno degli organizzatori ed in seguito fui invitato a scriverne l'introduzione (vedi nel paragrafo "Pubblicazioni").
 
1977: il 15 giugno fui ammesso nell'Accademia Tiberina di Roma (Pontificia Accademia Tiberina,fondata il 9 aprile 1813 dal poeta Gioacchino Belli)in qualità di Socio corrispondente,tessera N° 12/207,a seguito di proposta dell'amico giornalista,Comm. Ernesto Tempia.L'Accademia fu chiamata Pontificia in seguito al Decreto N.341 del2 marzo 1858,col quale il Papa Pio IX le concesse questo titolo onorifico.Nel 1936 l'Accademia fu incorporata,insieme con l'Accademia dei Lincei,nella nuova Accademia d'Italia.Riprese la sua autonomia nel il 5 aprile 1949(vedi G.U. N.80.parte II,del 7 aprile 1949,p.892i N.13515.Il motto dell'Accademia Tiberina,ripreso dall'Abate Antonio Coppi dall'Ars Poetica di Orazio (Hor., A. P.,410-411), suona così:"ALTERIUS SIC ALTERA POSCIT OPEM" ("L'aiuto altrui pur così altera accoglie"). Esso è riportato sul verso della Medaglia d'argento Tiberina conferitami in pari data (vedi Sezione Onorificenze 4.2.). Sul verso della medaglia conferitami vi è la scritta: Prof. Italo Zamprotta 15 - 6 - 1977 CLXV ab Ac. Inst.
 
Sotto riporto la mia tessera associativa e le foto della cerimonia svoltasi a Roma, Palazzo dei Congressi, il 19 novembre 1977). In quella occasione furono ammessi, tra gli altri, nell'Accademia Tiberina: il Ministro del lavoro e della Previdenza sociale, On.dr.Tina Anselmi; il prof.dr.Viking Olov Bjork,Direttore della Scuola svedese di Cardiochirurgia; l'attore italiano Vittorio Gassmann; il Premio Nobel per la Chimica.prof.Dr.Giulio Natta; il Presidente dell'IRI,Cav.del lavoro prof.dr.Giuseppe Petrilli; il prof.dr. Alì Sekhavatdi Teheran, Direttore del Centro per la Ricerca e l'Applicazione dei Radioisotopi dell'Istituto iraniano per l'Energia atomica; S.E.il dr.Abdel Amid Shaffie,Ministro plenipotenziaio,Ambasciatore della Repubblica araba d'Egitto presso la Santa Sede.
 
Tessera dell'Accademia Tiberina di Roma
 
(foto tratte da "La Voce dell'Unione",Notiziario dell'Unione della Legion d'Oro,Roma,1978,pp.4-5)
 
1977: grazie ad una conversazione domenicale con l'amico Cav. Vittorio Giovannacci, socio fondatore benemerito dell’UP, nasce l’iniziativa di stampare per il II° anno accademico la “Guida per l’iscritto”, che per due anni verrà stampata dal tipografo Parroco di Ronco, don Giuseppe Fabbri. Si fornisce in tal modo un prezioso strumento di consultazione e di divulgazione ai corsisti, grazie alla munificenza di Vittorio Giovannacci (vedi qui sotto il frontespiszio della prima "Guida ai corsi" 1977-78), che in seguito si interesserà in proprio, gratuitamente, della pubblicazione.
 
  il Cav.Vittorio Giovannacci,libraio-editore,carissimo,fraterno,indimenticabile amico e la sua prima "Guida" (Archivio Italo Zamprotta)
 
1977: per le festività natalizie è nostro gradito ospite mio nipote (e figlioccio) Carmine Zamprotta, 19enne, studente universitario. Le numerose fotografie di quel soggiorno a Biella lo ritraggono giocare con i giovani cugini, Luigi e Lorenzo, a "biliardino". 
 
1977/78: faccio da coordinatore della ricerca di un gruppo di studenti/lavoratori della Scuola media “G.Salvemini” di Biella (150 ore) sul tema “Il rischio da lavoro negli infortuni e nelle malattie professionali in campo tessile”.Del gruppo di studio facevano parte anche tre mie colleghi di lavoro,Luigi Fontana,Giuseppe Gaida,Nicola Mele.I primi due non sono più tra noi.Il mio pensiero corre rispettoso e riverente a tutti loro con cui ho lavorato per tanti anni.
 
1977/80: iscrizione e conseguimento del dottorato in Sociologia e Scienze politiche presso il College of Applied Science della NoWeLU,libera Università angloamericana(presieduta dal Dr.Lawrence,Gran Maestro di una Reale loggia massonica britannica, Aiutante di campo dell' Ammiraglio Lord Duke Louis Mountbatten,zio della regina Elisabetta,e Gran Maestro dei Reali Cavalieri di Giustizia,organizzazione umanitaria internazionale)discutendo la tesi “Efficacy of methods and techniques of sociological research,tesi di metodologia della ricerca sociologica, valutata con "pass with Great Distinction"(equivalente alla valutazione "magna cum laude" in latino).Nel paragrafo Doctoral thesis è pubblicato il "Compendium" in lingua inglese.Nel 1984,il Rettore passò a miglior vita e l'università cessò l'attività.                           
                                               
1978/80: sono nominato Presidente del Comitato provinciale di Vercelli dell' ANCoL - Associazione Nazionale Comunità di Lavoro e in tale veste partecipo alla vita associativa dell'Ente e a numerosi incontri nei Circoli ANCoL della provincia (allora il Biellese era compreso nella provincia di Vercelli), accompagnato dai Responsabili di Biella (Sig.ra Bruna Clerico) e di Vercelli (Sig.Giampiero Mattioli) ed ai Convegni regionali a Torino.
 
Nel 1980 mi succede alla Presidenza il Cav.Giuseppe Pessano, di Vercelli, originario di Vado Ligure, in seguito fondatore dell' Università popolare di Vercelli con la mia consulenza. Di Giuseppe Pessano,amico carissimo,dinamico e solare,ricordo la passione che mettteva nelle cose che faceva e in cui fermanente credeva.Volle subito seguire il mio esempio e si diede tanto da fare per fondare l'Università popolare a Vercelli. Fu più volte a Biella per rendersi conto dal vivo della stratturazione e della organizzazione della nostra Istituzione. Nel progetto coinvolse anche l'allora Abate della Basilica di S.Andrea, mons.Mario Del Negro, che venne a Biella a parlarmi e del quale più volte fui ospite a Vercelli. l'Abate era beneventano di origine e con me napoletano si trovava molto a suo agio.  Pessano poi utilizzò i locali dell'ANCoL di Vercelli per la Segreteria,in cui ci incontrammo numerose volte sia prima della fondazione sia negli anni seguenti quando il Pessano partecipò attivamente alle attività della CNUPI, organizzando anche a Vercelli alcuni incontri,ai quali parteciparono diverse Università popolari del nord.

Il Cav.Giuseppe Pessano,Presidente dell'ANCoL di Vercelli e dell'Università Popolare di Vercelli,
il giorno dei festeggiamento per la sua nomina a Cavaliere della Repubblica (Archivio Italo Zamprotta)

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1978:il 1° marzo fui ammesso nell' Unione della Legion d'Oro,in qualità di Socio aderente,con tessera n.12547, firmata dal Prof. Igor Istòmin, Presidente anche della Pontificia Accademia Tiberina di Roma.L'Unione della Legion d'Oro,istituta nel 1952,è un'Istituzione filantropica,facente parte del Comitato Italiano delle Organizzazione non Governative (O.N.G.) accreditate presso le Nazioni Unite (ONU) e gli Istituti specializzati dell'ONU (ECOSOC - OIPC, etc.). 
 
Tessera della Legion d'Oro                                                                                                                             Distintivo
  
Italo1978.jpg
Italo Zamprotta durante l'estate 1978 (foto di Luigi) (Archivio Italo Zamprotta)

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Nel mese di marzo 1978 tenni alcune importanti lezioni di Sociologia infortunistica presso la Scuola Superiore per Assistenti sociali di Biella grazie allo studio di un testo scientifico particolare che ricercavo da parecchio tempo e che non ero stato capace di procurarmi. Si tratta del volume I costi umani dello sviluppo industriale: struttura produttiva e infortuni sul lavoro, di Andrea Saba, edito da Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1971. L'autore, docente nella Facoltà di Scienze Statistiche, Demografiche e Attuariali dell'Università La Sapienza di Roma, esponeva i risultati di recenti ricerche, compiute in Francia, Regno Unito e Stati Uniti, sui sistemi di prevenzione della sicurezza dell'ambiente di lavoro finalizzati alla prevenzione infortunistica. Ne avevo letto ampie e positive recensioni sulle quali dovevo basarmi per fornire dei cenni nelle mie lezioni. Ebbi l'idea di interessare alla ricerca di questa pubblicazione mio zio Angelo De Santis, illustre storico medievista e bibliotecario di chiara fama, residente a Roma (una sua brevissima biografia è riportata nel paragrafo Cronistoria familiare), col quale avevo intrattenuto e conservato ottimi e affettuosi rapporti fin dai tempi del mio servizio militare a Roma (febbraio-marzo 1963). Gli spiegai che il testo mi occorreva sia per i miei studi sia per alcune lezioni specifiche che stavo preparando. Mio zio Angelo non si fece pregare e subito mi fece spedire la pubblicazione da una nota Libreria di via Nazionale a Roma. Mercoledì 15 marzo il plico era già a casa mia e me ne servii per approntare le lezioni di cui dicevo all'inizio. Ma la cosa non finisce qui. Infatti, qualche mese dopo partecipai al VI Concorso nazionale giornalistico bandito dall' ENPI per la Sicurezza nel lavoro. Il mio articolo scientifico, pubblicato sulla rivista Vita di provincia, diretta dall'amico Edmondo Tisanna, in parte si basava proprio sui risultati di quelle ricerche, integrate dai sistemi di prevenzione italiano e tedesco, di cui avevo ampiamente trattato l'anno precedente nella mia tesi di laurea. Mi fu conferito il 1° Premio per la Sezione Stampa periodica! Mio padre Nicola lo seppe qualche giorno prima di morire ed espresse a chi gli stava intorno il suo compiacimento per questa mia affermazione. A mio zio Angelo lo comunicai personalmente. Inconsapevolmente mi aveva aiutato a vincere quel Premio, oltre ad arricchire la mia preparazione. Grazie ancora, caro zio Angelo!

 

1978: partecipai al Concorso giornalistico nazionale “Sicurezza del lavoro”, bandito dall’ ENPI (Ente Nazionale Prevenzione Infortuni) e risultai vincitore  del I° premio-sezione stampa periodica con l' articolo scientifico La prevenzione dei rischi da lavoro nella realtà sociale ed economica italiana in rapporto alle esperienze comunitarie: linee ed indirizzi di prevenzione, pubblicato in luglio dalla rivista “Vita di provincia”, diretta dall’amico Edmondo Tisanna. Il medesimo articolo viene ripreso l’anno successivo dalla rivista nazionale dell’ ANCoL/Ipas, “Proposte sociali”.
 
        Le annate del periodico "Vita di Provincia", dal 1977 al 1982, sono consultabili presso le seguenti Biblioteche:
  • Biblioteca Civica di Vercelli
  • Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
 
 
la comunicazione del Direttore generale dell'ENPI al vincitore del 1° Premio Giornalistico "Sicurezza del lavoro" (Archivio Italo Zamprotta)
 
Questo articolo di divulgazione scientifica,molto apprezzato in ambito scientifico-giuridico,fu in seguito citato in alcune bibliografie(Vedi Sezione 14.0.Biblliografia).
 
1978: il 10 maggio, in occasione del ritrovamento del cadavere dell'On. Prof. Aldo Moro (rapito 55 giorni prima) in via Caetani a Roma, d'accordo col Presidente dell'Università popolare, Prof. Diego Pozzi (caro e fraterno amico), mi recai alle ore 20,30 in una delle aule e, interrompendo la barbaramente assassinato dalle brigate rosse ("i compagni che sbagliavano"!).
 
1978: l'11 giugno Luigi riceve la prima Comunione nella Cattedrale di S.Stefano a Biella. Nell'album di famiglia le foto di Sergio Fighera. Nei locali messi a disposizione dalla Banca Popolare di Novara si svolse la Mostra fotografica di Lino Cremon, Docente di Arte e Tecnica Fotografia all'Università popolare, con grande successo di critica e di visitatori, riportata su Turismo Piemonte di quell'anno, con foto degli organizzatori
 
1978: iniziai la pubblicazione di dispense ad uso dei corsi con "Lineamenti di storia della sociologia e sociologia generale", che terminerò ufficialmente nel1997 con l'ultima dispensa "Miti pagani e culti religiosi" scritta per l'Università popolare di Milano. Le dispense furono raccolte in appositi "quaderni" o in "collane", e furono molto apprezzate dalla CNUPI e dalle altre UU.PP.(vedasi apposito paragrafo per le pubblicazioni).

 

 
1978: il 15 agosto mi fu conferita la medaglia d' argento dell' Accademia Tiberina per "meriti socioculturali".
 
1978: organizzai il “Convegno interregionale di prevenzione antinfortunistica del lavoro” (2 dicembre), patrocinato dalla Regione Piemonte, con l’intervento del Direttore dell’ENPI di Novara, Dr. Francesco Bellofiore, dell’Assessore alla Sanità del Comune di Biella (Sen. Dr. Giuseppe Barbera), dell’Ufficiale sanitario di Biella (Dr. Prof. Gianni Bottura), e del Direttore dello SMAL di Lecco (Dr. Prof. Sergio Zedda). Il Convegno fa da corollario al Corso monografico di Scienze della sicurezza del lavoro che da allora viene organizzato annualmente con la partecipazione di specialisti e il patrocinio, nel tempo, dell’Ordine dei Medici e dei Farmacisti della Provincia, dell’Istituto italiano di Medicina sociale di Roma, della Società italiana di Ergonomia di Milano, della Società italiana di Scienze ambientali di Milano, dell’Istituto superiore di studi socio-sanitari di Roma.
 
1978: Il 6 dicembre mio padre Nicola, che aveva appena saputo della mia affermazione al Concorso nazionale ENPI, ci lasciò. Delegai l'amico Edmondo Tisanna di andare a Roma alla cerimonia di premiazione presso la FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) al Corso Vittorio Emanuele, per ritirare il premio in denaro. Partecipai a Napoli ai suoi funerali, cui intervenne un picchetto d'onore di Fanteria (Arma di appartenenza), comandato da un capitano. Venne sepolto, accanto alla sua Caterina (nostra amatissima madre),nella tomba familiare sita nell' Arciconfraternita di S.Alessio al Lavinaio del cimitero Nuovissimo di Poggioreale a Napoli.Nella Cronistoria familiare,Sezione 8.1. - Appendice 2, racconto la vita di mio padre e alcuni episodi ad essa collegati.
La morte di mio padre mi impedì di recarmi a Roma a ritirare il 1° Premio del Concorso giornalistico nazionale dell'ENPI sul tema "Sicurezza nel lavoro",a cui avevo partecipato con un articolo scientifico pubblicato dal periodico "Vita di Provincia",diretto dall'amico prof. Edmondo Tisanna. Quindi fu lui,da me delegato,a recarsi a Roma per ritirare,il 4 dicembre,il premio in denaro durante una cerimonia che si tenne nel salone della FNSI.
 
1978/82: iscrizione e frequenza del Corso quadriennale di Scienze religiose, presso l’ Istituto di Teologia a distanza del Centro ecumenico “Ut unum sint”, (gestione paolina), incorporato nella Pontificia Università Lateranense (Preside il francescano Prof. Dr. Alfonso Pompei, Preside anche del “Seraphicum”; Presidente il Card. Pietro Palazzini). A distanza di tempo mi sento ancora in obbligo di ringraziare i miei numerosi docenti del Corso quadriennale e le Autorità accademiche e gli Amministratori per avermi dato l'opportunità di studiare diverse nuove discipline e di ripassare lo studio di altre vecchie discipline, viste però da un'altra angolazione. In particolare ricordo il Preside, Rev. Padre Prof. Alfonso Pompei, Ofm; il Presidente, Card. Pietro Palazzini; la Segretaria, Sr.Domenica Sanmartino; un Docente di Teologia fondamentale, il R. P. Prof. Carlo Caffarra (poi Cardinale-Arcivescovo di Bologna); un Docente di Teologia morale, il R. P. Prof. Giannino Piana di Novara; il R. P. Prof. Antonio Bonora, Docente di Sacra Scrittura e Direttore della Rivista Biblica, che mi valutò per tre esami della sua materia sempre con 26/30! Al quarto anno optai per Teologia biblica e presi 28/30. Il titolo finale "Diploma di "Magistero in Scienza Religiose" è equivalente all'attuale Laurea magistrale italiana. La metodologia didattica era quella in seguito adottata in Italia per gli studi a distanza (da me già ampiamente sperimentata in precedenza (cioè il complex learning), grazie al Prof. Avv. Salvatore Farina), e c'erano sempre tutors disponibili per tutte le discipline in varie parti d'Italia. Per rendere l'idea dell'impegno profuso in questo studio quadriennale, riporto alla fine di questo paragrafo il Piano di studi da me superato con votazioni abbastanza lusinghiere sia allo scritto sia all'orale. Riporto qui di seguito il Piano di studi sostenuto nei 4 anni di studio:
Pontificia Università Lateranense - Istituto di Teologia a distanza "Centro Ut Unum Sint"  
    Piano di studi superato nel quadriennio 1978-82:

 
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                                                   (Il Piano di studi contiene 21 esami, uno in più: poichè nell'ultimo anno erano state apportate delle modifiche ai 
           piani di studio, chiesi ed ottenni di poter sostenere un esame del nuovo Piano di studio, Metodologia didattica). (Archivio Italo Zamprotta) 
 
(Il Preside,Rev.Padre prof.Alfonso Pompei (romano,1924-2009),era anche Pofessore Emerito di Teologia Dogmatica del "Seraphicum",la Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura" di Roma,e poi Segretario-Tesoriere della Pontificia Accademia dell'Immacolata.Insegnò anche all'estero e,negli anni '70,anche presso la Pontificia Facoltà Teologica di Napoli).
 
(Debbo precisare che in seguito,nel 1988,su richiesta dell'E.mo Card.Pietro Palazzini,questo Istituto,ridenominato Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare (dall'ubicazione  nell'omonimo palazzo romano),fu collegato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università della S.Croce e, dall'anno accademico 1994-95, ne divenne parte integrante a pieno titolo).
 
A margine di questo Corso mi è gradito ricordare che al II anno di studi affrontai lo studio della Teologia morale sociale.Tra i testi inviatimi per lo studio ne spiccava uno che poi ho tenuto per sempre caro: Introduzione all'Etica sociale,Ut Unum sint,Roma,1977. L'autore,Giuseppe Angelini,era un sacerdote livornese(1940),laureato in Economia e Commercio alla Cattolica di Milano.Poi era entrato in Seminario,era diventato sacerdote e si era prima laureato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale,a Milano,e poi aveva conseguito il Dottorato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.Il suo testo,di 251 pp.,era un brillante lavoro scientifico,finora insuperato,a mio avviso.Tanto è vero che lo utilizzai per alcuni anni durante le mie lezioni di Etica sociale presso la Scuola Superiore di Servizio Sociale dell'ANSI di Biella,facendolo adottare come libro di testo. Anche se non ci siamo mai conosciuti,considero questo sacerdote (che attualmente è il Preside della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale),un mio Maestro,perchè da quel testo ho imparato moltissimo.
 
A proposito dell'Istituto di Teologia "Ut Unum Sint",creato dal Card.Pietro Palazzini agli inizi degli anni '60,riporto qui di seguito il ricordo che ne è stato fatto in occasione del XXV anniversario dell'Istituto di Scienze Religiose dell'Apollinare di Roma,in cui confluì:

 

XXV ANNIVERSARIO DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE ALL’APOLLINARE

omissis…Il 29 maggio 1999 Giovanni Paolo II ricevette in udienza una folta rappresentanza della comunità accademica della Pontificia Università della Santa Croce e nell’allocuzione ebbe a dire: “Vorrei poi ricordare anche l’inserimento nella vostra Università dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare,creato anni fa con grande lungimiranza dal Cardinale Pietro Palazzini.Con la sua peculiare metodologia a distanza, questa vostra struttura offre l’ opportunità di una formazione accademica ed ecclesiale agli incaricati dell’insegnamento della religione nella scuola,della catechesi nelle parrocchie e delle diverse modalità di apostolato”.

In origine infatti l’Istituto era collegato alla Pontificia Università Lateranense:si chiamava “Ut unum sint” ed era stato eretto dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica il 17 settembre 1986. Nel 1988 il Servo di Dio Mons.Alvaro del Portillo,primo Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce,accolse con gioia la richiesta del Card. Palazzini che l’Istituto fosse posto sotto la tutela accademica della Facoltà di Teologia della suddetta Università. Il 16 luglio 1988 la medesima Congregazione lo collegò alla Facoltà di Teologia dell’allora Centro Accademico Romano della Santa Croce e il 5 ottobre 1992 ne approvò i nuovi Statuti,compresa la denominazione “all’Apollinare”,suggerita dall’ubicazione nell’omonimo Palazzo.In questi cinque lustri di attività, l’Istituto ha reso possibile l’accesso all’approfondimento scientifico della fede a migliaia di persone delle più svariate condizioni sociali. Per molti anni l’Istituto ha collaborato con diverse diocesi italiane, sia attraverso l’attivazione di propri Centri Periferici,sia attraverso l’organizzazione di corsi di aggiornamento per gli insegnanti di religione cattolica, come ad esempio quelli di Grosseto del 1995 (La formazione del docente di religione cattolica nella prospettiva della nuova evangelizzazione), del 1997 (L’insegnamento della religione cattolica di fronte alla sfida delle nuove forme di religiosità), del 1998 (La verità della fede e la verità delle culture) e del 1999 (La Chiesa nel secondo millennio: problemi storiografici nella prospettiva dell’insegnamento della religione cattolica).

Accanto al Corso Superiore di Scienze Religiose,che conferisce titoli accademici di valore ecclesiastico,l’Istituto ha promosso lungo gli anni altri corsi di carattere teologico pastorale, come un corso biennale di “formazione biblica”,un corso annuale di “cultura della vita e problemi bioetici” e un corso biennale su “amore,famiglia,educazione”(tuttora attivo).Anche la peculiare metodologia didattica dell’Istituto si è andata progressivamente perfezionando e configurando come “complex learning”,che si distingue dalle tipologie di didattica a distanza, perché propone le tradizionali forme dell’insegnamento di presenza(lezioni,elaborati scritti, esami orali)in una modalità più flessibile,integrandole con altre metodiche(studio dei testi con l’aiuto di guide specializzate,redazione di tesine scritte,assistenza personale di “tutors”,supporto delle nuove tecnologie informatiche),adeguate alle possibilità concrete degli studenti che non potendo frequentare centri residenziali di studio intendono tuttavia raggiungere una preparazione di livello universitario nel campo teologico…omissis


 
 
mons.Giuseppe Angelini
 
1978: prima di terminare le mie ferie a Napoli, mi venne l'idea di organizzare un cena a casa di mio padre Nicola, invitando i miei fratelli e mia sorella, residenti a Napoli. Realizzai il mio intento sabato 29 luglio. Mio padre fu a tavola, ma non toccò cibo. Proprio quel mese era iniziato il suo calvario con varie patologie senili che lo porteranno alla fine pochi mesi dopo, il 6 dicembre. Dopo la sua morte rinvenni un bigliettino, scritto da mio padre di suo pugno:"Cenetta organizzata da Italo, 29 luglio".
 
1979: proposi al Consiglio dell'Università popolare di istituire un Corso di Parapsicologia, affidandolo all’amico giornalista Edmondo Tisanna, studioso della materia. La proposta suscitò alcuni sorrisi e qualche risata. Insistetti mettendo in giuoco la propria credibilità. La proposta fu approvata e Edmondo Tisanna potè tenere il corso con enorme successo fino al 1992, compilando anche quattro dispense (richieste anche dal  Portavoce del Presidente Sandro Pertini, grande estimatore dell’UP di Biella, il Dr. Michelangelo Jacobucci, diplomatico, in seguito Ambasciatore), e richiamando centinaia di iscrizioni che indurranno a sdoppiare il corso e ad istituirne uno avanzato di Filosofia esoterica (vedi  foto Tisanna e breve biografia).
 
 

   prof.Edmondo Tisanna (Archivio Italo Zamprotta)

 

1979: un grande avvenimento culturale per la città fu l’organizzazione del Corso interconfessionale di Scienze bibliche (di cui Biella non aveva visto l'eguale prima nè lo vedrà dopo!) al quale vengono invitati quattro studiosi di statura internazionale: mercoledì 14 febbraio inaugura il corso il dr.prof.Fausto Salvoni (fraterno amico, scomparso l’ 11 settembre 1982, con il quale, presso la Chiesa di Cristo, avevo seguito il Corso di Scienze bibliche), Preside della Libera Facoltà biblica internazionale di Milano (via del Bollo, 5) e Professor of Bible all' Abilene University del Texas: Seguono nei mesi successivi il Rav prof.dr.Sergio Sierra (1923-2009),Rabbino capo a Torino e Docente di Ebraico nell'Università di Torino e di Filologia semitica a Genova,poi Presidente dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia,e infine "alyà" a Gerusalemme dove è deceduto; e il dr.prof.Ernesto Ayassot, teologo valdese-metodista, docente di lingua e letteratura inglese (molto conosciuto nei paesi di lingua inglese), traduttore della Lettera ai Romani nella Bibbia concordata,1968, e pastore a Biella. Chiude il Corso il mons.dr.prof.Giuseppe Morelli (mio venerato Maestro), Protonotario apostolico, Abate nullius dioceseos a Napoli, docente di Lingue bibliche e Sacra scrittura nella Pontificia Facoltà teologica dell'Italia Meridionale (Sezione S.Tommaso, Capodimonte a Napoli), che tratta la Regola della Congregazione di Qumrân. L’intero corso  è un grande avvenimento culturale! Di seguito la locandina del corso,le foto del prof.Fausto Salvoni(che aprì il corso)e di Mons.prof.Giuseppe Morelli(che lo concluse),e la dedica che il Salvoni mi rilasciò in quella occasione:
corso .
 prof.Fausto SalvoniRicordo mons.Prof.Giuseppe Morelli
Prof.Fausto Salvoni - Mons.prof.Giuseppe Morelli
 
Salvoni dedica

                                                                                                 

1979: dal 17 al 19 aprile fu ospite a casa nostra mons. Giuseppe Morelli, per una lezione-conferenza, una visita al Vescovo di Biella, mons. Vittorio Piola, e una visita al Santuario mariano di Oropa, dove celebrò la S.Messa e si intrattenne a colloquio con mons. Giovanni Picco, Vescovo titolare di Anea (in pensione ad Oropa). Mons.Morelli conobbe in tal modo l'amico Edmondo Tisanna, che in quei giorni fu a nostra disposizione con la sua autovettura per gli spostamenti dell'ospite. Numerose fotografie nel nostro album di famiglia.

 

Oropa,aprile 1979,il Vescovo mons.Giovanni Picco (a sinistra)
visitato dall'Abate mons.prof. Giuseppe Morelli
(foto Luigi Zamprotta - Archivio Italo Zamprotta)

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1979:la sera di due settimane dopo l'intervento del prof.Fausto Salvoni,quindi il 28 febbraio(primo anniversario del compleanno di mio padre Nicola,ormai defunto),l'amico Edmondo Tisanna mi riaccompagnò a casa con la sua autovettura,come faceva di solito alla fine delle lezioni.Strada facendo mi raccontò che due settimane prima,durante la lezione del prof.Fausto Salvoni,per tutto il tempo aveva visto una figura in piedi dietro di me e me la descrisse.Dalla dettagliata descrizione dovetti concludere che si trattava del mio defunto genitore che aveva partecipato al mio fianco,visibile all'amico Edmondo. Non era una novità per lui che per tutta la vita ha visto ogni giorno le entità dei trapassati.In quella occasione io sedevo dietro la cattedra,alla destra dell'oratore.A questo punto mi sento in dovere di riportare anche un altro episodio che accadde tempo dopo in ufficio mentre lavoravo.Mi trovavo alla mia scrivania e di fronte a me sedeva una di quelle impiegate che l'INAIL assumeva temporaneamente per soli tre meis(le famose "trimestrali").Era una donna sposata,madre di due bambini.Improvvisamente mi guardò spaventata,quasi stravolta.Le chiesi che cosa avesse e mi risposte che improvvisamente aveva visto sul muro,dietro le mie spalle,un grosso quadrato argenteo sfolgorante,che si ripetè ancora qualche minuto dopo.Lo riferii all'amico Edmondo che mi confermò trattarsi di un fenomeno molto positivo. 
 
1979: a settembre fummo costretti a trasferirci in un alloggio del 5° piano dello stesso stabile Inail, giacchè l'Istituto doveva occupare il 1° piano con i suoi uffici. Altri miei due colleghi, che occupavano gli altri due alloggi del 1° piano, si erano già trasferiti: uno al 4° piano e un altro nello stabile Inail di Via Rosselli a Biella. Quando mi spostai, poichè l'alloggio che andavo ad occupare al 5° piano era praticamente malsano (il tetto che lo sovrastava non era adatto alle condizioni meteorologiche del Biellese; e il riscaldamento non funzionava a dovere), pretesi che nel verbale redatto dalla Commissione alloggi dell'Inail venisse precisato che avrei occupato il primo alloggio a me conveniente, appena se ne fosse liberato uno. Nel 1983 si liberò l'alloggio del mio vicino al 5° piano, ma rientrarono in gioco i miei colleghi che nel 1979 si erano spostati di loro gradimento, senza clausole messe a verbale. Incredibile! La vicenda divenne squallida, ma ci pensò la Commissione alloggi che, a maggioranza, assegnò l'alloggio resosi libero al sottoscritto. Ci fu chi, non soddisfatto della decisione, propose ricorso a Roma. Contro le regole anch'io inoltrai un controricorso ed interessai della vicenda un sindacato estraneo alla sede, la Cisnal, che si occupò del caso minacciando di portare l'intero dossier in Procura a Roma! Il ricorso fu ritirato e la mia famiglia in dicembre entrò nel nuovo alloggio dove tuttora abito, dopo averlo acquistato dalla SCIP-Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici nel marzo 2004 con un mutuo. Altrove, nella versione ad uso familiare, la vicenda viene narrata in maniera dettagliata, con nomi e cognomi. Va precisato che i mie rilievi circa l'alloggio malsano, certificati da una perizia tecnica, furono in seguito accolti, perchè l' Inail fece rifare interamente il tetto dello stabile, mentre per il riscaldamento nulla fu possibile trattandosi di un difetto di costruzione.
 
1979: nel numero di dicembre della rivista Proposte sociali,organo ufficiale dell'ANCoL-IPAS,pubblicai il testo dell'articolo scientifico col quale un anno prima avevo vinto il 1° Premio del Concorso giornalistico ENPI sulla Sicurezza nel lavoro,intitolato "La prevenzione dei rischi da lavoro nella realtà socioeconomica italiana in rapporto alle esperienze comunitarie", n.3-4, AnCol/Ipas, Roma, luglio, pp.429-437.L'anno seguente questo mio articolo fu citato nella bibliografia del Repertorio Generale Annuale della Giurisprudenza italiana,poi pubblicato dalla UTET di Torino nel 1981.Giurisprudenza Italiana è la più antica e prestigiosa rivista giuridica italiana. La Raccolta delle Annate 1990-2010 rende disponibile su DVD l'archivio dei fascicoli della rivista pubblicati dal 1990. La banca dati contiene le note a sentenza e i commenti redatti dai più autorevoli esperti, ampi riferimenti di dottrina e giurisprudenza, articoli su questioni giuridiche di attualità e le più importanti sentenze emanate negli ultimi vent'anni dalle Corti internazionali, dalla Corte costituzionale, dalla Cassazione civile e penale, dal Consiglio di Stato e dalle altre magistrature italiane e le relative massime.
Nel 2011 il prof.Paolo Cendon,insigne giurista ed economista,ordinario di Istituzioni di Diritto privato all'Università di Trieste e autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche,ha segnalato questo lavoro nella bibliografia del Trattato dei nuovi danni,Vol. 4: Danni da inadempimento, responsabilità del professionista, lavoro subordinato(da lui diretto),pp.842,845,848,Cedam Padova.
 
1980: il 31 marzo, a seguito di mio espresso invito, venne per la seconda volta all’Università popolare il prof. Dr.Umberto Melotti (docente di Antropologia culturale e Sociologia a Pavia; in seguito di Sociologia politica a "La Sapienza" di Roma: era stato a Biella la prima volta a tenere la lezione inaugurale del mio corso triennale di Sociologia), accompagnato dal prof. Dr. Pietro Scarduelli (docente di Antropologia culturale a Torino). Furono presentati i due volumi del Melotti L’uomo tra natura e storia.La dialettica delle origini (Centro studi terzo mondo) e Introduzione alla sociologia (Unicopli universitaria). Melotti consegnò ai corsisti, che avevano frequentato il mio corso triennale di sociologia utilizzando le dispense a stampa del Centro Studi Terzo Mondo diretto dal prof.Melotti, l' Attestato di formazione. Si trattò di una serata di alto valore culturale, a cui si poteva assistere raramente a Biella, sfornita allora di una Università degli studi. In seguito il prof. Melotti patrocinerà i corsi di Sociologia e di Antropologia culturale tenuti da Zamprotta all' Università popolare, come testimoniano numerose lettere. Conseguii anch'io l'Attestato del corso triennale, di cui riporto il Piano di studi:
  1. I concetti analitici fondamentali della sociologia
  2. Divisione del lavoro, organizzazione economica e classi sociali
  3. Elementi di sociologia politica
  4. Elementi di sociologia del diritto
  5. Elementi di sociologia dell’educazione
  6. Sociologia dei rapporti internazionali
  7. Società e Ambiente
  8. Elementi di Antropologia culturale
  9. Elementi di sociobiologia
  10. Elementi di etologia
  11. Il processo di sviluppo storico
  12. Elementi di Antropologia fisica (origine dell’uomo e delle razze).
(Le materie sopra riportate erano esposte in altrettante dispense a stampa, compilate dai maggiori sociologi e antropologi italiani, che costituivano il Corso completo di Sociologia).
 
1980: conseguii il Diploma di qualifica in Psicologia presso l’ Istituto Superiore di Studi Socio-Sanitari di Roma-Sezione staccata di Pescara, diretto dal prof. dr. Giuseppe Cannarella. Il corso era diretto dal Prof. Dr. Leonardo Ancona, Direttore dell’Istituto di  Psicologia e Psichiatria dell’Università cattolica di Roma (votazione 110/110 e lode). Avevo potuto iscrivermi al Corso grazie alla mia qualifica di docente incaricato presso la Scuola Superiore di Servizio Sociale dell’ ANSI di Biella. Il Piano di studi del corso era il seguente:
1.     Psicologia generale I
2.     Psicologia dell’Età evolutiva
3.     Psicologia fisiologica
4.     Statistica psicometrica
5.     Istituzioni di Pedagogia
6.     Metodologia della ricerca
7.     Psicologia generale II
8.     Psicologia dell’Età evolutiva II
9.     Psicologia fisiologica II
10.   Psicologia sociale
11.   Psicopedagogia
12.   Sociologia
13.   Psicologia dinamica
14.   Teorie e tecniche dei tests
15.   Sociologia dell’educazione
16.   Orientamento scolastico e professionale
17.   Psicologia del lavoro
18.   Psicopatologia
 
1980: a ottobre fui invitato dal Rotary Club di Biella a tenere in sede una conferenza, che verrà poi riprodotta nel Bollettino di ottobre dell’associazione.
      Una mia foto dell'epoca
(Foto Marchisotti - Archivio Italo Zamprotta)

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1980:in data 8 ottobre ricevetti un telegramma dall'allora vice Presidente della Camera dei Deputati,on.dott.Oscar Luigi Scalfaro,il quale mi comunicava che l'amico cav.Vittorio Giovannacci era stato promosso Cavaliere Ufficiale.Mi ero personalmente intertessato perchè ciò avvenisse.E feci appena in tempo!
 
1980: per l’inaugurazione dell’anno accademico, il 14 novembre, mi adoperai per la venuta a Biella dello storico Sen. Prof. Giovanni Spadolini (1925-1994), (vedi foto con Spadolini), che parlò del suo libro “L’Italia dei laici”, di cui conservo una copia con dedica. Ho un piacevole ricordo di questo soggiorno a Biella di Spadolini, ricordo profondamente culturale. Spadolini era un grande della cultura. La sua era una cultura vasta e multiforme, composita, capace di convogliare in un unico discorso arte,letteratura, economia, politica, storia. Ricordo la sua signorilità nel rispondere ad un professore nel dibattito che si sviluppò dopo il suo intervento:"Il professore si confonde"! Chiunque altro, specialmente uomo politico (e Spadolini lo era, ma politico di razza!) avrebbe detto che il professore aveva detto una castroneria.
 
               Il sen.prof.Giovanni Spadolini,con Emanuele Giovannaci,libraio-editore, a destra
 e il prof.Carlangelo Cremona,Presidente UP,e il dr.Italo Zamprotta(a sinistra),Segretariogenerale UP.(Archivio Italo Zamprotta)
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1980:nel mese di ottobre mi fu conferito un gradito e ambìto riconoscimento:la nomina a Professor of Sociology & Human Relations della NoWeLU, a seguito di proposta del prof.avv.Salvatore Farina. Il titolo faceva chiaro riferimento ai miei studi e ricerche nel campo della sicurezza e dell'organizzazione dell'ambiente di lavoro, di cui la Scuola angoamericana delle Human Relations si è sempre interessata per migliorarne gli standard di rendimento e la soddisfazione del fattore umano che ne rappresenta l'elemento principale.
 
1980/82: fui invitato per ben quattro volte, in questo periodo, dagli adepti di un'organizzazione che all'estero vive alla luce del sole, in Italia, invece, era allora ancora mascherata sotto altre denominazioni. Solo anni dopo, un giornale locale (che dedicò alcuni articoli a questa organizzazione), rivelò, "lippis et tonsoribus",  che a Biella l'organizzazione era presente con cinque o sei diverse rappresentanze (facenti capo a due diversi referenti romani), in cui figuravano anche persone da me frequentate da anni: questo può forse spiegare i diversi inviti. Il rifiuto non fu gradito (alla fine dell'ultimo invito fu testualmente detto:"Questa è l'ultima volta") e negli anni '90 ne subirò le conseguenze personali e familiari. L'unico amico, Edmondo Tisanna, approvò la decisione, perchè in quella organizzazione non vi era nulla da apprendere, semmai da insegnare per ricondurli sulla retta via. Il rifiuto comportò certamente l'iscrizione in un qualche altro libro nero (dopo quello rosso!).
 
1980/82: sempre in questo periodo l'amico giornalista Comm. Ernesto Tempia, che in precedenza aveva partecipato all'Assemblea costitutiva dell'Università popolare ed era stato sempre prodigo di disinteressati consigli e suggerimenti (e col quale aveva partecipato a Biella alla fondazione dell' AIOR-Associazione Insigniti Ordini della Repubblica), essendo stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, mi chiese se poteva propormi, ma rifiutai perchè ritenevo di non poter accettare un'onorificenza di Casa Savoia (come mio padre), in contrasto con quella della Casa d'Asburgo. A quell' epoca era ancora vivente il Capo della Real Casa di Savoia, S.M. il Re Umberto II°, che negli anni '60, a seguito di mia richiesta, mi aveva inviato da Cascais una sua fotografia autografata: "A Italo Zamprotta - Umberto".
 
1980/92: a marzo fu ratificata la mia nomina a direttore responsabile di “Panorama biellese”, periodico di attualità e costume editato dalla Curia vescovile (per la nomina fu necessaria l’approvazione dell’Ordinario diocesano, l’allora Vescovo di Biella, Mons. Vittorio Piola). La direzione fu mantenuta fino alla cessazione del periodico nel dicembre 1992. (Un pensiero riverente va sia alla memoria di questo Vescovo, che fu un vero amico personale e che si ricordò sempre di me e della mia famiglia durante i suoi pellegrinaggi annuali a Lourdes, sia al fraterno amico Edmondo Tisanna auspice dell' iniziativa).
 
Mons.Vittorio Piola(1921-93),Vescovo di Biella (1972-1986)
 (foto Lino Cremon - Archivio Italo Zamprotta)

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1981: il 31 gennaio morì, all'età di 66 anni, l'amico Vittorio Giovannacci, che tanto mi aveva aiutato nell'iniziativa della fondazione dell'Università popolare.
Vittorio Giovannacci era stato un mio grande fraterno amico ed estimatore.. Negli anni '70 dimostrò in diverse occasioni la sua profonda amicizia, sia con omaggi (l'annuale Manuale delle giovani marmotte, il Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli) a mio figlio Luigi sia per l'acquisto dei libri di testo per la scuola media. Uno sconto molto elevato suscitò le perplessità della moglie, Sig.ra Leonilde, alla quale egli precisò:"Questo non è un amico, ma un caro amico!".
 
1981:il 16 maggio ricevetti la comunicazione della mia nomina ad Accademico Corrispondente,nella classe di Discipline scientifiche, dell'Accademia Archeologica Italiana-AAI,firmata dal Segretario Generale,prof.Vitaliano Rocchiero.La relativa tessera di appartenza,N° 267/1981/6,era firmata dal Presiddente,prof.Leo Magnino(Milano,9 settembre 1911-Roma,4 marzo 1996),insigne orientalista,Presidente onorario del Centro Studi Orientali-CSO di Savona e Professore emerito dell'Università L'Orientale di Napoli e delle Università degli studi di Roma e Coimbra.La tessera era accompagnata dal distintivo accademico-Stella Verde.La nomina fu patrocinata dagli amici giornalisti Comm.ri Ernesto Tempia di Biella e Giuseppe Parodi di Genova,e deliberata nell'adunata accademica del 14 marzo.Erano stati i miei studi sulla Sicurezza dell'ambiente di lavoro,già apprezzati dall'ENPI,dall'INAIL,e da L'Avenir di Bruxelles,a favorire l'esito positivo della proposta dei miei amici.
 
prof.Leo Magnino
 
1981:Domenica 4 ottobre, accompagnato da mio figlio Luigi, partecipai alla cerimonia di conferimento della Medaglia d'oro alla Città di Biella da parte del Presidente della repubblica, Sandro Pertini, nel padiglione allestito per gli accreditati del Servizio Stampa, in Piazza Martiri della Libertà a Biella.
Domenica 22 novembre, in rappresentanza dell’UP di Biella, accompagnato dall’amico Prof. Edmondo Tisanna e da mio figlio Luigi, partecipai a Milano alle celebrazioni del 80° anniversario di fondazione di quella gloriosa Università popolare (vedi foto dell’avvenimento).
 
    Milano,22 novembre 1981.Celebrazione 80mo anniversario di fondazione dell'Università
popolare di Milano.Rappresentammo l'Università  popolare di Biella il prof.Edmondo Tisanna,
il sottoscritto eil mio giovanissimo primogenito Luigi.In prima fila da destra:l'amico Danilo Disoteo,
il Presidente della Provinncia di Milano,Antonio Taramelli,e il Sindaco di Milano,Carlo Tognoli.(Archivio Italo Zamprotta)

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1981: a novembre venne a Biella il Sottosegretario ai Beni culturali, On. Dr. Rolando Picchioni, che in un ristorante di Salussola, durante una trattenimento conviviale, al quale partecipano numerosi amici, mi consegnò la Commenda dell' OMRI (Ordine al Merito della Repubblica Italiana). Furono presenti anche i miei due figli, Luigi e LorenzoLuigi, 12enne, scattò numerose fotografie.
 
 
 
commenda1981.jpg
Il Sottosegretario On.Dr.Rolando Picchioni consegna le insegne
di commendatore OMRI.Sono visibili il comm.Ernesto Tempia,
il piccolo Lorenzo Zamprotta e, in primo piano, il prof.Riccardo Rabaglio.
(Foto di Luigi Zamprotta-Archivio Italo Zamprotta)

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1981: grazie alle patologie riscontrate dalla Commissione medica provinciale, l'Amministrazione civica di Biella mutò le mansioni di mia moglie, che fu trasferita prima al centralino telefonico (14 mesi) e poi agli Uffici Anagrafe e Stato civile. Dopo nove anni verrà destinata alla Segreteria, ma la sua invalidità civile non verrà mai utilizzata dal Comune di Biella per riconoscerla tra i dipendenti appartenenti alle categorie protette.
 
1981: in questo anno scolastico mio figlio Lorenzo iniziò a frequentare la palestra di una Società di scherma e continuò oer tre anni,fino alla licenza elementare.Partecipò anche ai "Giochi della Gioventù" e si classificò due volte al secondo posto nel torneo per la provincia di Biella.Con la Società si recò più volte a Torino e a Vercelli per partecipare ai tornei,ma poi lasciò perdere,deluso dal comportamento dei dirigenti(che avevano i loro preferiti da seguire).
 
1981: durante l'anno pubblicai un lavoro scientifico in lingua francese.In realtà si trattava della traduzione di un mio lavoro in italiano dell'anno precedente:"Recenti risultati della prevenzione infortunistico del lavoro nell'ambito della Comunità Europea".Il prof.Salvatore Farina,Delegato italiano dell'Istituto Superiore belga L'Avenir,mi concesse la possibilità di pubblicare l'edizione francese sotto l'égida di quel prestigioso istituto scientifico(Récents résultats de la prévention des accidents du travail dans le domaine de la Communaté Européenne).Il lavoro in seguito sarà catalogato,oltre che in biblioteche italiane,anche dalla Library of Congress di Washington(la più importante del mondo) col N° 2011523001. 
 
1982: sabato 6 febbraio partecipai a Roma alla riunione preparatoria per la costituzione di una Confederazione nazionale delle Università popolari italiane (CNUPI), presso la Fondazione Dragan, ospiti dell’Università Popolare romana (fondata nel 1901), in rappresentanza dell’Università popolare di Biella (vedi qui sotto le foto della riunione). In quell'occasione mio figlio Luigi eseguì le uniche fotografie storiche dell'avvenimento: foto che oggi vengono abusivamente sbandierate su qualche sito senza citare la fonte! A quella storica riunione parteciparono le seguenti nove persone:il prof. Dr. Ottavio Ferulano e il prof. Gaetano Patti per l'Università popolare di di Napoli, il dr. Alvise Savorgnan di Brazzà per l'Università popolare di Udine, il prof. Danilo Disoteo per l'Università popolare di Milano, il prof. dr. Raffaele Belvederi per l'Università popolare di Ferrara, il prof. avv. Giuseppe Cataldi, il prof. dr. Mariano Baffi e il dr. Pier Giorgio Imbrighi per l'Università popolare Romana, il dr. Italo Zamprotta per l'Università popolare di Biella. Lo storico avvenimento fu rievocato su "Panorama Biellese", il periodico culturale da me diretto, corredato dalle fotografie fatte da mio figlio Luigi, in seguito riportate sul sito ufficiale della CNUPI senza preventiva autorizzazione: quando si dice la correttezza! Del resto la CNUPI non ha alcun resoconto di quell'avvenimento (di cui non fu conservato verbale e nemmeno la copia della mia rivista) e non sa nemmeno chi vi partecipò, eccetto il prof.Ottavio Ferulano.
 
 
 
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Il prof.Ottavio Ferulano durante la riunione romana del 6 febbraio 1982
 (Archivio Italo Zamprotta)
 
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(le foto sono di Luigi Zamprotta-Archivio Italo Zamprotta)

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1982: il 7-8-9 maggio partecipai a Sorrento al Congresso nazionale delle UU.PP.II.(con la partecipazione dei Rappresentanti del Consiglio d’Europa, della Commissione CEE e delle Confederazioni nazionali delle UU.PP. francesi, spagnole e inglesi, e presentai una relazione ("I rapporti con le altre istituzioni culturali e possibilità di collegamento") conresumé in francese e summary in inglese.
 
Il 18 settembre 1982 partecipai a Roma alla riunione per l’approvazione dello statuto CNUPI insieme a Danilo Disoteo (Milano), Maurizio Gorini (Mestre), Ottavio Ferulano (Napoli), Giuseppe Cataldi (di Roma; era stato Primo Presidente della Corte dei Conti), Gaetano Cuaspari (Siena). Entrai a fare parte del primo Consiglio direttivo nazionale CNUPI per il triennio 1982/85 (sarò poi riconfermato per il triennio 1985/88) vedi qui di seguito programma Congresso e copertina Statuto approvato davanti al Notaio Dr. Giuseppe Cardelli In quella occasione ebbi il raro privilegio di trascorrere tre giorni in compagnia di una coppia di ospiti d'eccezione: Il duca Prof.Dr.Igor Istòmin, Presidente dell' Accademia Tiberina di Roma, e la sua cara consorte, la contessa Silvia Ramini, duchessa Istòmin, infaticabile Segretaria dell'Accademia Tiberina, di cui ero socio dal 1977 (e dal 1978 anche Membro della Unione della Legion d'Oro). Il Prof. Istomin era un vero e proprio pozzo di scienza (Professore di lettere e filologia classica, docente di glottologia, psicologia, lingue, letteratura, filosofia e religioni orientali). Donna Silvia, conversando durante il pranzo a tavola (dove con noi sedeva Elizabeth Rylands del British Council, tutta preoccupata per la guerra delle Falklands tra l'Argentina e il Regno Unito) ebbe a dire:"Eppure il dottor Zamprotta me lo immaginavo diverso!" Ci eravamo scambiati delle lettere e sentiti telefonicamente per alcune mie proposte (infatti, avevo proposto sia l'amico Prof. Edmondo Tisanna sia il mio Maestro, l'Abate Mons. Prof. Giuseppe Morelli). Probabilmente si era immaginata di avere a che fare con un vecchio socio, mentre io allora contavo solo 41 anni.
Lo Statuto originario della CNUPI è consultabile in Italia soltanto presso la Biblioteca e Centro di Documentazione della Camera del Lavoro di Biella, al quale lo donò il sottoscritto.
 
Copertina Statuto CNUPI 1982                                                         p.12                                                               p.13
 
                              p.14                                                                            p.15                                                                            p.16                                                            
 (Archivio Italo Zamprotta)
   
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                                                          Il duca Prof. Igor Istòmin            La duchessa dr.ssa Silvia Ramini Istòmin
 
 
1982: il 16 maggio nella Cattedrale si S.Stefano a Biella  mio figlio Lorenzo riceve la prima Comunione. Numerose fotografie nell'album di famiglia.
 
1982: il 30 maggio mio figlio Luigi riceve la S.Cresima nella Cattedrale di S.Stefano a Biella dal Vescovo Giovanni Picco (Vescovo a riposo che viveva presso il Santuario di Oropa). Padrino è il Dr. Moreno Antonini, medico ospedaliero e nostro medico di famiglia, ma anche nostro caro amico di famiglia. Numerose fotografie nel nostro album di famiglia.
 
1982: l' 11 settembre ritornò alla Casa del Padre l'amico carissimo Fausto Salvoni (1907-1982), biblista insigne, del quale avevo seguito i corsi biblici e della cui fraterna amicizia andavo orgoglioso. Nato a Brescia il 2 ottobre 1907, Salvoni fu sacerdote cattolico e, in tale veste, conseguì il Dottorato in Sacra Teologia a Milano. In seguito conseguì la Licenza in Sacra Scrittura al PIB (Pontificio Istituto Biblico) di Roma. Fu autore di numerose pubblicazioni bibliche, tra cui anche un Dizionario Biblico con lo pseudonimo di L. Salvadori presso la Casa editrice Ceschina nel 1953. Preparò il Commento al Libro dei Re, pubblicato da Marietti a cura del biblista Salvatore Garofalo (1950). Uscito dalla chiesa cattolica, aderì alla Chiesa di Cristo e dal 1969 fu Associate Professor of Bible presso l' Abilene Christian University in Texas (USA). In Italia dal 1959 insegnò Scienze bibliche presso la Scuola biblica di Firenze e dal 1966 diresse la rivista Ricerche bibliche e religiose e il Centro Universitario di Studi biblici di Milano che in seguito diventò la famosa Libera Facoltà Biblica Internazionale (via del Bollo 5), sponsorizzata e riconosciuta dalla Chiesa di Cristo, di cui fu prestigioso Preside. Nel 1968 il suo nome apparve come Curatore e Coordinatore di tutte le note e introduzioni de La Bibbia Concordata (Mondadori, Milano), di cui curò la traduzione dei seguenti libri: Cronache, Profeti minori, Daniele. Tra le sue numerose opere desidero ricordare Da Pietro al Papato (Editrice Lanterna, Genova, 1970), che conservo con una sua dedica, e Il Romanzo della Bibbia (insieme con Francesco Rossi, edito dalla Facoltà di Milano nel 1980). La sua morte, comunicatami per telefono dalla vedova Enrica la settimana seguente, mi provocò un dolore grandissimo bloccandomi la parola e costringendomi a chiudere la comunicazione! Conservo gelosamente la lettera che la signora Enrica mi scrisse il 30 maggio 1983 che riporto in Appendice.
 
il caro e fraterno amico,prof.Fausto Salvoni,insigne biblista
(fu anche Professor of Bible presso la Abillene University del Texas) - (Archivio Italo Zamprotta)
 
1982: iniziai una lunga e proficua collaborazione con il Movimento Cristiano Lavoratori di Biella - MCL, presieduto dal Comm. Adriano Colombo (1919-2009), vecchio sindacalista Cisl, già amministratore dell’Ospedale degli infermi cittadino, che mi affidò il coordinamento del Centro studi provinciale e il “Notiziario”, sul quale nel settembre 1982 uscirà il mio lavoro intitolato “La Chiesa e i problemi del mondo del lavoro”, che otterrà l'apprezzamento del Card. Pietro Palazzini (vedi sua lettera del 27 settembre 1982). In quell’anno si procede al rinnovo del Consiglio direttivo CNUPI e il Comm. Colombo entra a farne parte e, a seguito di proposta di Zamprotta, viene nominato Tesoriere. Da quel momento la contabilità dell’UP fu uno specchio in cui, in qualsiasi momento, si poteva vedere riflessa l’immagine amministrativo-contabile dell’UP grazie a questo impareggiabile tesoriere, sempre presente. L’anno seguente a Colombo verrà affidata la responsabilità della nuova Sezione della Terza Età. Nel 1985 all’Assemblea della CNUPI Colombo verrà eletto revisore dei conti. In seguito Colombo verrà meritatamente insignito dell'onorificenza di Grande Ufficiale OMRI. (vedi foto Grande Uff. Adriano Colombo e lettera del 27 settembre 1982).La sua promozione a Grande Ufficiale OMRI merita di essere raccontata.Fu infatti conferita il 24 giugno 1994 "di iniziativa del Presidente della Repubblica",così è riportato sul sito della Presidenza della Repubblica alla voce "onorificenze".Perchè ciò potesse avvenire fu necessaria uan mia personale segnalazione all'allora Presidente della Repubblica,Oscar Luigi Scalfaro.Però,poichè la pratica dormiva,fui costretto ad un'azione di forza.Alla presenza dell'interessato chiamai il Quirinale e chiesi di parlare col dott.Luigi Michelangeli, segretario particolare del Presidente,al quale esposi le mie ragioni con veemenza,tanto da provocare lo stupore dell'anziano comm.Colombo! Avevo conosciuto l'on.Scalfaro negli anni '70,quando veniva a tenere dei seminari alla Scuola Superiore di Servizio sociale dell'ANSI a Biella(dove io stesso insegnavo),diretta dal grande Fratel Giovannino,amico carissimo e stimatissimo di Scalfaro.Quindi approfittai di questa conoscenza per ottenere la meritata promozione dell'amico Adriano Colombo.
 
Grande Ufficiale Adriano Colombo, sindacalista, Presidente provinciale Movimento Cristiano Lavoratori,
impareggiabile Tesoriere dell'Università popolare di Biella - (Archivio Italo Zamprotta)

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Lettera del 27 settembre 1982 del Card.Pietro Palazzini (Archivio Italo Zamprotta)
 
Card.Pietro Palazzini(1912-2000) - (Archivio Italo Zamprotta)
(il Card.Palazzini fu prima docente e poi Preside della Pontificia Università Lateranense.Docente di Teologia morale,autore di numerose pubblicazioni.tradotte anche in diverse lingue.Tra l'altro,diresse il famoso Dizionario dei Concili,in 6 voll.,in collaborazione con mons.Giuseppe Morelli,tradotto in diverse lingue).Fu Prefetto della Sacra Congregazione per le cause dei santi.
 
1982:appartiene a quest'anno un fatto che ricordo bene senza averne però memorizzato la data. L'amico giornalista  omm.Ernesto Tempia, che nel 1981 aveva curato la proposta per la mia nomina a Commendatore OMRI, fu insignito dell' onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell'Ordine dei ss.Maurizio e Lazzaro, con decreto firmato dal sovrano in esilio, Umberto II di Savoia, partecipando anche alla relativa cerimonia nell'Abbazia di Hautecombe in Francia insieme a qualche altr biellese. Egli mi chiese se poteva presentare il mio nominativo, dal momento che - a suo avviso - possedevo tutti i requisti per essere insignito. Lo  ringraziai, ma rifiutai, anche se la concessione sarebbe venuta dall'ex re Umberto II, persona che ho sempre ammirato e stimato per la sua riservatezza e nobiltà d'animo. Chissà, se fosse stato ancora in vita mio padre Nicola, monarchico, forse avrei accettato per fargli cosa grata, ma ormai sentivo quel mondo troppo lontano dalla realtà italiana ed europea. A distanza di anni noto, con incredulità, persone che sfoggiano quella onorificenza ed altri che ancora ne vengono insigniti, sebbene sia fuori del tempo e della storia. Ricordo che l'anno seguente Umberto II, dal quale negli anni '60 avevo ricevuto una grande foto autografata, concluse la sua vita terrena. Inviai le condoglianze ai familiari, tramite una persona amica che partecipò ai funerali svoltisi nell'Abbazia di Hautecombe in Francia, e ricevetti i ringraziamenti di rito.(Purtroppo,debbo rilevare che questa onorificenza cavallesca,tanto rinomaa,non sempre fu conferita a personaggi degni.Per motivi di studio ho scoperto che fu conferita anche ad un capitano medico,come riporto testualmente di seguito:"Il capitano medico Antonio Rastelli bruciò con un ferro rovente un sordomuto di vent'anni,Antonio Cappello,perchè credeva che facesse finta di non sentire.Ripetè la tortura 154 volte,come testimoniano altrettante bruciature sul corpo di quel poveretto.I familiari protestarono e fecero ricorso al tribunale ma non ci furono conseguenze perchè il giudice sentenziò che l'ufficiale aveva agito in buona fede,L'anno dopo,venne insignito della croce di san Maurizio e Lazzaro"(Archivio storico della Procura di Palermo).
 
1982/83: in questo anno scolastico mio figlio Luigi partecipò al Concorso Philips  per i Giovani Ricercatori Europei organizzato col Patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con un suo originale lavoro "Possibili innovazioni tecnologiche nella propulsione e idrodinamica navale militare", lavoro di 10 pagine corredate da 6 disegni. In febbraio riceve una lettera di ringraziamento per la partecipazione, l' Attestato di partecipazione con la Medaglia marconiana e il volume "La matematica di Leonardo da Vinci".
A sua volta mio figlio Lorenzo, iscrittosi in 3^ elementare alla Scuola di scherma, partecipò ai "Giochi della Gioventù", organizzati dal CONI, ricevendo gli appositi diplomi di partecipazione. In particolare venerdì 21 maggio 1982 riesce nelle gare comunali di scherma. In seguito gareggerà anche a Vercelli e a Torino. Alla fine del 1983 abbandonerà le gare perchè non adeguatamente seguito dalla sua società sportiva.
Nel 1983 Luigi partecipò anche al Concorso Nazionale Studenti, bandito dalla Lega Navale Italiana, di cui era socio, con la monografia "Evoluzione della tecnologia navale: dalla nave a vela alla nave nucleare", che conquista il 2° posto (con premio in denaro): Riceve il 18 maggio una lettera di congratulazioni dal vice Presidente nazionale della Lega Navale Italiana, Amm.Valerio Del Nero, e una sua fotografia fu pubblicata sulla rivista nazionale dell'Ente.
 
1982/87: seguii i corsi a distanza del Dipartimento di Teologia e Scienze bibliche dell’ Ambassador College (in seguito denominato Ambassador University) di Pasadena (California, USA), università confessionale della Worldwide Church of God (fondata e presieduta da Herbert W. Armstrong (1892-1986), che mi consentirono,con lettere del 6 gennaio e 26 maggio 1988, di utilizzare le dispense dei corsi (in inglese, francese e italiano) per le mie lezioni di Storia delle religioni e Scienze bibliche.Mi sento in dovere di affermare che dalle ricerche di Armstrong e dalle centinaia di pubblicazioni gratuite ricevute ho imparato più che da qualsiasi altra fonte,per quanto riguarda la Sacra Scrittura,la Teologia biblica,l'ebraico e il greco biblico,la storia del Cristianesimo antico,la Critica testuale.Grazie ancora,caro Herbert!
 
Herbert W.Armstrong (1892-1986), grande manager e biblista - (Archivio Italo Zamprotta)
 
Nello stesso anno rievocai su “Panorama biellese” il ventennale di apertura del Concilio ecumenico Vaticano II, ricevendo le congratulazioni del Card. Pietro Palazzini (vedi qui di seguito la lettera del 19 novembre 1982).
 
 (Archivio Italo Zamprotta)
1983: grazie anche all'interessamento del Card. Pietro Palazzini(Presidente dell’Istituto di Teologia del Centro ecumenico “Ut Unum Sint”),il Preside dell'Istituto di Teologia "Centro ecumenico Ut unum sint", Rev. P. Prof. Alfonso Pompei, concesse il Patrocinio ai nostri corsi della Sezione di Scienze religiose (lettera del 25 gennaio). Trattasi dell'Istituto dove, nei quattro anni precedenti,avevo frequentato il Corso quadriennale di Scienze Religiose,di cui parla il Card. Pietro Palazzini nella sua lettera del 27 settembre 1982).

 

1983: il 23-24 maggio si svolse a Roma un Convegno scientifico "Ricerca scientifica e Tutela della salute nel lavoro artigiano", organizzato dal Patronato EPASA. Inviai la comunicazione scientifica "L'educazione alla sicurezza nell'ambiente di lavoro. Esperienze di alcuni Paesi comunitari", che fu pubblicata negli Atti, pp.353-357, di cui riporto qui di seguito la copertina e la scheda catalografica presente in ICCU-Istituto Centrale per il Catalogo Unico:
EPASAEpasa2
 
 
1983: giovedì 9 giugno furono in gita a Biella i Soci dell' Università popolare di Milano, guidati dal loro Vice Presidente, l' amico Danilo Disoteo. Mi interessai dell'organizzazione del soggiorno, comprensivo di un pomeriggio al Parco Burcina di Pollone. Sabato 2 luglio, invece, presso la Sede dell' Università popolare di Milano si svolse la riunione del Consiglio direttivo della CNUPI, presieduto dall'amico Ottavio Ferulano, Presidente nazionale e Presidente dell' Università popolare di Napoli. Fu in quella occasione che mio figlio Luigi fotografò Ferulano e la foto venne inserita in seguito nel volume pubblicato nel 1986 dall' Università popolare di Biella (la foto compare anche sul sito CNUPI).
 
1983: Luigi il 23 giugno conseguì la Licenza di Scuola media e ricevette in regalo il suo primo computer, il VIC 20 della Commodore (il nome VIC stava per Video Interface Chip, il 20 approssima la quantità massima di memoria totale disponibile): si tratta del primo computer prodotto a partire dal 1980 e il suo enorme successo fu superato soltanto dal successivo Commodore 64.
Luigi partecipò ancora al Concorso Nazionale Studenti bandito dalla Lega Navale Italiana con la monografia di 4 pagine "Trionfi e morte di grandi transatlantici" e conquistò ancora il posto (con premio in denaro) e ricevette il 18 giugno ancora la lettera di congratulazioni da parte dell'Ammiraglio. (A quell'epoca non avrei mai pensato che, esattamente 1 anno dopo, avrei optato per l'informatica, riuscendo a superare una severa selezione nazionale a circa 43 anni d'età).
 
 
              Il famoso Commodore VIC 20
 
1983:sabato 3 luglio partecipai a Milano alla riunione del Consiglio direttivo nazionale CNUPI,di cui ero componente,e in cui relazionai per la parte di mia competenza.
 
Milano,sabato 2 luglio 1983.Consiglio direttivo nazionale CNUPI.
Al microfono Italo Zamprotta.Al centro Guido Lopez,Presidente UP Milano,alla sua destra il prof.Ottavio Ferulano,Presidente CNUPI,
alla sua sinistra Danilo Disoteo,componente Direttivo CNIPI e vice Presidente UP Milano.In piedi Gaetano Patti,vice Presidente UP Napoli

 (Foto di Luigi Zamprotta) - Copyright © Italo Zamprotta 2009 - All rights reserved

 
1983: il 1° agosto fu pubblicata la mia dispensa Temi e problemi socioreligosi, con presentazione del Teologo dott.don Aldo Garella, Docente di Teologia fondamentale e dogmatica nel Seminario diocesano di Biella e Direttore della Scuola di Teologia per laici della Diocesi di Biella.La dispensa riportava quasi tutte le esercitazioni scritte compilate per il Corso quadriennale di Teologia che avevo frequentato a distanza dal 1978 al 1982 presso l'Istituto di Teologia Centro ecumenico "Ut unum sint" di Roma,affiliato alla Pontificia Università Lateranense,il cui Preside era il Prof.don Alfonso Pompei(ofm).Preside del Seraphicum,mentre il Presidente era il Cardinale Pietro Palazzini,Prefetto della Sacra Cpngregazione per le cause dei santi.
 
1983: venni autorizzato dalla Direzione generale dell’ INAIL a presentare una comunicazione scientifica al Convegno nazionale di celebrazione del centenario dell’ assicurazione infortuni in Italia: la mia comunicazione fu pubblicata negli Atti del Convegno di studi sull’assicurazione infortuni e malattie professionali, Milano (19-20-21 ottobre), pp.709-717: testo consultabile presso le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze; presso la Biblioteca Braidense di Milano; la Biblioteca del Dipartimento di Medicina del lavoro e delle patologie esternocorrelate dell'Università degli studi di Milano.
 
1984:il 2 marzo fu a Biella mio nipote Nicola Zamprotta, primogenito di mio fratello Egidio. Fu da me invitato, con l'approvazione del Consiglio di amministrazione dell'Università popolare, per tenere una lezione-conferenza nell'ambito del Corso di Educazione Demografica e Sessuologia, finanziato dalla Regione Piemonte e organizzato in collaborazione con il Consultorio di Biella, l'AIED e il Patrocinio degli Ordini dei Medici e dei Farmacisti della Provincia. Nicola, all'epoca era Assistente volontario presso al 35a Divisione Ostetricia-Ginecologia dell'Ospedale Cardarelli di Napoli e trattò magistralmente il seguente tema:"Variazioni del comportamento sessuale della coppia nel post-partum". Al termine dell'esposizione ci fu una valanga di domande da parte dell'uditorio, e dopo diverse donne chiesero una consulenza professionale ma restarono deluse perchè il relatore viveva a circa 1000 km di distanza!
 
1984:l' 8 marzo, in qualità di Responsabile del Centro Studi del MCL di Biella, presiedetti e coordinai l' Incontro culturale "Importanza del gioco e della formazione sportiva nell'età scolare", con la partecipazione dei relatori: prof.Carmelo Buemi, Preside, docente di Psicologia dell'Età evolutiva all' Università popolare; e del dott.Paolo Garavoglia, Medico ospedaliero, specialista in Medicina dello sport. Si tratta di uno dei numerosi impegni culturali organizzati in quegli anni.
 
1984: chiesi di partecipare ad una selezione nazionale, indetta dalla Direzione generale dell' Inail tra i propri dipendenti disponibili a diventare funzionari informatici. A giugno, risultai idoneo in questa selezione nazionale svoltasi ad Ostia Lido per funzionari da adibire ai CED presso le sedi centrali e periferiche dell’  Inail. Debbo rilevare che alla selezione parteciparono, in più tornate, circa tremila dei diecimila dipendenti dell' Istituto. Frequentai a Roma, nel periodo novembre/dicembre, il corso/concorso full-time di tre settimane di formazione teorico-pratica presso la Direzione centrale-Servizio meccanizzazione (che poi prenderà il nome di Servizi informatici territoriali, SIT). Complessivamente furono abilitati circa 300 dipendenti e in tal modo l' Inail costituì la sua task force informatica operante nelle circa 150 sedi: infatti, i funzionari informatici previsti erano due per ciascuna sede periferica, mentre a livello centrale c'era una folta équipe di esperti adibiti alla progettazione, agli applicativi, al pronto intervento (si trattava di ingegneri, attuari, informatici, analisti e sistemisti).  In seguito frequentai numerosi corsi di aggiornamento sia presso l’ IBM/Semea sia l’ Olivetti/Elea sia la Direzione centrale SIT, a Roma, Torino, Milano, Firenze. Sono fiero di aver partecipato a questo progetto pionieristico (l' Inail era stato preceduto soltanto dall' Inps in questo settore, grazie al grande prof. ing. Gianni Billia che non solo realizzò l'informatizzazione di quell' Istituto previdenziale, ma fu uno dei pochi grandi manager pubblici italiani).
 
1984: a giugno partecipai a Ravenna, accompagnato dal tesoriere comm. Adriano Colombo, ai tre giorni di Assemblea nazionale CNUPI, ed ebbi modo di conoscere altri amministratori di UU.PP., e dialogare con il Presidente ospite, il prof. dr. Giordano Gamberini (1915-2003), già Gran Maestro del GOI - Grande Oriente d’Italia e traduttore del Vangelo di Giovanni nella Bibbia concordata del 1968.
 
Ravenna,1984.Assemblea nazionale CNUPI.Foto scattata dal prof.Ottavio Ferulano davanti alla tomba di Dante.
La prima a sinistra è la prof.Gilda Adinolfi,docente di Russo,consorte del Ferulano.Il secondo da destra,invece,
è il prof.Giordano Gamberini,Presidente dell'UP di Ravenna (già Gran Maestro del GOI (1961-70),che ebbe come Gran Maestro Aggiunto Ottavio Ferulano).
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1984:essendo soci della LNI - Lega Navale Italiana, a luglio partecipammo ad un'uscita in mare dalla base militare di La Spezia sul cacciatorpedienere lanciamissili "Audace". Al termine fotografai Luigi,appassionato di marina militare,davanti alla nave gemella "Ardito".
 
1984: nel giugno 1984 partecipai ad una selezione nazionale bandita dalla nostra Direzione generale per scegliere coloro che avrebbero partecipato al corso-concorso per transitare nel nuovo ruolo,quello informatico.Già molti anni prima,sulla scia dell'INPS,dove l' ing.Gianni Billia,prima responsabile nazionale EDP(Electronic Data Processing)dell'Ente e poi Direttore generale,aveva informatizzato gli uffici centrali e periferici e le procedure di lavoro,l'INAIL si era dotato di una Direzione generale per la Meccanizzazione,poi divenuta dei Servizi informatici,in cui lavorava personale del ruolo statistico-attuariale,alcuni dei quali,insieme ad alcuni amministrativi avevano dato vita alla sperimentazione informatica.Quindi nei primi anni '80 l'INAIL cominciò a formare il proprio personale per attuare l'informatizzazione centrale e periferica,dotandosi,come l'INPS dei mainframe della classe 8100(poi l'INPS passerà all' AS 400,mentre l'INAIL scegliera i mainframe della classe 9370:tutto hardware targato IBM).Alla selezione,che si svolse ad Ostia Lido,parteciparono nel giro di alcuni mesi,circa 3000(tremila) dei circa 10000(diecimila) dipendenti dell'INAILLa superai.In novembre frequentai a Roma,presso la Direzione generale dei servizi informatici,il corso full time di tre settimane(2+1),al termine del quale sostenni l'esame.Qualche giorno dopo giunse in sede il telegramma che comunicava l'esito positivo e il cambio di ruolo e qualifica.Così divenni un informatico.Anni prima non avrei mai pensato di modificare in maniera così drastica la mia situazione professionale.L'anno seguente con un DPR furono ufficialmente introdotte queste nuove qualifiche nella Pubblica Amministrazione e mi chiamai Collaboratore informatico,inquadrato nel VII livello professionale.Quindi,dopo aver conseguito,a seguito di corso/concorso,la nuova qualifica di Collaboratore informatico,transitai nel ruolo informatico e lavorai nel CED(Centro Elaborazione Dati)della Sede Inail di Biella.In seguito conseguii per concorso prima l'VIII° livello e poi il IX° livello informatico(Esperto informatico-Capo Area)e fui trasferito alla Sede di VCO (Verbano-Cusio-Ossola),a Novara,per dirigervi l’Area informatica.All'inizio del 2001 fui collocato,a richiesta,a riposo).
 
Quanto sopra riferito si inquadra nel radicale cambiamento delle procedure di lavorazione nella PA,di cui INPS e INAIL furono pionieri e antesignani.La lungimiranza di questo progetto innovativo va a Gianni Billia(1934-2004),che fu anche mio Presidente nel 1999 all' INAIL,un vero grande manager e professore universitario,di cui ho visto riconosciuta l'opera e il valore in un testo di studio pubblicato da Gregorio Cosentino e Maurizio Bruschi dell'Università La Sapienza di Roma nel 2007:"1977-2007:trent'anni di domanda e offerta ICT nella pubblica amministrazione italiana",con prefazione di Vittorio Novelli,ed,Giuffrè,Milano.Sono orgoglioso di avere parftecipato agli inizi di questo grandioso progetto,che ha rivoluzionato il modo di lavorare in ufficio,consentendo alla PA di mettersi al passo con i tempi e con l'avanzamento delle nuove tecnologie nelle procedure d'ufficio.
 
il mio ultimo Presidente all'INAIL,prof.ing.Gianni Billia
 
1984: la Division extrascolaire del Consiglio d’Europa di Strasburgo inserisce nel suo Progetto n.9 “Educazione degli adulti e sviluppo comunitario” le famose 20 tracce di argomenti da sviluppare nei corsi delle università popolari europee: la traccia n.17 è “Educazione alla sicurezza nell'ambiente di lavoro”, inserita anche grazie alla dispensa in lingua francese (1981) prodotta da me a suo tempo inviata: "Récents résultats de la prévention des accidents du travail dans", e apprezzata dal Segretario del Comitato Direttore della Sicurezza Sociale, Dr. Siegfried Navel (lettera del Prof. Domenico Ronconi, Aministratore della Division Extrascolaire, Strasburgo, 20 settembre 1984).
 
1984: lunedì 8 ottobre, discussi a Milano, presso la Sede ANSI (Via Mazzini 20), la tesi per il conseguimento del Diploma di Assistente sociale, relatore il gesuita Prof. Dr. Padre Tarcisio Tamburini (“Il pensiero sociale cristiano nell’evoluzione dei rapporti politici, economici e socioculturali, votazione 110/110 e lode). Erano presenti due vecchi e grandi amici: Adriano Colombo (Tesoriere dell' UPB) e Danilo Disoteo (vice Presidente vicario dell' Università popolare di Milano). Del seguente Piano di studi ricordo che, per il II e III anno, mi fu computato come tirocinio il servizio prestato presso l'AnCol di Biella. Ricordo che in quella occasione ebbi modo di conoscere, casualmente, il Sen. Vittorino Colombo, che l'anno precedente era stato Presidente del Senato sul finire della legislatura a seguito dell'improvvisa morte del Presidente Sen. Tommaso Morlino. Infatti lo incontrammo per le scale e si salutò col Grande Uff. Adriano Colombo che mi presentò.
 
Il Piano di studi del corso era il seguente:
  1. Antropologia culturale
  2. Diritto privato
  3. Diritto pubblico
  4. Psicologia dell’Età evolutiva
  5. Etica sociale
  6. Metodologia del servizio sociale I
  7. Pedagogia sociale
  8. Diritto amministrativo
  9. Legislazione minorile e Diritto penale
  10. Medicina sociale e del lavoro
  11. Metodologia del servizio sociale II
  12. Economia politica e Politica economica
  13. Sociologia
  14. Psicologia sociale
  15. Ricerca sociale applicata I
  16. Diritto e Legislazione regionale
  17. Teorizzazione del tirocinio I
  18. Metodologia del servizio sociale III
  19. Psicopatologia
  20. Ricerca sociale applicata II
  21. Neuropsichiatria e Assistenza psichiatrica
  22. Diritto del lavoro e Legislazione sociale
  23. Teorizzazione del tirocinio II.
1984:giovedì 25 ottobre ritorna alla Casa del Padre l'amico carissimo Comm.Ernesto Tempia(Biella,21 giugno 1921),brillante giornalista,corrispondente da Biella de "L'Osservatore Romano".Avevo conosciuto Tempia nel 1970 grazie ad un altro grande amico,il napoletano Comm. Mario Langella(Sacrista del Duomo, promotore in Italia dell'Associazione dei Sacristi,sul modello tedesco, primo passo per il riconoscimento giuridico con le conseguenti ricadute economiche, previdenziali e mutualistiche). Devo molto a Ernesto Tempia.Nell' ottobre 1974 mi propose di sostituirlo come corrispondente da Biella del quotidiano milanese del pomeriggio "La Notte",diretto dal grande Nino Nutrizio.La mia collaborazione a quel quotidiano durò esattamente 10 anni, fino all'ottobre 1984. Nel 1976,insieme con Mario Langella, mi propose al novarese On.Prof.Alessandro Giordano per formalizzare la proposta di Cavaliere OMRI,che regolarmente mi fu conferito. Durante tutto il 1976 mi fu molto vicino per la costituzione dell'Università popolare a Biella,da me promossa, e ne fu socio fondatore, appoggiandomi, insieme con Vittorio Giovannacci e Diego Pozzi contro i primi assalti alla diligenza.Nel 1981:mi segnalò all'On.Dr.Rolando Picchioni,allora Sottosegretario al Ministero dei Beni culturali e ambientali per formalizzare la proposta a Commendatore OMRI:l'onorificenza fu conferita con DPR del 2 giugno 1982.In novembre organizzò una bella serata in ristorante, a Salussola,con l'intervento del Sottosegretario che mi consegnò l'onorificenza.Poi si ammalò e fu un lungo calvario conclusosi il 25 ottobre 1984. Ricordo che andai a trovarlo sia a casa,a Chiavazza,sia in ospedale,accompagnato dal fraterno amico Edmondo Tisanna,e lui espresse la sua contentezza rivolgendosi all'adorata mamma:"Mamma,vedi,i miei cari amici!".Tempia in precedenza aveva lavorato come redattore del quotidiano "La Gazzetta del Popolo" di Torino ed aveva anche fatto parte della Segreteria particolare del Ministro del lavoro,il giornalista e sindacalista On. Carlo Donat-Cattin.Gli va dato atto che in data 24 luglio 1981 fu tra coloro che nello studio del Notaio Piero Barbera di Biella sorroscrissero l'Atto fondativo dell'Associazione denominata "Fondo di solidarietà Edo Tempia per la lotta contro i tumori",promosso dall'omonimo Elvo Tempia Valenta,già parlamentare della Repubblica.Oggigiorno nessuno se ne ricorda più e i giovanni addirittura ignorano chi sia stato Ernesto Tempia!
 
 
1985: proposi al Consiglio di amministrazione dell'Università popolare di istituire un Corso di Informatica, fondamentale e indispensabile nella società contemporanea. Trovai la solita stolida opposizione e dovetti spiegare, da informatico qual ero diventato, l’importanza fondamentale di questa disciplina nella vita quotidiana. Dopo inutili quanto accese discussioni, portate avanti da chi non aveva mai visto e usato un PC, la proposta fu accolta e l’UP di Biella ebbe così il suo primo corso di Informatica. (Anni dopo proposi lo sdoppiamento dei corsi di informatica, affidati a più docenti, incontrando la solita opposizione che verrà superata da una delibera del Consiglio: sei contro uno!).
 
1985: a luglio il Direttore della Scuola Superiore di Servizio Sociale dell'ANSI di Biella, Fratel Giovannino (delle Scuole Cristiane, al secolo dr.prof.Carlo Verri, 1902-1995) mi pregò di scrivere un articolo sulla Scuola che a dicembre avrebbe cessato l'attività. Mi mise a disposizione un copioso materiale d'archivio che portai a casa ed esaminai attentamente. Ne venne fuori un lungo articolo rievocativo di otto pagine, corredato da otto fotografie, che pubblicai in ottobre sul N.61 della mia rivista culturale, "Panorama Biellese". Per me fu un privilegio essere stato scelto a rievocare l'attività didattica della Scuola, sia sotto il profilo storico sia sotto quello organizzativo, ma fu anche una grande amarezza, perchè la Scuola, che tanto amavamo, chiudeva per sempre. Perchè la Scuola chiuse i battenti? Per mancanza di coraggio. La legge prescriveva che questo tipo di formazione culturale e professionale dovesse essere erogata unicamente dall'Università. Giusto! Bastava stipulare una convenzione con l'Università Cattolica di Milano e inserire le numerose scuola ANSI, sparse in diverse regioni italiane, nelle Facoltà universitarie dell'Università Cattolica (Giurisprudenza, Medicina, Scienze politiche). Invece si preferì disperdere un notevole patrimonio culturale, didattico, professionale, maturato in 15 anni di attività. Giovedì 19 dicembre furono discusse le ultime tesi di Diploma (a giugno vi era già stata un'altra sessione di esami di diploma). Così tutte le allieve si diplomarono e a noi restò solo un caro ricordo del bene che avevamo fatto. Rividi Fratel Giovannino, il Direttore, nel giugno 1995. Venne a Biella, e fummo tutti insieme a pranzo: c'erano quasi tutti i docenti della Scuola, il Presidente provinciale ANSI, Vittorio Caprio. Passammo un pomeriggio indimenticabile. Ebbi l'onore di sedermi alla sinistra del Direttore che mi voleva bene (come aveva voluto bene ai miei ragazzi) e col quale mi ero sentito diverse volte per telefono i quegli anni e, anzi, ero ricorso a lui anche per qualche consiglio. Nulla presagii. Il 2 settembre ritornò alla Casa del Padre. In seguito seppi che aveva fortemente voluto quell'incontro conviviale a Biella con i docenti della sua Scuola, perchè già sapeva che doveva andar via. Caro, Carissimo Fratel Giovannino, ricordo che avesti fiducia in me e mi affidasti ben tre insegnamenti (Pensiero sociologico,Etica sociale,Sociologia generale). Eri sempre affettuoso e sorridente, sempre pronto a sdrammatizzare, a dire una parola buona e confortante. Eri un santo tra noi, poveri peccatori. Dicevi che avresti pensato a noi anche "dopo". Ne sono certo.
 
 
 
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       (Archivio Italo Zamprotta)
 
1985: con una lunga e tenace azione riuscii a fare inserire l’Università popolare di Biella tra quelle riconosciute dal Ministero dei Beni culturali e ambientali. Infatti con nota ministeriale n.13920 del 19 ottobre 1984 erano già state riconosciute la CNUPI, Napoli e Roma. La mia insistenza, anche polemica riuscì a smuovere il Presidente nazionale Prof. Ottavio Ferulano  (vedi qui sotto la foto di sabato 2 luglio 1983 scattata da Luigi Zamprotta a Milano) e il Ministero aggiunse (con nota successiva n. 5379 del 2 aprile 1985) anche le UU.PP. di Biella, Milano, Ragusa e Siena!  In tal modo l'Università popolare di Biella diventò un Istituto di Cultura Generale. A questo inserimento seguì anche l'iscrizione nell’ Anagrafe nazionale delle ricerche, sempre presso il medesimo Ministero: si tratta di conquiste sul campo, incomprensibili per chi non le ha vissute in prima persona!
 
Milano,2 luglio 1983. Il Presidente CNUPI,prof.Ottavio Ferulano
(foto di Luigi Zamprotta - Archivio Italo Zamprotta)

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1986: il 21/22 febbraio fui a Napoli, accompagnato dal Presidente dell' Università popolare, Ugo Canepa, alla “Ia Giornata europea di studio”, organizzata dalla CNUPI, con la partecipazione del Consiglio d’Europa di Strasburgo. Tenni una relazione ("Risultati di un'esperienza di azione di volontariato sociale nell'educazione permanente degli adulti: l'Università popolare di Biella") che fu pubblicata negli Atti del Convegno “Volontariato e società moderna” (

vedi foto e programma dell’ avvenimento), organizzato dall' Amministrazione Provinciale di Napoli in collaborazione con la CNUPI e l' ASVI - Associazione Servizio Volontario Italiano, a Villa Pignatelli di Napoli, ed editati dalla Provincia di Napoli insieme alla CNUPI. La mia relazione sarà integralmente pubblicata in appendice al volume "Università popolare di Biella. Ieri e oggi (1902-1986)", Libreria Vittorio Giovannacci, Biella, 1986, pp.194-198. Purtroppo tutti gli Atti del Convegno napoletano, di cui ebbi una copia, non risultano catalogati in nessuna Biblioteca: si vede che il Fondatore della CNUPI aveva altro a cui pensare! (E poi sul sito della CNUPI parlano di Ottavio Ferulano come di un deus ex machina, senza il quale nulla si sarebbe fatto!).

 
 
 
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Napoli, 21-22 febbraio 1986. Italo Zamprotta durante il suo intervento alla 1a Giornata Europea di studio delle UU.PP.
Sono visibili Danilo Disoteo, UP Milano, e Ottavio Ferulano, Presidente CNUPI - (Archivio Italo Zamprotta)

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Napoli, 21-22 febbraio 1986.Programma Ia Giornata Europea di Studio - (Archivio Italo Zamprotta)
 
La copertina degli Atti della 1a Giornata Europea,pubblicati dall'Ammnistrazione propvinciale di Napoli(contenente anche il mio intercvento) - (Archivio Italo Zamprotta)
 
1986: il 28 aprile ritornò a Biella mio nipote Nicola, in qualità di Sessuologo, allora Consulente del Consultorio Familiare della USSL (Unità Socio-Sanitaria Locale) n.39 di Napoli, per una conferenza sul tema: "Controllo della fertilità nell'adolescenza: metodiche contraccettive meccaniche o ormonali?". Applausi e solita valanga di domande. In quel periodo Nicola, chiuso professionalmente a Napoli per l'Ostetricia-ginecologia, optò prima per la specializzazione in Cardiologia e malattie dei vasi; in seguito vinse un concorso per Assistente ordinario di Neurochirurgia pediatrica all' Ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove eserciterà per circa 12 anni conseguendo anche la specializzazione in Neurologia e passando, infine, come Dirigente di struttura di Neurologia all' Ospedale S.Gennaro di Napoli.
 
1986: il 18 maggio, domenica di Pentecoste, nella Cattedrale di S.Stefano, mio figlio Lorenzo ricevette la S.Cresima dal Vicario Generale della Diocesi, Mons. Fernando Marchi. Padrino l'amico Prof. Edmondo Tisanna. Numerose fotografie nell' album di famiglia. A differenza del padrino di battesimo, questo padrino si interessò sempre del figlioccio Lorenzo.
 
1986: per il 21 giugno organizzai a Biella, per la CNUPI, la IIIa Giornata europea di studio (la IIa si era tenuta a Treviglio e vi avevo partecipato col Presidente Canepa e il vice Presidente Di Nardi) sul tema “Cultura funzionale ed educazione permanente”, con la partecipazione del Ministero dei Beni culturali. Membro Comitato organizzatore e del Comitato scientifico, presentai una relazione ("Il volontariato nelle attività di educazione permanente”). In quella occasione fu presentato il volume "Università popolare di Biella, ieri e oggi: 1902-1986", pubblicato dalla Libreria  Giovannacci, che riporta i dieci anni di attività dell’Università popolare, scritto a quattro mani da Riccardo Rabaglio (direttore coordinatore dei corsi) e Italo Zamprotta . Questo volume è il risultato della lunga e proficua collaborazione tra i due amministratori, cessata nel 1997 con la loro amicizia (vedi qui di seguito foto dell’avvenimento, frontespizio del volume e programma).
 
 

Il volume di Rabaglio e Zamprotta pubblicato dall'Università popolare di Biella nel 1986.

(fu giudicato "prezioso" dal sen.prof.Giovanni Spadolini) - (Biblioteca Italo Zamprotta)

 

Biella, 21 giugno 1986, il programma della manifestazione - (Archivio Italo Zamprotta)
 
 
Biella, 21 giugno 1986, Giornata Europea di studio sul tema "Cultura funzionale ed educazione permanente"
Da sinistra,il Presidente dell'UP,Ugo Canepa,il Presidente onorario,Diego Pozzi,il Prefetto di Vercelli,Sergio Vitiello,il Presidente CNUPI,
Ottavio Ferulano,il Direttore generale del Ministero dei Beni culturali,Maurizio Bonocore Caccialupi - (Archivio Italo Zamprotta)

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1986:in novembre feci applicare all'apparecchio televisivo il Televideo, che da allora divenne un giornale quotidiano per la nostra famiglia, ampiamente consultato. In seguito, captando France2, sarà consultato anche il Teletext francese.
 
1986/87: in questo anno scolastico mio figlio Lorenzo partecipò con profitto al Corso di Educazione ed Infortunistica stradale, organizzato presso la sua Scuola media statale "G.Schiaparelli", dalla Provincia di Vercelli, che gli rilasciò l'apposito attestato.

 

1987: in qualità di socio ordinario della SIE (Società Italiana di Ergonomia), riuscii a fare ottenere il patrocinio anche di questa Società scientifica al Corso di educazione alla sicurezza. In quell'anno feci dotare l’Università popolare di strumenti informatici sia per la Segreteria generale sia per la Direzione dei corsi, con l’acquisto di un PCW 9512 Amstrad e di un PC M240 Olivetti. Fu invitato l’ Ing. Carlo Mosca, titolare della CSA di Santhià e rappresentante dell’ Istituto Europeo di Informatica di Milano, per istruire gli addetti all’uso dei programmi di videoscrittura. In tal modo fu modernizzato tutto il lavoro organizzativo, amministrativo e contabile dell'Università popolare.
 
1987: sabato 6 giugno iniziai la mia collaborazione didattica con l'Università popolare di Milano,  con la quale ormai collaboravo da ben sei anni. Fui invitato a parlare di un argomento biblico-religioso-filosofico da me proposto:"L'anima è mortale o immortale?". La mia esposizione piacque ai soci di quella Università popolare e, pertanto, fui invitato a tenere un corso di Storia delle religioni, che poi raccolsi in volume "Viaggio nel mondo delle religioni" (1987), una edizione per l'Università popolare di Milano ed una per quella di Biella (1991). Alcune volte mi accompagnò a Milano il nostro Tesoriere, il Grande Uff. Adriano Colombo (Presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori - MCL), il quale potè personalmente constatare il successo delle mie lezioni. Debbo la mia annuale collaborazione a quella Università popolare all' amico Danilo Disoteo, che ne era il vice Presidente vicario e l'anima organizzativa. Il Presidente, lo scrittore Guido Lopez, un caro amico, era troppo assorbito dal suo lavoro e dal suo girovagare per conferenze, presentazioni, mostre, ecc.in Italia e all'estero. Da ricordare che Guido Lopez, critico teatrale e scrittore, era figlio di Sabatino Lopez, grande critico teatrale, giornalista, romanziere, commediografo, di livello internazionale. Sabatino Lopez era stato Presidente dell'Università popolare di Milano.
 
1987: il 30 giugno Lorenzo conseguì la Licenza di Scuola media. Acquistammo la Stampante Amstrad DMP 4000, collegata al PC Amstrad 1640 (trattasi del terzo PC acquistato per uso domestico, succeduto al Prodest 128 Olivetti), per consentire ai due fratelli di utilizzare al meglio le risorse informatiche in dotazione e le capacità del software.
 
1987: in quell'anno accademico lasciai l'insegnamento di Storia della sociologia per iniziare quello di Storia delle religioni, richiesto da un nutrito gruppo di allievi con una lettera al Consiglio di amministrazione. Si trattò anche di una scelta meditata, giunta al termine di una lunga riflessione: la sociologia, scienza umana, si contrappone all'Eternità di Dio e al suo Piano per l'umanità. E' utile studiarla e conoscerla per poter efficacemente contrastare quanti se ne servono per disegnare gli assetti della società secondo ben precisi intendimenti.
 
1987: da settembre ospitai per cinque mesi mia suocera, amabile e cara persona, a me molto affezionata, non completamente autosufficiente. Nel febbraio 1988: accompagnato da mio figlio Luigi, la riportammo a Napoli in treno, perchè quel soggiorno rischiava di minare irreparabilmente la salute fisica di mia moglie Maria (già affetta da diverse patologie invalidanti), che al lavoro domestico doveva aggiungere quello esterno. Da allora i rapporti con i suoi familiari si guastarono irrimediabilmente, perchè ritenevano di avere risolto il "problema madre".
 
1987: il 24 settembre ricevetti comunicazione dalla SIE (vedi foto) della concessione del Patrocinio al mio Corso di "Educazione alla sicurezza",in cui venivano trattate tutte le problematiche tecniche,sanitarie,psicosociologiche dell'ambiente di lavoro e i relativi aspetti prevenzionali. La SIE - Società Italiana di Ergonomia, con sede centrale a Milano, era allora presieduta dal prof.dr.Antonio Grieco (salernitano,1931-2003),Direttore della Clinica del lavoro Luigi Devoto dell'Università degli studi di Milano,in cui era anche docente ordinario di  Medicina preventiva dei lavoratori,della cui amicizia e stima sono ancor oggi onorato;e faceva parte dell' IEA - International Ergonomics Association. Nel nostro corso era trattata anche l'Ergonomia dal prof.Renzo Brolis.Va rilevato che per questo corso dagli inzi degli anni '80 avevo chiesto ed ottenuto il patrocinio ache della SISA - Società Italiana di Scienze Ambientali di Milano, che faceva capo al prof.dr.Roberto Gualtierotti (mantovano,1921-2010), fondatore del Centro di Ricerche di Bioclimatologia Medica dell’Università di Milano, nel 1969 ,e Direttore della Scuola di Specializzazione in Idrologia medica dell'Università degli studi di Milano. Si tratta di due grandi uomini di scienza che hanno dato molto all'Italia ed alla scienza e che apprezzarono molto il lavoro di educazione permanente degli adulti svolto dall'Università popolare e si compiacquero per il corso di educazione alla sicurezza da me ideato e realizzato.
prof.Roberto Gualtierotti durante una conferenza a Biella - (Archivio Italo Zamprotta)

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Lettera del prof.Antonio Grieco - (Archivio Italo Zamprotta)
 
1987/97: è il periodo della mia collaborazione didattica con l’ Università popolare di Milano, - antica e gloriosa istituzione culturale italiana (fondata l'8 aprile 1900 dallo scultore e pittore Ettore Ferrari(1845-1929, Gran Maestro della Massoneria dal 1904 al 1917), inaugurata da Gabriele D'Annunzio il marzo 1901), con conferenze e cicli di lezioni di Antropologia culturale e Storia delle religioni, Scienze bibliche - fu per me motivo di orgoglio e soddisfazione, perché potei divulgare ad un diverso e più vasto pubblico le “scoperte” bibliche che avevo fatto studiando con l’Ambassador University di Pasadena (California).
A questo punto va però rilevato, per chi non ne sia a conoscenza, che il vasto movimento delle Università popolari italiane si attivò dal 1900 in avanti, sulla scia di quelle anglosassoni, grazie ad "illuminati" spiriti massonici che si avvalsero dell'aiuto dei repubblicani e dei socialisti. Per questo motivo furono invisi alcuni sacerdoti, come il prof. don Antonio Simonetti (Mongrando, 21.10.1869 - Biella, 16.10.1907) che parteciparono attivamente all'opera di istruzione e di aggiornamento delle Università popolari italiane. don Antonio Simonetti fu consigliere comunale e membro centrale attivo dell' Opera dei Congressi. Del suo amico don Antonio Simonetti  e dell'Università popolare parla  il padre barnabita-scrittore-sociologo Giovanni Semeria (1867-1931,Servo di Dio) a p.224 di un suo testo del 1906, Pei sentieri fioriti dell'arte:spigolature, F.Poustet, Roma (consulta la mia bibliografia alla voce Università popolare sull'enciclopedia libera Wikipedia). Don Simonetti fu anche amico del grande sociologo biellese, il prof. don Alessandro Cantono (Ronco Biellese,1874 - Torino, 1959), figura conosciuta a Biella soltanto da pochi addetti ai lavori, ma degna di ben altri riconoscimenti, ma a Biella, e non solo a Biella, si usa così! Di Alessandro Cantono mi sento in dovere di ricordare un'opera che riguarda le università popolari: Le universita popolari e la democrazia,con prefazione di Romolo Murri, Societa italiana cattolica di cultura, Roma, 1902: si tratta di un manualetto di 59 pp., inserito nella Piccola biblioteca della Cultura sociale.  Già due anni prima, nel 1900 il Cantono aveva pubblicato un opuscoletto di appena 14 pp., intitolato "Le università popolari", sempre presso la Societa italiana cattolica di cultura. Possiamo pertanto considerarlo uno dei padri fondatori dell'educazione popolare e permanente degli adulti in Italia, ingiustamente dimenticato da tutti gli addetti ai lavori, compresi i preti.
 

1988: il numero di ottobre del “Notiziario culturale” dell’ Università popolare Sestrese (fondata nel 1907 a Genova-Sestri) pubblica una lusinghiera recensione del volume di Rabaglio e Zamprotta (Biella, 1986), firmata dal dott. Silvano Motti, vice Presidente dell’ UPS (e attuale Presidente).

 
1988:venerdì 9 settembre nella notte mancò un collega e amico carissimo,il dott.Giovanni Maggio.Aveva soltanto 41 anni.Responsabile del Centro medico-legale della Sede INAIL di Biella,il dottor Maggio,specialista in medicina legale,in medicina del lavoro e in diritto sanitario,era in procinto di diventare Primario medico-legale e gli si prospettava una brillante carriera professionale.Aveva collaborato con me per i corsi di Scienze della Sicurezza del lavoro all'Università popolare ed era intervenuto con comunicazioni personali e collettive in diversi congressi scientifici.Lasciò la moglie Lucia,insegnante,e i figli Francesco e Paolo di 10 e 7 anni.Lasciò anche un grande vuoto nelle mie amicizie. 
 
1988: il 14 dicembre il prof.avv.Salvatore Farina, ormai 88enne, mi scrisse una cara lettera che conservo gelosamente e che allego in appendice 5. Egli esprimeva un benevolo giudizio sulle mie pubblicazioni che periodicamente gli inviavo per tenerlo al corrente della mia attività didattica, educativa e manageriale nell'ambito delle Università popolari. Quella lettera fu per me un grande riconoscimento, perchè proveniva da un uomo che aveva dedicato la sua vita prima all'insegnamento, poi all'attività forense davanti ai tribunali ecclesiastico, e infine alla promozione dell'educazione degli adulti a livello internazionale, essendo anche un esperto di legislazioni estere e diritti comparati. Anch'egli è inserito, con voce apposita, nell'elenco dei miei maestri ed educatori.
 
1989:il 13 giugno se ne andò il Presidente onorario dell'Università popolare, il prof. dr.Diego Pozzi, 80enne, che ne era stato il primo Presidente. Amico fraterno e carissimo, insieme con la moglie Marzia Barbera aveva benvoluto anche mia moglie e i miei figli.
Il 6 agosto muore mio suocero, Domenico, 81enne, e ci recammo a Napoli per l'estremo saluto alla salma che fu sepolta nell' Arciconfraternita di Maria SS. della Mercede nel cimitero Nuovissimo di Poggioreale a Napoli. Mia suocera Concetta rimase sola nella casa di Capodimonte, accudita da badanti italiane e dal figlio Giovanni abitante a qualche km di distanza. A questo punto debbo dire che questo stato di cose durò per ben dieci anni. Dieci anni di solitudine per la mia povera suocera. Se fossimo stati residenti a Napoli o in Campania, le avremmo fatto compagnia noi o, al limite, l'avremmo ripresa con noi. Nessuno dei due figli, colà residenti, ebbero il coraggio di farlo. E i nipoti, colà residenti, non sentirono mai il dovere di farle compagnia: le eccezioni, a quanto affermo, confermano la regola della solitudine.
 
prof.Diego Pozzi (1908-1989), Presidente dell'UP di Biella dal 1976 al 1979 e po Presidente onorario fino alla data del decesso.Già Preside del Liceo classico di Biella.
Qui sopra anche in compagnia della consorte,sig.ra Marzia Barbera,al compleanno dei miei figli nel 1977 - (Archivio Italo Zamprotta)

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1989:a luglio mio figlio Luigi  conseguì il Diploma di Maturità artistica presso il Liceo artistico "Lorenzo Delleani" di Biella.All'esame presentò anche una tesina interdisciplinare (italiano - storia dell'arte - architettura) intitolata:"Le isolate intuizioni futuriste di Antonio Sant'Elia nel contesto culturale del primo Novecento". Negli ultimi due anni del Liceo artistico partecipò, con esito positivo, al concorso per l'attribuzione di borse di studio,bandito dall'Inail per i figli dei dipendenti.In febbraio ebbe in regalo la sua prima autovettura, una Fiat Ritmo 105,acquistata di seconda mano grazie ad un'occasione.In settembre si iscrisse al Corso di Tecnico di Processo presso l'Istituto IAL-CISL di Novara che frequenterà fino alla fine di giugno 1990.(La tesina interdisciplinare è consultabile presso la Biblioteca e Centro di Documentazione della Camera del lavoro di Biella).
 
Copertina della Tesina di Maturità artistica
 
1989:a dicembre,al termine del Congresso provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori-MCL,in cui fu riconfermato alla presidenza l'amico Adriano Colombo,il nuovo Consiglio direttivo MCL mi riconfermò Coordinatore del Centro studi (incarico confertitomi già nel 1980,che mantenni per diversi anni).In quella veste promossi la pubblicazione di un Bollettino periodico,intitolato Notiziario MCL,in cui venivano riportate non solo notizie sindacali e previdenziali,ma anche riflessioni cristiane di teologia del lavoro.
 
1990: Luigi conseguì,il 29 giugno, l'attestato di qualifica professionale, specializzazione Tecnico di Processo, rilasciato dalla Regione Piemonte dopo 1200 ore di corso e uno stage mensile presso la Roj Electrotex (Biella), azienda all'avanguardia nel settore dell'automazione industriale tessile,discutendo la tesi "Influenza del CAD/CAM sull'organizzazione del lavoro",con valutazione 87/100 (2° classificato del suo corso).Fu ammesso al 2° anno del corso quadriennale a distanza di Maiîtrise (Laurea) in Sciences Appliquées - Informatique presso l' Institut d' Etudes Supérieures di Bruxelles previo riconoscimento degli esami sostenuti a Novara.(La tesi è consultabile presso la Biblioteca e Centro di documentazione della Camera del lavoro di Biella). Gli regalammo una videocamera Grundig.
 
 
Questa è la copertina della tesi di Tecnico di Processo,Novara,1990
 
1990:durante le mie ferie annuali a Napoli decidemmo di incontrarci, tra fratelli, a casa di uno di noi, Enrico, residente a Scauri di Minturno, la terra natìa di nostra madre. Fummo presenti, il 7 agosto, quattro di noi, compresa nostra sorella Grazia. Mio figlio Luigi scattò numerose fotografie conservate negli album di famiglia. A tutti furono inviate copie ricordo delle fotografie di quella giornata. Si tratta di una data storica, perchè è stato sempre impossibile trovarci tutti i fratelli insieme (eccetto quando morì nostra madre e il mese dopo per l'anniversario della trigesima).
 
1990: quest'anno si chiuse per me con un'altra penosa e squallida vicenda che vale la pena riassumere succintamente.Il 5 febbraio di quell'anno ricevetti una lettera con la risposta dell'on.prof.Alessandro Giordano di Novara (Responsabile nazionale del Settore Scuola della Democrazia Cristiana)ad un mio preciso quesito:"Quali discipline posso insegnare in una università statale, dopo avere insegnato per dieci anni nell'Istituto Superiore di Servizio Sociale dell'ANSI di Biella?".L'On.Prof.Giordano, dopo avere assunto le dovute informazioni presso chi di dovere, mi rispose che potevo presentare domanda per l'insegnamento di due materie:1.Metodi e Tecniche del Servizio sociale; 2.Principi e Metodi dei Servizi sociali (la letttera è conservata nel mio archivio).Poichè la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino aveva attivato la laurea triennale di Servizio sociale anche a Novara e a Cuneo, presentai domanda per poter insegnare presso la sede di Novara. Dopo qualche tempo ricevetti, inopinatamente, una telefonata in ufficio (non a casa!) dal Direttore del corso di laurea in Servizio sociale, il quale mi chiese a bruciapelo se avevo mai svolto l'attività professionale di Assistente sociale. Lì per lì, di punto in bianco, e preso alla sprovvista, risposi che, essendo un pubblico funzionario, non potevo svolgere due attività professionali. Mi fu risposto che allora non poteva essere accolta la mia domanda di insegnamento nel corso di laurea di Servizio sociale. In seguito cercai di riparare e chiesi un colloquio ad un'autorità accademica dell'Università di Torino, dove mi recai giovedì 20 dicembre varcando la soglia di Palazzo Nuovo a via S.Ottavio. Trovai un mercato, una specie di kasbah, dove non si capiva nulla. Alla fine mi decisi a chiedere informazioni ad un vecchio signore, che mi fece strada e col quale presi l'ascensore. In ascensore sbottai:"E questa sarebbe l'università? Mi sembra piuttosto un mercato!". Il vecchio signore confermò:"Si, ha ragione, è proprio un mercato!". Uscendo dall'ascensore gli chiesi dl indicarmi l'ufficio del Prof. XY e mi rispose:"Sono io". Infatti era proprio l'Autorità accademica con cui avevo appuntamento.Parlai con lui un paio di ore e mi spiegò come funzionavano le cose in quell'ambiente. Ero stato messo elegantemente da parte, perchè non ero un "compagno" e non ero nemmeno un "confratello" o un "baciapile" cattolico. E il professore non sapeva che i primi mi avevano messo, tanti anni prima, nel loro libro rosso/nero;e i secondi,avendo avuto da me ben quattro rifiuti,nel periodo 1980/82,avevano certamente pensato di farmela pagare cara.Così dovetti abbandonare le mie legittime aspirazioni di riprendere l'insegnamento universitario(che avevo disimpegnato egregiamente nel periodo 1975-85 a Biella, come sopra ricordato).
 
A distanza di anni(scrivo oggi giovedì 17 gennaio 2008,giorno della mancata Lectio magistralis del Papa Benedetto XVI all'Università La Sapienza di Roma), vedendo com'è ridotta l'università italiana, ringrazio il Signore di avermi evitato di finire in un simile squallido calderone dove l'ignoranza crassa si mescola all'intolleranza, alla violenza, alla prepotenza, dove didattica e ricerca sono relegate nell'angolo come cenerentole, dove sono accolti in trionfo e attentamente ascoltati ex terroristi e brigatisti ovvero pseudosindacalisti e politicanti, cantautori, showmen, ma dove non c'è posto per un grande teologo, grande professore tedesco (quelli si che sanno studiare e insegnare!), diventato Papa col nome di Benedetto XVI, il prof. Joseph Ratzinger, che fu amico del mio Maestro, l'Abate mons.prof.Giuseppe Morelli di Napoli.
 
1990/92: in questo biennio fui membro del Forum informatico biellese, appena istituito presso l’Unione degli industriali biellesi: esperienza molto istruttiva per conoscere certi ambienti e certi personaggi!
 
1991:Il 27 agosto il mio primogenito, Luigi, partì per il servizio di leva militare.Raggiunse Diano Castello,dove lo attendeva il periodo di addestramento delle reclute,ma il corso delle cose doveva essere ben altro.Infatti,come sapemmo due giorni dopo,dopo diverse ore di treno, stanco del viaggio,arrivò in caserma e fu subito messo in riga sotto il sole d'agosto per un bel pezzo.Il risultato fu un'insolazione.Mio figlio svenne e fu ricoverato all' Ospedale civile di Imperia.Lì, al Pronto soccorso,i medici non credevano ai propri occhi quando gli misurarono la pressione arteriosa: 220 la massima e 120 la minima! Fu ricoverato per diversi giorni. Nessuno della caserma si fece vivo.Telefonai al comandante,Ten.Col.Cazzato(nomen omen?),che minimizzò.In seguito,accompagnato da mio nipote Sandro,medico-oculista a Biella,mi recai in quella caserma,dove vigeva una particolare liturgia all'ingresso,che ricordava più i film americani dei marines che la nostra tradizione militare. Meglio sorvolare.Luigi fu anche ricoverato all' Ospedale militare di Genova,dove andammo a trovarlo tutti di famiglia,accompagnati sempre da Sandro e dalla sua consorte Annamaria.Lo trovammo imbottito di tranquillanti.Non mi sembrava vero.Da Diano Castello,al termine del periodo di addestramento, raggiunse Torino, Brigata Meccanizzata "Cremona", dove fu assegnato al Reparto Comando Trasmissioni, dopo un breve periodo di controllo all' Ospedale militare di Torino. In ufficio dimostrò le sue capacità aggiustando numerose stampanti e PC utilizzati in maniera anomala. Prima che terminasse il servizio  militare gli comunicarono che intendevano allungargli il periodo di leva aggiungendogli i giorni trascorsi in Ospedale militare (per colpa loro!).Invece il regolamento prescriveva che,presentando apposita domanda,si potesse terminare il periodo di leva nei tempi previsti. Non fu possibile ottenere ciò in maniera normale. Pertanto, fui costretto a rivolgermi, con una lettera, al Comandante della Regione Militare Nord-Ovest,Gen. di C.d'A. Bonifazio Incisa di Camerana. Questi intervenne velocemente.Era stato invitato proprio in quei giorni in quella caserma di Torino,dove era stato anni prima comandante di Brigata, alla festa delle Trasmissioni. Dopo le cerimonia chiese ai diversi comandanti di seguirlo in un locale;e tutti pensarono ad eventuali elogi per l'organizzazione.Appena dentro, si scatenò il finimondo.Un militare di guardia nei pressi ebbe a dire che gli sembrò che se ne stesse cadendo il soffitto! Il Gen. Camerana si mise a gridare come un ossesso rimproverando generali e colonnelli per la gestione superficiale della domanda presentata dal Trasmettitore Luigi Zamprotta e ordinando che si desse subito risposta positiva alla domanda.Mi spiacque per questo epilogo poco simpatico,ma ci avevano costretto.Telefonai a un Tenente Colonnello(che avevo conosciuto durante una precedente visita)per chiarire fatti e circostanze.Così Luigi potè ritornare a casa il 27 agosto 1992.Debbo precisare che poco tempo dopo il Generale Bonifazio Incisa di Camerana fu nominato Capo di stato maggiore dell'Esercito.Va rilevato che durante la permanenza a Torino Luigi sovente visitò lo zio Donato Zamprotta, rimasto vedovo nel novembre 1991.Per quel periodo mi corre l'obbligo di ricordare il Genarale di Divisione Pietro Musicò di Torino,che fu di aiuto a Luigi,anche attraverso il figlio,allora Capitano della Brigata.
 

1991: per il s.Natale ebbi una bella soddisfazione.Uno dei  più grandi biblisti italiani, il Padre Gianfranco Ravasi,Prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano e Docente di Esegesi biblica nella Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale,a Milano,rispondendo ai miei auguri mi inviò il biglietto che segue,che mi riempì si soddisfazione,perchè mi ringraziò di una indicazione che gli avevo fornito a proposito della figura retorica del parallelismo semitico,di cui aveva parlato durante una sua lezione di Esegesi biblica durante la trasmissione televisiva "le frontiere dello spirito" in onda su Canale5,che lui curava dal 1988.

 

il biglietto augurale e il prof. don Gianfranco Ravasi - (Archivio Italo Zamprotta)

 
1992: il 2 giugno fui nominato Grande Ufficiale dell’OMRI a seguito di proposta del deputato torinese on.Giuseppe Botta, (Sottosegretario ai Lavori Pubblici)che mi propose al Ministro dei Beni culturali ad interim,Giulio Andreotti,Presidente del Consiglio(consulta il sito del Quirinale  http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=199479). 
 
1992: a luglio mio figlio Lorenzo conseguì il Diploma di Maturità scientifica presso il Liceo scientifico "Amedeo Avogadro" di Biella. Si iscrisse all' Università di Torino, al Corso di laurea in Fisica. Fin dalla terza classe della scuola media inferiore e per tutto l'arco dei cinque anni del Liceo scientifico mio figlio Lorenzo riuscì ad ottenere la borsa di studio annuale messa a concorso dall' INAIL tra gli studenti figli dei dipendenti.
 
1992: il 26 settembre, nel salone dell’ Unione industriali di Biella fu presentato il volume “Introduzione culturale allo studio delle nuove tecnologie”, editato dalla Libreria Giovannaccidi Biella, da me curato, con contributi di altri studiosi, con l’intervento dell’Assessore alla Cultura e Istruzione, dr.ssa Rosalia Aglietta (vedi foto), e la presentazione da parte della dr. prof. Alessandra Re, Docente di Ergonomia all’Università di Torino. Nel volume fu inserito anche un capitolo della tesi di diploma di mio figlio Luigi ("Un'esperienza di organizzazione aziendale secondo le nuove tecnologie"), che è anche coautore del "Dizionarietto". Nel volume compare anche un contributo di mio nipote Alessandro Zamprotta, medico oculista ASL, per l'ergooftalmologia (vedi frontespizio volume e programma manifestazione).
 
                                 (Biblioteca Italo Zamprotta)                                                                                 (Archivio Italo Zamprotta)
 
1992: il 20/21 novembre organizzai a Biella il Convegno europeo “L’azione socioculturale delle istituzioni di educazione permanente degli adulti nella società europea attuale: esperienze e prospettive”, con la partecipazione del Dr. Wilhelm Bax, Direttore dell’ EBAE (European Bureau of Adult Education). Il Convegno è veramente europeo, giacchè sono presenti ben cinque relatori stranieri, tutti Rappresentanti di importanti istituzioni educative nei loro Paesi, personalmente da me contattati: una francese (Nicole Meyer, Directeur du Centre de Formation Permanente de l' Université Paris VIII - Saint-Denis, France), una inglese (Judith Summers, Chair of NIACE, Executive and Director of Learning Support at Macclesfield College Leicester, England), due tedeschi (Laura Gloyer, Docente nella Volkshochschule e all' Università di Regensburg, Germania; e Wolfgang Leumer, Deputy Director Department of International Cooperation e Rappresentante dell'Associazione tedesca per l'Educazione degli adulti), un olandese, il predetto Wilhelm Bax. I loro interventi furono tradotti in lingua italiana e offerti nella cartella consegnata a ciascun invitato al Convegno. Gli atti del Convegno furono pubblicati sul numero di dicembre della rivista “Panorama Biellese”, diretta da Italo Zamprotta, che curò personalmente tutti i dettagli della pubblicazione che proprio quel mese uscì col suo ultimo numero.
Le annate complete di "Panorama Biellese", dal 1979 al 1992, sono consultabili presso le seguenti Biblioteche:
  • Biblioteca Civica di Biella
  • Biblioteca e Centro di documentazione della Camera del lavoro di Biella,
  • Biblioteca dell'Istituto per la storia della Resistenza e della societa' contemporanea in provincia di Vercelli Cino Moscatelli - Borgosesia
  • Biblioteca Statale di Cremona
  • Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
  • Biblioteca Nazionale Braidense di Milano
  • Biblioteca Universitaria di Padova
  • Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
  • Biblioteca Civica di Vercelli
In quella occasione fu presentato al pubblico il volume, curato da Zamprotta e Rabaglio, con la prefazione del Prof. Dr. Oscar Botto (Direttore del Dipartimento di Orientalistica dell'Università degli studi di Torino) e i contributi di numerosi soci e docenti, “L’azione sociale, culturale e di educazione permanente dell’Università popolare dal 1902 al 1992”, stampato in proprio grazie al contributo finanziario della Cassa di Risparmio di Biella (vedi programma della manifestazione  frontespizio del volume e della rivista Panorama biellese).
La Città di Biella, col Sindaco Grande Uff. Luigi Petrini, ricevette i convegnisti nella Sala consiliare di Palazzo Oropa ed offre una medaglia ricordo dell'avvenimento (vedi le foto dell’avvenimento ). Il volume pubblicato è consultabile presso le seguenti Biblioteche pubbliche e private italiane:
  • Biblioteche Civiche di Biella e di Candelo;
  • Biblioteca e Centro di Documentazione della Camera del lavoro di Biella;
  • Biblioteca dell' ITIS di Biella;
  • Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino;
  • Biblioteca del CESMEO-Centro Studi Medio ed Estremo Oriente di Torino;
  • Biblioteca del Centro Documentazione Iscos Piemonte, a Torino;
  • Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università del Piemonte Orientale, Vercelli;
  • Biblioteca Nazionale Braidense di Milano;
  • Biblioteca Comunale Sormani di Milano;
  • Biblioteca Universitaria di Pavia;
  • Biblioteca Statale di Cremona;
  • Biblioteca Universitaria di Bologna;
  • Biblioteca Statale Isontina di Gorizia;
  • Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia;
  • Biblioteca Universitaria di Padova;
  • Biblioteca Universitaria di Genova; 
  • Biblioteca Estense Universitaria di Modena;
  • Biblioteca Statale di Lucca;
  • Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze;
  • Biblioteca Marucelliana di Firenze;
  • Biblioteca Nazionale Centrale di Roma;
  • Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma;
  • Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma;
  • Biblioteca Vallicelliana di Roma;
  • Biblioteca dell' Archivio di Stato di Latina;
  • Biblioteca Nazionale di Napoli.
 
                                                      (Biblioteca e Archivio Italo Zamprotta)                                                  
        Biblioteca Italo Zamprotta
 
Il volume,insieme col precedente,pubblicato nel 1986,è visibile anche nel Catalogo WorldCat,come di seguito:
 
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1992: quell’anno, per espresso e personale interessamento di Zamprotta, l’Università popolare di Biella ottenne un altro ambito riconoscimento: il Diploma di Benemerenza di 1a classe con la Medaglia d’oro al Merito della Scuola, della Cultura e dell’Arte: su proposta del torinese Sottosegretario On. Giuseppe Botta al Ministro dell’Istruzione, Rosa Russo Jervolino, il Capo dello stato, Oscar Luigi Scalfaro,  firmò il relativo Decreto, datato 15 dicembre 1992.
 
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 La Medaglia d'oro ai Benemeriti della Scuola,della Cultura e dell'Arte
 
 
E in quell'anno l'amico Danilo Disoteo mi fece conferire la Tessera di Socio d'onore dell'Università Popolare di Milano,compilata di suo pugno,che conservo gelosamente.
 
1993: dopo aver ottenuto dalla Direzione provinciale delle Poste di Vercelli la delibera per la tariffa ridotta per la spedizione delle opere editate dal'Università popolare, curai personalmente il deposito per la schedatura e catalogazione delle stesse presso la maggiori Biblioteche nazionali, universitarie, pubbliche e private italiane aderenti al SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale)dell' ICCU (Istituto Centrale del Catalogo Unico).
 
1993: il 15 settembre passò a miglior vita il prof. Edmondo Tisanna, che ritengo sia stato il mio più grande amico, e del cui affetto e amicizia mi sento ancor oggi onorato. Quanto bene volle anche ai miei figli e a mia moglie!  A lui è dedicato la Sezione 10. di questo sito.
 
1993: sabato 23 ottobre Luigi discusse la tesi di Maîtrise en Sciences appliquées-Informatique ("La qualité comme philosophie de la production. Interaction avec l'ergonomie et perspectives futures"), presso l' Institut d'Etudes Supérieures - Bruxelles, relatore il dr. prof.
 
 
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Prof. Dr.Francis Dessart, PhD,DD
 
prof. Francis Dessart, Rettore dell'Istituto, ricevendo il plauso della Commissione con la valutazione "La Plus Grande Distinction" (equivalente a 110/110 e lode). Questa tesi,inviata in duplice copia alla The International University Foundation (Independence, MO, USA, http://www.tiuonline.com/), fu recensita e pubblicata dalla TIU Press (la Casa editrice di quella Università) con ISBN 0-89698-452-9, e da questa presentata alla United States Library of Congress di Washington che la catalogò col N. 94-60267.
In quegli anni questa Università statunitense aveva importanti scambi culturali con l'Europa, l'Africa e i Paesi dell'Estremo Oriente (ad esempio, nel 1988 mise a disposizione circa 500 assegni di studio per laureandi e laureati per borse di studio e stages (vedi Repubblica, 29 gennaio 1988, p.22).
La tesi è citata anche nella Bibliografia della voce Ergonomia e nella Bibliografia della voce Qualità totale di Wikipedia, ma anche nella voce Ergonomia di Wikipedia spagnola, nella voce Ergonomie Deutsch (Literatur) di Wikipedia tedesca, e nelle voci Toyota Production System e Human Factors and Ergonomics di Wikipedia angloamericano. Il titolo accademico belga è stato riconosciuto prima in Francia come Maîtrise IUP MIAGE dalla Université Paris XII-Vale de Marne di Créteil,e poi in Italia come Laurea magistrale in Scienze dell'Informazione con DPCM-Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
 
La tesi di laurea, consultabile presso la Biblioteca e Centro di Documentazione della Camera del lavoro di Biella e presso la Biblioteca Civica Centrale di Torino.
Questa tesi, infine, è stata referenziata nella Bibliografia del programma della disciplina di Ergonomia-Diseño de puestos de Trabajo della Facultad de Ingenieria industrial de la Escuela Colombiana de Ingenieria "Julio Garavito" di Bogotà in Colombia.La bibliografia consa di 9 titoli,di cui 8 in lingua spagnola. L'unico titolo,estraneo alla lingua spagnola, è quello della tesi di Luigi (in italiano e francese).Nel gennaio 2016 è apparsa anche nella Bibliografia del seguente articolo scientifico:"Influencia de la actitud postural en la ergonomia ambiental durante la realizaciòn de las actividades fisicas del hombre", pubblicato la prima volta nel 2014 su EFDeportes.com, Revista digital, Buenos Aires, Año 19, N°195, Agosto de 2014; e una seconda volta da Podium, Revista electronica de Ciencia y Tecnologia en la Cultura Fisica, gennaio-aprile 2016, vol,11(1), con riassunto in inglese. Gli autori sono ricercatori dell'Universidad de Pinar del Rio (Cuba), Facultad de Cultura Fisica.
Trattasi di riconoscimenti di cui andare orgogliosi (vedi Bibliografia qui di seguito e anche sul web sub voce "Laboratorio de Ergonomia y condiciones de trabajo").
 
ergonomia
 
 Il Dr.John W.Johnston,PhD.Ed.D.,DD.,Chancellor della TIU
 
articoloCuba
 
(A proposito della TIU-The International University va precisato che trattasi di una Istituzione universitaria statunitense che mette a disposizione degli studenti(anche stranieri)borse di studio(cfr. "Dove cercare le borse di studio",in La Repubblica,p.22,venerdì 29 gennaio 1988).
 
Un profilo biografico e professionale di Luigi Zamprotta è delineato sul web nel sito francese offerto a tutti gli ex allievi di scuole e università francesi.Questo sito riporta anche L'arbre des Zamprotta,cioè l'albero genealogico della Famiglia Zambrotta-Zamprotta dal 1228 ad oggi,comprensivo di fotografie.Albero elaborato dopo le ricerche storico-genealogiche di Italo Zamprotta. Per la consultazione la voce da richiamare è Luigi Zamprotta,Université Paris 12. 
 
Créteil, 30 marzo 2006 - Luigi col prof.Philippe Adair,Direttore ISIAG IUP MIAGE
giorno consegna Maitrise all'Université Paris XII - Val de Marne (1 anno dopo il conseguimento)

 Foto di Lyudmyla Hadz - Copyright © Italo Zamprotta 2009 - All rights reserved

UniParisXII

Una visione in primo piano della Facoltà di Scienze economiche e gestionali dell'Université Paris XII-Val de Marne(ora UPEC),in cui opera l'ESIAG(ex ISIAG)
 
 
1993: il 26 novembre Luigi sostenne a Torino gli esami scritti orali e pratici per conseguire la Patente ordinaria di radioamatore,presso la Direzione Regionale delle Telecomunicazioni, contestualmente ottenne anche la Licenza N. 5670/TO di Operatore di Stazione di Radio amatore. rilasciata dall'Ispettorato regionale delle Poste e Telecomunicazioni del medesimo Ministero. Il successivo 24 febbraio 1995 sarà ammesso nell' ARI - Associazione Radiamatori Italiani (Ente Morale con DPR 10/01/1950, N. 368), col nominativo IK1YBO. Giova ricordare che il grande Guglielmo Marconi fu il primo Presidente dell' ARI.
 
1993: il 16 dicembre la SBP - Society of Business Practitioners di Manchester(presieduta dal Dr. prof. Brian Leonard Glaiser) mi conferì il PGDBA-PostGraduate Diploma in Business administration - Major in Information Technology,conseguito grazie al distance learning education,per la mia attività professionale nel governo e gestione dei sistemi informatici.Trattasi di un importante riconoscimento professionale,tenuto conto che la SBP è una Società professionale abilitata al rilascio di titoli professionali,accreditata sia presso il Regno Unito sia presso numerose università britanniche, statunitensi, canadesi, australiane, sudafricane, neozelandesi, cinesi, e Hong Kong (cioè tutti i Paesi di lingua inglese o dove l'inglese è lingua franca),che ne riconoscono i titoli rilasciati.Tra queste citiamo: Lancaster University, University of York, University of Glasgow, University of Cambridge Judge Institute of Management Studies (UK), University of State of New York.Di seguito l'emblema della SBP, che riporta il motto dell'Istituzione: A POSSE AD ESSE (in inglese suona: FROM POSSIBILITY TO REALITY).
 
 
Official Journal of SBP: Volume No.1, 1999 -  The Society of Business Practitioners,President Dr. Brian L.Glaiser, standing
next to Professor S W Tam (Right), President of The Open University of Hong Kong Emblema e Distintivo SBP - (Archivio Italo Zamprotta)
 
A proposito del titolo professionale di cui sopra va precisato che l'UK NARIC-National Academic Recognition Information Centre (cioè l'Agenzia Nazionale che fornisce i pareri,le consulenze e le perizie sulla validità e le equipollenze di tutti i titoli accademici e professionali) si è espresso in questi termini:"The Society's highest awards leading to a Postgraduate Diploma in Business Administration or the Graduate Diploma in Business and Management, are essentially a British professional qualification.However,in academic terms,it may be comparable to a bachelor degree standard",cioè:"Più alti riconoscimenti della Società che portano ad un diploma post-laurea in Business Administration o il diploma di specializzazione in Business e Management,sono essenzialmente di una qualifica professionale britannica.Tuttavia,in termini accademici,può essere paragonabile ad una normale laurea”.
 
1994: il 24 giugno, a seguito di una mia precisa e tenace iniziativa, il Tesoriere dell'Università popolare di Biella, Comm.Adriano Colombo, fu insignito dell'onorificenza di Grande Ufficiale dal Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, motu proprio. Si trattò di un meritato riconoscimento all'attività pluridecennale svolta dall'amico Adriano Colombo nell'ambito sindacale Cisl e anche per l'attività puntuale e perfetta di Tesoriere della nostra Istituzione culturale.
 
1994: in seguito al suggerimento del pr.prof.Francis Dessart, che conosceva la nostra produzione pubblicistica, verso la fine dell’anno inviai alcuni lavori, di scienze sociali e religiose, editati dall’Università popolare di Biella, al dr.prof.George Vaideanu, Rettore dell’ Academia Internationala Pentru Studiul Religiilor Lumii di Bucarest (Romania). Il Prof. Vaideanu è un insigne pedagogista, già Dirigente della Sezione Sviluppo Programmi scolastici, Divisione di Scienze dell’ Educazione, dei contenuti e dei metodi dell’ Educazione, Settore Educazione, UNESCO. già Segretario Generale dell’ AIEPM. Docente all' Università "Al.I.Cuza" di Iasi - Romania.
 
Si trattava di un’Accademia scientifica di recente fondazione, diretta dal grande Prof.Vaideanu (Iasi,Romania,24 giugno 1924 - 14 marzo 2014), già Segretario Generale dell’ AIEPM e della Commissione rumena all’ UNESCO,Direttore dell' Istituto di Scienze pedagogiche di Bucarest e già Professore nel Dipartimento di Pedagogia dell'Università "A.I.Cuza" di Iasi. La novella Accademia stava infatti organizzando la propria Biblioteca e gradì molto le seguenti opere che furono molto apprezzate:
  1. R.Rabaglio,   Sociologia della Religione, 1978;
  2. R.Rabaglio,   Storia del Cristianesimo, 3 voll., 1987-89;
  3. I.Zamprotta, Temi e Problemi religiosi, 1983;
  4. I.Zamprotta, Il Pensiero sociale cristiano,1984;
  5. I.Zamprotta, Introduzione allo studio delle scienze sociali, 1986;
  6. I.Zamprotta, Viaggio nel mondo delle religioni, 1987;
  7. I.Zamprotta, Viaggio nel mondo religioso islamico, 1992;
  8. R.Rabaglio – I.Zamprotta, Università Popolare di Biella, ieri e oggi (1902-1986), 1986;
  9. R.Rabaglio – I.Zamprotta, L’azione sociale, culturale e di educazione permanente dell’Università Popolare di Biella dal  1902 al 1992 (a cura di), 1992.
               Prof.George Vaideanu
 
Relazionai alla seguente Assemblea dei soci del 1995 tra facce attonite di soci e docenti  che non ebbero nemmeno il buon gusto di congratularsi con noi. Debbo a questo punto rilevare che tutte le pubblicazioni e dispense dei nostri docenti erano citate annualmente nella “Guida ai corsi” stampata a quel tempo in un migliaio di copie. Di quell' Assemblea ricordo in particolare un volto, appartenente ad un sapiente che anni prima, durante un'altra Assemblea, presieduta dal Presidente Ugo Canepa (1985-89), chiese che fosse di nuovo messo ai voti un argomento appena approvato dall'Assemblea. Quando si dice la democrazia! Costui è presidente pro tempore nel momento in cui sto scrivendo.
 
1995: l’ Università popolare di Biella, che era uscita dalla CNUPI, aderendo all’ ANUPI (insieme con Milano, Monza, Vercelli, e altre), rientrò nella CNUPI, diventandone così una sezione e usufruendo del riconoscimento della personalità giuridica privata prevista dal Decreto 21 maggio 1991 del Ministero Università e ricerca (G.U. 203 del 30 agosto 1991).
 
1995: organizzai, coadiuvato tecnicamente da mio figlio Luigi, presso la sede della segreteria UP, il Laboratorio di tecnologie informatiche multimediali, grazie al precedente acquisto del Media Mixer, all'installazione dell' antenna radio ed all' utilizzo dell' antenna televisiva e del telesoftware. In tal modo fu possibile utilizzare il Laboratorio anche come aula per i corsi di Informatica e Tecnologie multimediali. Con delibera del Consiglio la responsabilità del Laboratorio fu affidata a Luigi Zamprotta, che ne fu l'ideatore e assemblatore.
 
1995: la Società filantropica austriaca OASG - Osterreichische Albert Schweitzer Gesellschaft, presieduta dal visconte Col.prof.Helmut von Braundle-Falkensee (1950-2007), mi conferì, il 1° settembre, il diploma di socio corrispondente.Trattasi di una Società,accreditata presso l'UNESCO, l'UNICEF,e operante come ONG (Organizzazione Non Governativa) presso l'ONU.Conobbi il Colonnello,grande esperto e professore di araldica,e dal 1988 Grand Master of the Order of St Joachim (Ordine cavalleresco a cui era appartenuto anche l'ammiraglio Horatio Nelson col grado di Cavaliere Gran Comandante,con approvazione della Corona britannica) grazie all'amico prof.Francis Dessart.Il Colonnello era un austro-scozzese e si dedicava molto ad attività filantropiche in Africa.Volle farmi questo omaggiio ed io desidero ricordarlo con estrema gratitudine riportandone qui sotto la fotografia personale e l'emblema dell'ÖASG:
 
Visconte Col.Prof.Helmut von Braundle-Falkensee; Emblema dell''OASG-Osterreichische Albert Scweitzer Gesellschaft - (Archivio Italo Zamprotta)
 
 
Diploma Socio corrispondente OASG - Osterreichische Albert Schweitzer Gesellschaft
(Archivio Italo Zamprotta)
 
1995/96: nel corso dell'anno accademico un gruppo di Docenti dell' Istituto Tecnico Commerciale "A. Motta" di Mosso S. Maria propose l'apertura di una Sezione staccata dell'Università popolare a Mosso S. Maria presso il loro Istituto: essi stessi avrebbero provveduto alle incombenze organizzative e amministrative in accordo con gli Organismi statutari della sede-madre di Biella. Si trattava di una proposta più che soddisfacente che veniva a colmare un vuoto territoriale e a cominciare a risolvere il problema del decentramento delle attività didattiche sul territorio. In perfetto accordo con i nuovi amici, superai il problema delle lungaggini burocratiche e dei tempi biblici (tanto a cuore alla politica dei "piccoli passi" di qualche amministratore), e l'anno accademico 1996/97 vide la nascita ufficiale di questa Sezione staccata che tante soddisfazioni darà poi all'Università popolare. Di questo gruppo di Docenti mi è caro ricordare il prof. Sergio Bertotto, nel frattempo deceduto, che dimostrò la sua stima a me e a mio figlio Luigi.
 
1995/96:diedi vita, insieme col prof. Riccardo Rabaglio, al "Notiziario", bollettino informativo per i soci dell' UPB, stampato in proprio grazie all' attrezzato Laboratorio multimediale di via don Minzoni, dove furono anche stampate e rilegate numerose dispense compilate dai noi Docenti per i corsi istituzionali.
 
1995/97: ritornai a fare parte del Consiglio nazionale CNUPI e fui chiamato nell’Ufficio di Presidenza dal dr. Nicola Abrescia, Presidente pro tempore sia della Cnupi sia dell’Università popolare di Verona. Partecipai a diverse riunioni a Verona e a Roma e alle Assemblee nazionali della Cnupi per la quale elaborai anche un Progetto educativo di cooperazione con Francia, Spagna e Romania. Per la Francia fu coinvolta la dr. Nicola Meyer, Direttore della Formazione dell’ Université Paris 8 (già a Biella come relatrice al Convegno europeo del 22 novembre 1992); per la Romania il trait-d’union fu il dr. prof. Francis Dessart, Docente nell' Università "A.I.Cuza" di Iasi in Romania. Per l’Italia fu coinvolto nel Progetto anche l’ Istituto Texilia, allora diretto dall’amico Giorgio Cinguino. La CNUPIin quel periodo si avvalse anche della consulenza informatica di Luigi Zamprotta. Il Progetto fu assegnato alla Spagna e non se ne fece più nulla. Debbo rilevare che la Spagna, da poco entrata nell' Unione Europea, dimostrò di sapersi destreggiare "troppo egregiamente" nei meccanismi della burocrazia comunitaria per ottenere finanziamenti: noi (fondatori della CEE!) al cospetto eravamo, e siamo rimasti, dei pivellini. Comunque, la destrezza e scaltrezza spagnole mi ricordano il modo di amministrare la "provincia napoletana"(vicereame) nel periodo (1503-1707).
 
1996: dopo diverse visite mediche collegiali (a Biella e a Vercelli), da noi richieste e appoggiate anche dal Sindacato di appartenenza, viste l'inutilità dei ricorsi, mia moglie Maria il 1° giugno si dimise dal Comune di Biella, dopo 21 anni di servizio, per motivi di salute, che non le erano stati riconosciuti dalle Commissioni mediche. Riscosse la sua "liquidazione" e si mise in attesa di potere percepire la pensione. Da notare che il 70 per cento di invalidità non è sufficiente per richiedere un trattamento pensionistico per inabilità al lavoro, sia per l'INPS sia per l'invalidità civile. Da qualcuno mi sentii dire, per telefono, che la valutazione era a sua discrezione! Per questa pratica ebbi modo di avere a che fare con diversi "operatori" del settore, i cosiddetti addetti ai lavori: che squallore! Con qualcuno ebbi anche un vivace scambio di vedute.
 
1996: insieme ad alcuni collaboratori diedi vita ad un PROGETTO di pubblicazione di una collana di CD multimediali sui Castelli e Ricetti del Biellese, materia di un seguitissimo e riuscitissimo analogo corso all'Università popolare, tenuto dal prof. Riccardo Rabaglio. Iniziammo anche i lavori, che poi abortirono per ostruzionismo, invidie e meschinità, ben mascherati da "mancanza di risorse finanziarie"! Sarebbe stato il primo progetto del genere realizzato nel Biellese, quando ancora non si sapeva che cosa fosse la multimedialità se non grazie ai corsi da me fatti attivare all'Università popolare.
 
1996: dal febbraio di quest'anno al febbraio 1997 mio figlio Luigi, dopo avere superato una selezione pubblica, lavora presso la Biblioteca Civica di Biella al Progetto di catalogazione informatizzata del patrimonio librario (lavori socialmente utili della Repubblica italiana, 24 ore settimanali senza contributi previdenziali, a termini di legge. Viva l'Italia! Queste sono le leggi che sanno inventare i nostri politici, cioè quegli uomini spesso senza arte nè parte, che noi mandiamo in Parlamento).
 
1996:grazie ad una segnalazione del pr.prof.Francis Dessart, mio figlio Luigi contattò la SNIPF-Société Nationale des Ingénieurs Professionnels de France di Parigi ed ebbe così l'opportunità di presentare domanda di ammissione a questo Organismo professionale francese. A seguito della presentazione di un nutrito dossier (accademico, professionale, didattico, pubblicistico),di un "descriptif des fonctions" e di un "entretien",Luigi fu ammesso,il 14 dicembre in qualità di "Ingénieur en Informatique appliquée", ai sensi delle leggi francesi del 1901 e del 1936 e della classificazione del BIT - Bureau International du Travail di Ginevra N° 2131,e secondo la Norma europea NF EN 45013 (in seguito 17024).La sua Licence Professionnelle, contrassegnata dal N° 23631,è titolo professionale, riconosciuto dal CNISF-Conseil National des Ingénieurs et Scientifiques de France (analogo al nostro Consiglio Nazionale degli Ingegneri),equiparato in Francia, dal punto di vista accademico,al Diploma accademico quinquennale di Ingegnere e consente l'esercizio della professione di ingegnere in ben 195 Paesi, sia nel pubblico sia nel privato.In seguito Luigi ha ottenuto dal Comitato nazionale del CNISF anche l'ammissione al Répertoire français des Ingénieurs in qualità di IUM-Ingénieur Universitaire Master(N° 976419).Trattasi di una qualifica introdotta dal cambiamento delle disposizioni regolamentari sul riconoscimento della professione di ingegnere in Francia,grazie alla quale viene riconosciuto il livello universitario degli studi tecnici e scientifici,pari a 300 ECTS-European Credit Transfer and Accumulation System,cioè 300 CFU-Crediti Formativi Universitari,necessari per una laurea magistrale.Dal 2011 il CNISF ha assunto la denominazione di IESF (Ingénieurs et Scientifiques de France).Per il profilo completo di Luigi si possono consultare i due seguenti siti Web: !(cfr.sito web Copainsdavant e http://it.linkedin.com/pub/luigi-zamprotta/43/601/216.
 
1996: venerdì 6 dicembre fu inaugurato l'anno accademico dell'Università popolare. Per l' occasione il relatore fu il prof. Albert Gothier, Rettore dell' UFI - Université Francophone Internationale di Bruxelles. Intervenne il Sottosegretario ai Beni Culturali, Dr. Alberto La Volpe, e come Delegato CNUPI il Prof.Gianfranco Rinaldi, Presidente dell'Università popolare di Frascati.Il prof. Gothier mi era stato suggerito dall'amico prof. Francis Dessart, vice Rettore,che non potè venire a Biella a causa di un incidente.Non immaginavo che si trattava, per me, dell'ultimo impegno pubblico organizzato per l'Università popolare. Infatti, di lì a poco (a febbraio) si sarebbe abbattuta sul mio capo una tempesta inimmaginabile, alla quale concorsero coloro che da decenni reputavo amici!.

 

1997: il 2 maggio fui messo in condizione di lasciare l’Università popolare, e con alcuni miei allievi e l’adesione del Preside pro tempore dell’ ITC “E.Bona” di Biella (che mise a disposizione le aule), diedi vita, la sera stessa, all’ Università popolare subalpina, la cui assemblea costitutiva si svolse il 26 maggio con l’approvazione dello statuto, la nomina del Presidente (il dr. prof. Franco Ruffa, contattato nel frattempo) e degli altri organi sociali. Nel frattempo mi ero dimesso da socio dell’Università popolare.

 

Cercai anche di istituire una Sezione staccata a Cossato, e promossi in tal senso un incontro con quella Amministrazione civica, a cui sottoposi uno schema di Convenzione, ma inopinatamente la proposta fu rifiutata, corroborata da una giustificazione speciosa: era noto che Zamprotta era contrario alla sezioni decentrate! Cioè quello Zamprotta che aveva agevolato e accelerato i tempi per l’istituzione della Sezione di Mosso S.Maria! Comunque la spiegazione arrivò di lì a poco, quando fu aperta a Cossato una Sezione staccata dell'Università popolare di Biella!
Grazie al Presidente Ruffa, invece, fu possibile portare l'Università popolare Subalpina a Valdengo, Piedicavallo, Campiglia, ed in seguito, grazie all'interessamento del Preside dell' I.T.C. "E.Bona", fu possibile inaugurare una Sezione staccata a Cavaglià, che funzionò subito magnificamente.  Gli iscritti ai corsi per l'anno accademico 1997/98 furono circa 700, oltre ogni più rosea previsione per un primo anno di attività!
 
1997: nel mese di luglio fui ammesso nella NYAS - New York Academy of Sciences,a seguito della proposta avanzata dal prof.Francis Dessart.Il mio nominativo fu inserito nel Directory del 1999. Di seguito il diploma che mi fu inviato.
 
 
 
Diploma NYAS (USA)
 
 (Archivio Italo Zamprotta)
 
1997: già dal 1993 mio figlio Luigi insegnava Informatica e Tecnologie multimediali all’ Università Popolare. Nel novembre 1997, l’amico Prof. Flavio Chiastellaro, Preside pro tempore dell’ Istituto Professionale di stato per i Servizi Alberghieri e di Ristorazione – IPSSAR – di Trivero, lo chiamò ad insegnare Informatica gestionale nelle classi IV di quell’ Istituto, dove Luigi organizzò anche il Corso avanzato di Tecnologie didattiche per Preside, Insegnanti e Personale ATA dell’ Istituto, autorizzato dal Ministero della P.I. (utilizzando una dispensa compilata all’occorrenza: Lezioni di Tecnologie multimediali per la Didattica).Questa dispensa è recensita nella Bibliografia della voce Multimedialità dell'enciclopedia Wikipedia.
 
1997 compilai l'ultima dispensa, "Miti pagani e culti religiosi",scritta per l'Università popolare di Milano.Le dispense furono raccolte in appositi "quaderni" o in "collane", e furono molto apprezzate dalla CNUPI e dalle altre UU.PP.(vedasi apposito paragrafo per le pubblicazioni).In seguito,in quiescenza,ho portato a termine altri lavori, segnalati nel paragrafo delle pubblicazioni,inserito in questo sito.
 
1998: il 12 marzo mia suocera Concetta terminò la sua esistenza terrena, che negli ultimi tempi era stata densa di gravi patologie, che la portarono alla morte. Ma terminò anche la sua solitudine. Andò a riposare accanto al marito Domenico nella tomba familiare nell' Arciconfraternita di Maria SS.della Mercede nel cimitero Nuovissimo di Poggioreale a Napoli.
 
1998:il 20 aprile il Consiglio scientifico della Facoltà di Teologia ortodossa dell'Università statale "Al.I.Cuza" di Iasi (Romania) mi conferì un Diploma d'onore,in lingua francese.con la seguente motivazione:"...pour l'activité scientifique et didactique universitaire et pour la promotion et le développement des relation inter-universitaires".Infatti,fin dal 1993 intrattenevo rapporti di collaborazione con questa Facoltà Teologica Ortodossa, alla quale mi aveva segnalato l'amico prof.Francis Dessart (tra l'altro,pastore ortodosso della Chiesa moldova). 
  
prof.Ion Sandu 
 (Archivio Italo Zamprotta)
 
1998: il corso di lingua araba, istituito presso l' Università popolare Subalpina, fu riconosciuto, con nota del 15 aprile 1998, dalla "Universidad Islamica Internacional Averroes de Al-Andalus" di Cordoba (Spagna), unica Università islamica presente in Spagna, a seguito del mio personale interessamento.
 
1998:il 17 luglio Luigi ottenne dalla SNIPF-Société Nationale des In génieurs Professionnels de France il Certificat de Compétence d'Ingénieur Professionnel de France,ai sensi della nuova normativa francese,certificato dal COFRAC-Comité Français de Certification,secondo la Norme Internationale NF EN 45013(poi ISO/CEI 17024).   
Questi sono i membri della Commissione nazionale di Ceritificazione della SNIPF a Tolosa(Francia)
 
1998: il 12 agosto mio figlio Luigi riceve in omaggio 20 estratti e copia del volume "Stiinta, Tehnica si arta Conservarii si Restaurarii Patrimoniului cultural",che riporta a p.317-20,il suo suo articolo scientifico, in lingua francese,"Java et Network computing impliqués dans l'étude du patrimoine culturel".Trattasi degli "Atti" del II° Symposium International "Science, Technique et Art de la Conservation et Restauration du Patrimoine culturel",al quale Luigi era stato invitato in qualità di docente dell'Università popolare Subalpina.Atti poi pubblicati in volume negli Annales Scientifiques dell'Università "Al. I. Cuza" di Iasi, Romania.Per questa pubblicazione va ringraziato il prof.dr.Ion Sandu,Direttore del Consiglio scientifico della Facoltà di Teologia ortodossa – Centro Metropolitano di Ricerche T.A.B.O.R. dell’Università statale “Al. I.Cuza” di Iasi, Romania, che aveva ritenuto di invitare mesi prima Luigi a fornire il suo contributo scientifico al Symposium.Su questo insigne studioso romeno si può consultare il suo sito http://www.afir.org.ro/ionsandu/.
 
Copertine degli Atti del Symposium internazionale romeno (Biblioteca Italo Zamprotta)
Il Sommario delle comunicazioni scientifiche presentate al Symposium.Nella pagina centrale è riportato il titolo della comunicazione.
 
 
1998: L’incarico di docenza di Informatica a mio figlio Luigi fu riconfermato per l’anno scolastico 1998-99, ma non potè essere accettato, avendo egli vinto il 10 luglio il Concorso pubblico – Area informatica, bandito dal Comune di Biella: al quale non voleva partecipare, ma si classificò al primo posto!. Prese servizio il 28 settembre.
 
1999: in aprile mio figlio Lorenzo, avendo scelto il servizio civile, lo iniziò presso la Biblioteca dell' Istituto di Genetica dell'Università degli studi di Torino terminandolo nel febbraio del 2000. Intanto preparava la tesi di laurea per l'anno accademico 1999-2000.
 
1999: diedi vita, aiutato da mio figlio Luigi, al periodico culturale PAIDEIA (Paideia), con la richiesta e concessa collaborazione di docenti e soci dell' UPS.Il periodico culturale, dopo un lungo lavoro organizzativo ed editoriale, purtroppo non si concretizzò a causa delle mie dimissioni dagli incarichi sociali ricoperti, e l'iniziativa non avrà seguito da parte degli "amici" Amministratori.
 
1999: infatti, dopo aver inserito, nel 1998, la Subalpina nella Fipec (Federazione Italiana per l’Educazione continua), presieduta dal Dr.Francesco Florenzano (Presidente anche dell’Università popolare di Roma), per motivi familiari, che nulla hanno a che vedere con le vicende interne delle due Università popolari, fui costretto a lasciare, con grande dispiacere, anche l’ Università popolare subalpina, dove rivestivo il duplice incarico di vice presidente vicario e di coordinatore didattico. Mi fu consegnata una targa-ricordo d’argento per l’opera svolta.
 
2000: il sabato 29 gennaio, dopo lunghe sofferenze, mio fratello Egidio ritorna alla Casa del Padre.Grande fu il mio dolore, iniziato già anni prima quando seppi delle sue critiche condizioni.Voglio ricordarlo quando aveva ventanni ed era un magnifico e bel giovanotto, pieno di entusiasmo e di voglia di vivere.Nel 1987 gli era stata conferita la "Stella al Merito del Lavoro", che gli dava il diritto di fregiarsi del titolo di "Maestro del Lavoro",MdL.
 
2000: il 20 agosto ricevetti una telefonata di mio fratello Geppino, il quale mi comunicò:"Ieri abbiamo sepolto nostro fratello Aldo". Nessuna comunicazione da parte delle sue figlie! Il mese seguente fu celebrata la S.Messa di trigesima e distribuite ai presenti le pagelline funebri. Essendo lontano non mi è stata inviata! Non me ne dolgo più di tanto, perchè coloro che doveva provvedervi mi risulta che abbiano trascurato i genitori negli ultimi anni di vita: figuriamoci se avevano il tempo di avvertire lo zio lontano della morte del fratello (loro padre) e in seguito trovare il tempo per spedirmi la pagellina. Vergogna!
 
2000: ottobre, mio figlio Luigi ricevette dalla Città di Biella - Protezione civile l' Attestato di Partecipazione "agli interventi di soccorso alle popolazioni alluvionate del Piemonte e Valle d'Aosta", a cui aveva partecipato in qualità di Radioamatore dell' ARI (Associazione Radioamatori Italiani)
 
2001: grazie alla normativa sulla mobilità del personale del pubblico impiego, Luigi il 1° marzo transitò dal Comune di Biella al Ministero dei Trasporti, Ufficio provinciale della Motorizzazione civile di Biella, dove il Direttore, dr. ing. Fausto Fedele, gli affidò la responsabilità dell’ Area di Informatica e Meccanizzazione della Sede, sempre riconfermata, anno per anno, con dichiarazioni di servizio.
 
2001: dopo avere espletato il Servizio civile presso la Biblioteca dell'Istituto di Genetica dell'Università di Torino,nel periodo 1999-2000;con una sessione straordinaria dell'anno accademico 1999-2000, sabato 21 aprile, il mio secondogenito, Lorenzo, si laureò in Fisica (vecchio ordinamento), con la tesi:"Sui livelli d'universo di Friedmann in espansione accelerata", valutata con 106/110. Relatore il prof. dr. Dionigi Galletto(1932-2011,Ordinario di Fisica matematica e di Meccanica superiore.Accademico dei Lincei,Membro dell'Accademia delle Scienze di Torino,Membro del CNR e già Direttore dell' Istituto di Fisica Matematica dell'Università di Torino.Poi Professore Emerito.La sua biografia è consultabile su Wikipedia italiana e inglese).Per quanto attiene la valutazione della tesi, debbo aggiungere che, a mio avviso, il pendolarismo ferroviario quotidiano Biella-Torino-Biella, ha fortemente penalizzato il rendimento di mio figlio con tutte le conseguenze del caso. La tesi è consultabile presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e presso la Biblioteca Interdipartimentale di Fisica dell' Università degli studi di Torino in Via P.Giuria 1, Catalogo Tesi).
 
Dionigi Galletto,Professore Emerito dell'Università di Torino
Accademico dei Lincei e dell'Accademia delle Scienze di Torino
 
2001: con Decreto del 10 maggio del Ministro dell' Interno,Enzo Bianco,a mio figlio Luigi fu conferito il Diploma di Benemerenza con Medaglia commemorativa in bronzo (come recita la Premessa del Decreto) della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le emergenze del periodo settembre-dicembre 2000, quando svolse attività di volontariato di protezione civile come radioamatore sul territorio biellese per le operazioni di soccorso nei giorni dell'alluvione. L'anno precedente il Comune di Biella aveva già provveduto a conferire un apposito Attestato di partecipazione e ringraziamento.
 
Zamprotta Luigi - Diploma Benemerenza con Medaglia
 
Diploma di Benemerenza 
 
Fronte-retro Medaglia commemorativa in bronzo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Nastrino
 
2001: d'accordo con mio fratello Geppino, che soggiornava a casa di suo figlio Sandro a Biella, sabato 12 maggio ci recammo a Rivoli a casa di nostra nipote Alba, per trascorrere una giornata col nostro fratello primogenito, Duccio, all'epoca 83enne. Purtroppo non portai meco la macchina fotografica e non mi è stata data alcuna fotografia dell'avvenimento, sebbene le abbia richieste numerose volte. Anche qui,vergogna!
 
2001: il 1° luglio mio figlio Lorenzo iniziò uno stage formativo annuale presso l’ Ente di Metodologie statistiche (Business Information Technology - CEA) del Centro Ricerche FIAT (Orbassano, Torino) concernente Metodologie statistiche - Risk Management, analisi statistica e affidabilistica, collaborazioni a progetti europei mirati all’ottimizzazione di processi di sviluppo e produzione industriale: trattasi di una borsa di studio di 25milioni di lire, ottenuta grazie al Job Placement dell' Università degli studi di Torino.
 
2002: il 24 febbraio fu installata la nostra antenna parabolica motorizzata sul tetto dell’abitazione, governata da Enigma, stazione computerizzata tedesca, grazie alla quale è possibile la visione di centinaia di programmi di diversi paesi, oltre a numerosissime emittenti private di altrettanti i paesi. La possibilità di vedere e ascoltare altri telegiornali e di vedere all’opera altri anchormen e anchorwomen mi ha fatto toccare con mano l’inconsistenza delle nostre Rai e Mediaset che ritengo molto limitate, approssimative, superficiali e disinvolte nell’organizzazione e produzione dell’informazione, mentre i nostri giornalisti si dimostrano abbastanza provinciali, limitati e condizionati: insomma confermiamo, per la Tv, quello che siamo in politica, in economia, nell'istruzione, nei trasporti, etc. etc. etc.
 
2002: nel periodo  luglio-settembre mio figlio Lorenzo, mentre partecipava a numerosi concorsi pubblici, era impiegato a tempo determinato con contratto interinale (Ramo Vita), 3 mesi, presso l’Allianz Subalpina di Torino. Nel periodo novembre-dicembre Lorenzo superò una selezione pubblica dell' Università di Torino per un contratto di 5 anni nella categoria dei laureati in discipline scientifiche. Prese servizio il 3 febbraio 2003 presso la DSI-Divisione Sistemi Informativi.
 
2003: finalmente, avendo compiuto i 60 anni il 28 settembre, mia moglie Maria ricevette la pensione di vecchiaia dal successivo mese di ottobre!
 
2003: in data 11 dicembre Luigi fu ammesso come Professional Engineer (P.Eng) nella SPE-The Society of Professional Engineers di Londra, fondata nel 1854, con la qualifica di Computer Science Engineer (cioè Ingegnere informatico). La sua ammissione fu patrocinata dalla SNIPF-Société Nationale des Ingénieurs Professionnels de France, di cui era già Membro dal 1996. Nel 2010 è stato ammesso nel IESF-CNISF-Conseil National des Ingénieurs de France in qualità di IUM-Ingénieur Universitaire Master. Dal 1995 è membro dell' ARI - Associazione Radioamatori Italiani. Dal 1998 è membro dell' ANIPA-Associazione Nazionale Informatici Pubblici e Aziendali(riconosciuta per legge), in qualità di Funzionario informatico P.A. Anche l' ALSI-Associazione Laureati in Scienze dell'Informazione lo ha accolto come Socio ordinario col N.13212560. Dal 2015 è Membro della Société Royale Philantropique des Médaillés et Décorés de Belgique, Provinciale de Namur.
 
Ecco qui di seguito gli emblemi degli Organismi professionali e onorifici di appartenenza:
 
ARIanipaalsiSRPDMBNamur
 
Da sinistra: ARI - ANIPA - SNIPF - SPE - IESF - ALSI - SRPMDB
 
Qui di seguito i certificati di ingegnere francese, inglese, italiano e il Certificat d'inscription rilasciato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri francesi:
 
Certificat1996
Certificat d'inscription IESF-CNISF
 
 
CertificateSPE
 
 
CCIP2016
 
 
Abilitazione
 
 
Il primo è il Certificato di Qualifica di Ingegnere in Informatica, rilasciato il 14 dicembre 1996 dalla SNIPF-Société Nationale des Ingénieurs Professionnels de France
Il secondo è il Certificato di ammmisione al CNISF-Consiglio Nazionale degli Ingegneri francese dall'anno 2010
Il terzo è il Certificato di Computer Science Engineer, rilasciato nel 2003 dalla SPE-Society of Professionals Engineers
Il quarto è il Certificat de Compétence, rilasciato nel 1998 e rinnovato ogni tre anni, secondo la Norma internazionale 17024 (Certificazione della professionalità), rilasciato dalla SNIPF e convalidato dal COFRAC-Comitato Francese di Accreditamento.
L'ultimo, qui sopra, è il Certificato di abilitazione all'esercizio della professione di Ingegnere rilasciato dell'Università degli studi di Napoli Federico II
 
2004:mio figlio Luigi presentò domanda all' Université Paris XII - Val de Marne (Créteil - France) di partecipazione al concorso per l'ammissione al DESS - ISI (Diplôme d'Etudes Supérieures Spécialisées - Ingénierie des Systèmes Informatiques). Dopo l'esame del dossier, fu ammesso a colloquio il 22 giugno 2004. Superò l'esame  e fu selezionato per uno dei 24 posti messi a concorso. (Si tratta di un diploma di specializzazione post-lauream, dopo il secondo ciclo universitario).
 
2005: il 14 febbraio, solennità di S.Valentino, Luigi si sposa presso il Municipio di Biella con l'ucraìna (di origine austriaca) Lyudmyla Hadz,conosciuta l'anno precedente Monaco di Baviera(dove lei si trovava per motivi di studio). Il successivo 4 agosto partiamo in macchina per l' Ucraina. Siamo in quattro: mio figlio Luigi, la moglie Lyudmyla, un amico di Luigi, Edoardo, ed io. Il successivo sabato 13 agosto segue il matrimonio,con rito religioso ortodosso,nella Chiesa di San Nikolaj a Buchach,regione di Térnopil (Ucraìna).L'amico Edoardo funge da testimone per lo sposo. Alloggiamo in albergo a Ternopil (capitale della Regione)dal 5 al 15 agosto.Rientriamo in Italia il 16 agosto dopo circa 24 ore di viaggio(con sosta a Budapest,dove avevamo pernottato anche all'andata) con l'autovettura di Luigi,unaToyota Corolla.(Debbo purtroppo ricordare che il 5 agosto,appena sistematomi nell'albergo di Ternopil,mi arrivò tramite cellulare la notizia dell'ictus che il 3 agosto aveva colpito mio fratello Donato).
 
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Buchach,sabato 13 agosto 2005.Luigi e Lyudmyla sposi(Archivio Italo Zamprotta)

  

 
2005: il 3 febbraio Lorenzo prese servizio presso il Dipartimento di Fisica Sperimentale dell'Università degli studi di Torino (dove era già in servizio presso il Dipartimento Servizi Informativi), vincitore di pubblico concorso a N.1 posto dell'Area Tecnico-scientifica, riservato a laureati in discipline scientifiche. Così cessò il servizio a tempo determinato e passò nel ruolo a tempo indeterminato. In questa veste ha prestato consulenza e assistenza, l'anno seguente (18-23 settembre)al Comitato organizzatore del XCII Congresso della Società Italiana di Fisica; ed è stato coinvolto nella stesura dei seguenti articoli scientifici, nel periodo 2007-2012, riportati nel World Catalog:
 Zamprotta Lorenzo Articoli
 
 
L'articolo scientifico riportato al N.1 fu pubblicato ad Amsterdam nel 2013 da Elsevier Science, casa editrice accademica olandese (con sedi in USA, Regno Unito, Brasile) nel Vol.718, e catalogato dala British Library di Londra. Nel 2014 nel World Cat sono stati catalogati 3 articoli scientifici. Questi articoli scientifici sono catalogati anche presso la Harvard Library, la più importante biblioteca scientifica del mondo, la Columbia University Library, la Yale University Library, in Europa, in Africa, Asia e Australia, nelle cui biblioteche è presente la rivista scientifica Heritage Science; e presso la biblioteche di numerose altre Università (tra cui anche la Northwestern University di Evanston - Chicago), e la Deutsche Nationalbibliothek, cioè l'Archivio generale delle Biblioteche pubbliche della Repubblica Federale di Germania.
 
2005: il 25 febbraio, su invito del Presidente dell’ UPBeduca partecipai, con i miei familiari, alla cerimonia di riunificazione delle due Università popolari cittadine, durante la quale fui ricordato per due volte dal Presidente.
 
Nel giugno 2005 uscì il volumetto "Il cibo dell'altro", pubblicato dal Centro Territoriale Permanente per l'Educazione degli Adulti di Biella, che a p. 53 riportava una sua ricetta gastronomica, "Golubzi".
 
Debbo fare rilevare le doti letterarie di mia nuora Lyudmyla (nata nel 1983): nel 1999 ha partecipato al Concorso di Poesia a Ternopil (Ucraina), classificandosi al 3° posto. Nello stesso anno ha partecipato al 5° Festival Internazionale di Arte a  Dnipropetrovsk ricevendo il Diploma di Letteratura. Ha pubblicato in lingua ucraìna due volumetti di poesie:“Signora della pioggia” (2000), e “Il nome dell’amore” (2003). Dal 1997 è socia di Zodiaco la Società di Letteratura ucraina. In Germania, dove ha vissuto nel biennio 2003-5 per motivi di studio, imparando il tedesco, le sue poesie sono state pubblicate su alcune riviste (alcune tradotte in lingua tedesca) e recitate durante appositi récitals rivolti ad emigrati ucraini. Ancora in Germania nel 2006 su "Schrieb" è stata pubblicata in tedesco, a p.48, "Brief Nr.1"; e su "Ukraina - Gesellschaft e.V.", sul numero di dicembre, in ucraìno e in tedesco, "Neues Jahr" ("Nuovo Anno")e "Weinhnachten" ("Natale"). In Italia nel 2006 ha partecipato alla Seconda Edizione del Concorso Nazionale Lingua Madre risultando selezionata dalla Giurìa per la pubblicazione della poesia Straniera (in lingua italiana) nel volume "Lingua Madre Duemilasette - Racconti di donne straniere in Italia" (p. 103, Ed.Seb27), presentato alla Fiera Internazionale del Libro a Torino, con premiazione lunedì 14 maggio 2007, pubblicato e presentato a Torino il 16 ottobre 2007. Inoltre, è risultata Vincitrice di un biglietto di viaggio di € 500 del Concorso di idee “Storie di migrazioni” – Edizione 2007, organizzato dalla Regione Piemonte e riservato agli studenti dei “Centri Territoriali per l’Educazione degli Adulti”: il suo contributo è inserito in volume pubblicato nel dicembre 2007 (pp. 95-102) e il suo nominativo è comparso sul web nell'elenco dei premiati il 20 giugno 2007.
 
2005:il 9 maggio l'Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa brasiliana di rito slavo-bizantino,S.E.Athanasios Luiz Antonio do Nascimento,conferiscea Luigi, in occasione del suo prossimo matrimonio ortodosso in Ucraina,il Diploma d'onore al Merito,a seguitodi proposta del prof.Francis Dessart(Pastore della Chiesa ortodossa autocefala rumena).Si trattò di un omaggio che il professor Dessart volle fare a questo suo meritevole tesista.La Chiesa in questione gode di personalità giuridica di diritto internazionale e può emanare decreti di diritto patriarcale,come nella fattispecie di questa sua onorificenza.Nel 2013 il Patriarca in questione è stato elevato al rango di Sua Beatitudine in qualità di Patriarca.
 
2005: a novembre mio figlio Lorenzo si classificò al primo posto in un concorso pubblico a tempo indeterminato dell' Università di Torino per tecnici laureati in discipline scientifiche.In servizio presso il Dipartimento di Fisica sperimentale dal 3 febbraio 2006.
 
2005: domenica 27 novembre muore mio fratello Donato, il cui funerale si svolge martedì 29 a Rivoli dove era stato sistemato a casa del figlio Augusto, dopo essere stato dimesso dall'ospedale e dal lungodegenti. Ho raccontato i particolari nel paragrafo intitolato "Cronistoria familiare".
 
2005: per accondiscere alle richieste dei parenti ucraini di mia nuora,che chiedevano una nostra fotografia,inviammo questa scattata quell'anno.
 
             Biella, 2005,Italo e Maria
           (Archivio Italo Zamprotta)

 

2006:nel Concistoro del 24 marzo il Papa Benedetto XVI nomina cardinale l'arcivescovo Agostino Vallini,Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.A metà degli anni '50 fui compagno di camerata del più anziano Agostino Vallini(nato nel 1940)nel Seminario arcivescovile di Capodimonte a Napoli.Addirittura occupavo un letto accanto al suo.
      
2006:a fine marzo mio figlio Luigi andò a Créteil,nella regione parigina,per ritirare la pergamena della sua Maitrise d'Informatique (conseguita il 29 marzo 2005) presso l'Université Paris XII-Val de Marne.Condusse con sé la moglie Lyudmyla,la quale così ebbe modo di rivisitare l' Università statale,la città,poi Versailles e Parigi,e pranzare sotto la Tour Eiffel,come l'anno precedente.
Luigi col prof.Philippe Adair.Direttore del Jury d'esame e dell'Istituto ISIAG IUP MIAGE dell'Universitè Paris XII-Val de Marne di Créteil
(Archivio Italo Zamprotta)

 

 

 
2006: ho trovato sul sito web della CNUPI ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) un archivio fotografico che storicizza in maniera incompleta, con foto e documenti, l'attività svolta. Non manca qualche inevitabile riferimento a Italo Zamprotta. In altro paragrafo si parla della fondazione delle CNUPI attribuendola al solo prof.Ottavio Ferulano. E' ovvio che il Prof. Ottavio Ferulano è stato il promotore di quella fondazione, che, però, non si sarebbe mai concretizzata se non ci fossero state le altre Università popolari a concorrere per questa fondazione. In primis, le Università popolari di Biella e di Milano, quelle del nord, che aiutarono in maniera determinante il prof. Ottavio Ferulano, nelle persone di Danilo Disoteo e Italo Zamprotta, a realizzare la fondazione, che altrimenti sarebbe rimasta una mera utopia, viste le insidie e gli ostacoli frapposti da altri protagonisti dell'epoca. Del resto la storia (di storia si tratta, non di cronaca!) di quegli anni è ampiamente narrata proprio da Zamprotta in due libri, pubblicati dall'Università popolare di Biella (nel 1986 e nel 1992), che si possono consultare in numerose biblioteche pubbliche e private italiane.
 
2007: nell'ambito del Centri Territoriali per l’Educazione degli Adulti - Sezione di Biella mia nuora Lyudmyla ha frequentato il corso serale di licenza media (dopo  aver frequentato per due anni i corsi di Lingua italiana per stranieri), conseguendo a giugno il relativo diploma di licenza media inferiore. Contemporaneamente al mattino frequentava il corso annuale di 'Mediatore interculturale' organizzato dall' ENAIP, con stage finale presso l'Informagiovani del Comune di Biella, conseguendo a maggio il relativo Attestato di qualifica con specializzazione, rilasciato dalla Regione Piemonte, con la votazione di 90/100. Il corso era riservato a stranieri residenti in Italia, in possesso di Diploma di Maturità riconosciuto.
 
2007: grazie al programma fornito da Famillesdavant.com, ho compilato l'albero genealogico familiare a partire dal 1228, integrandolo con le notizie riportate nella Cronistoria (paragrafo di questo sito) e con le fotografie in mio possesso. Il software è fornito gratuitamente da Copainsdavant.com, un'associazione francese di 4 milioni di soci, che raggruppa la maggior parte degli ex studenti francesi, a cui è iscritto mio figlio Luigi laureatosi in Francia.
 
2007: dal 29 agosto al 5 settembre mio figlio Lorenzo è a Bruxelles come riserva della squadra nazionale italiana di Naginata (pr.Naghinata), sport-arte marziale giapponese,per partecipare alla 4a edizione dei campionati del mondo della specialità da lui praticata a Torino.
 
2007: il 7 novembre a nostra nuora Lyudmyla viene conferita la cittadinanza italiana con Decreto del Ministro dell'interno. La cerimonia del giuramento ha luogo il 27 dicembre nella Sala consiliare del Comune di Biella.
 
2008: nel mese di marzo mio figlio Luigi è stato ammesso, in qualità di Membre Agréé (Ingénieur en Informatique), nella C.E.A.C.E. - Chambre des Experts Agréés de la Communauté Européenne, con sede legale nel Luxembourg e sede amministrativa a Clermond-Ferrand (France).
 
2008: giovedì 22 maggio, alle ore 20 mio fratello Geppino ci ha lasciati. Aveva più di 85 anni, essendo nato il 6 febbraio 1923. La notizia mi è stata comunicata dal suo primogenito Sandro, oculista dell'ASL 12 di Biella, poco dopo il decesso. Il giorno seguente, accompagnato da mio figlio Luigi e da sua moglie Lyudmyla ci siamo messi in viaggio per Napoli. Non potevo lasciarlo inumare senza averlo rivisto ancora una volta, sebbene senza vita. E così, dopo 14 anni, sono ritornato a Napoli, mia città natale ed ho rivisto luoghi e persone che fanno parte della mia vita passata. Sabato 24 maggio insieme con i figli Sandro e Riccardo (accompagnato dalla moglie Alessandra) ho accompagnato mio fratello Geppino alla sua estrema dimora, sita nell'Arciconfraternita dell' Arcangelo Raffaele a Materdei nel cimitero nuovissimo di Poggioreale a Napoli. Nella stessa Arconfratermita sono sepolti mio fratello Aldo, deceduto il 17 agosto 2000 e sua moglie Rita, deceduta l'anno seguente. Geppino, sei sempre nel mio cuore come tutti coloro che ti hanno preceduto nel cambio di dimensione: la nostra cara sorella Elisa, i nostri amati genitori Caterina e Nicola, i nostri cari fratelli Egidio, Aldo e Donato, e la cara nipote Silvana (figlia di nostro fratello Enrico).
(Ho rivisto la mia città natale e l'ho trovata calpesta e ferita. La "monnezza" non è altro che la parte visibile del deterioramento del tessuto sociale iniziato nel 1860 con l'invasione e l'aggressione savoiarda, trasformatasi col tempo in colonizzazione. La mia città natale, amministrata da incompetenti e inadeguati personaggi che perpetuano lo scempio iniziato con i plebisciti fasulli e le promesse garibaldine mai mantenute. Tutto ciò che di deteriore, retrogrado, trasformistico, peerso notiamo a Napoli e nel meridione è il risultato dello status quo instaurato con la realizzazione della presunta unità d'Italia). Napoli non perse soltanto il suo ruolo di capitale di uno stato fiorente (culturalmente, economicamente, industrialmente e tecnologicamente  il primo tra gli stati preunitari), ma perse soprattutto la libertà, l'indipendenza, l'autonomia, e la fierezza di essere napolitani e meridionali, stimati e apprezzati dal mondo intero in cui detenevano numerosi primati. Da allora iniziò quella lunga processione di emigranti verso altre terre capaci di dare un tozzo di pane alle misere popolazioni meridionali, ridotte alla fame dal vorace lupo savoiardo. Prima di allora mai i napolitani (così venivano chiamati i "regnicoli" del Regno delle Due Sicilie) mai erano emigrati, ma avevano bensì accolto immigrati! Questo fu l'unità d'Italia, questo ci regalò l'unità d'Italia: chiacchiere, belle parole, miseria in quantità, camorra, mafia (i cui aderenti furono piazzati dal ministro Liborio Romano prima e dal generale Enrico Cialdini dopo nei posti chiave dell'amministrazione e della polizia! A proposito di questo "gentiluomo" va detto che arrivò a comandare fino a 150.000, centocinquantamila, uomini per attuare la sua feroce repressione contro la resistenza meridionale, chiamata sprezzantemente "brigantaggio" dagli pseudostorici prezzolati di casa nostra. Trattasi di un criminale di guerra, che fu fatto senatore, ambasciatore in Spagna e in Francia, per i meriti acquisiti nella pulizia etnica in Italia meridionale).
 
2008: esattamente due settimane dopo, sabato 7 giugno, ho assistito ad un'altra funzione funebre, questa volta nella Chiesa parrocchiale di S.Lorenzo a Ponderano, per la scomparsa dell'ex collega di lavoro ed amico Giuseppe Gaida, 70 anni, che ci aveva lasciato il 4 giugno ricoverato ad Aviano per una grave malattia. Alpino, impegnato costantemente nel sociale, Giuseppe ha lasciato un vasto rimpianto. Gli Alpini lo hanno degnamente onorato con la loro partecipazione. Giuseppe è stato da me ricordato in queste memorie già tre anni or sono quando lo affiancai ad alcuni altri vecchi colleghi deceduti, di cui serbo un grato e affettuoso ricordo. Nella Parrocchia di S.Lorenzo ero già stato a suo tempo due volte quando si celebrarono i riti funebri dei suoi genitori.
 
2008: il 27 giugno il Papa Benedetto XVI nomina il Card.Agostino Vallini suo Vicario per la Diocesi di Roma.Succede al Card.Camillo Ruini.Sono lieto che un mio compagno di Seminario sia arrivato tanto in alto e con una grande responsabilità sulle spalle. Ebbi la stupida idea di richiedergli una fotografia.Non mi ha mai risposto.Incredibile! Su questo sito si possono leggere alcune lettere del Card.Pietro Palazzini(che non era l'ultimo arrivato!),che non aveva mica frequentato il Seminario con me.Si vede che questi sono i frutti del Concilio Vaticano II.
 
2008:sabato 9 agosto,accompagnato dal mio primogenito Luigi andai a Monteforte d'Alpone,in provincia di Verona,in visita a mio cugino Aldo,primogenito di mio zio Pasquale,uno dei fratelli maggiori di mio padre Nicola.Fu un incontro commovente,perchè non avevo mai incontrato Aldo prima di allora e ne avevo scoperto l'esistenza solo nel 2006.Grazie a lui sono venuto in possesso di numerose e importanti notizie sulla mia famiglia.Infatti lui non solo ha conosciuto mio nonno Antimo(che io non ho potuto conoscere,essendo nato solo cinque mesi prima della sua morte),ma ci ha vissuto insieme fino al 1939,nella stessa casa (il nonno era proprietario della casa a due piani in cui abitava la famiglia del figlio Pasquale.Mio cugino Aldo nel 1939,dopo il diploma di ragioniere,si arruolò nell'Arma dei Carabinieri in cui è rimasto 40 anni.Egli porta il cognome Zambrotta,come il nonno e tutti i fratelli di mio padre e loro discendenti.Eppure dai documenti da me ricevuti sia dall'Archivio di stato di Caserta sia dal Comune di Caserta mio nonno Antimo risulta registrato come Zamprotta,e così anche nei registri parrocchiali,mentre i figli sono registrati come Zambrotta.Riporto qui di seguito la foto scattata da mio figlio Luigi nel dopranzo di quella memorabile giornata.
 
Monteforte d'Alpone,9 agosto 2008. I cugini Aldo Zambrotta,88enne,primogenito di Pasquale Zambrotta,
e Italo Zamprotta,67enne,ultimogenito di Nicola Zamprotta, fratello di Pasqaule) 
 
2008:nel periodo 7-9 novembre mio figlio Lorenzo partecipò alla sesta edizione dell' European Naginata Championship che si svolse a Arnemuiden (The Nederlands). Gli organizzatori ammisero al campionato anche la Nuova Zelanda che non c'entra nulla con l'Europa. Lorenzo si trovò ad affrontare un'atleta neozelandese di una categoria superiore che vinse ai play off.Qui di seguito riporto la foto del terzo e ultimo incontro.
 
Arnemuiden,Pays Bas,novembre 2008,Lorenzo Zamprotta vs Alice Graham 
 
2009: in questo anno ho provveduto a compilare l'intero paragrafo "Bibliografia (storica e contemporanea)" della voce "Università popolare" dell'Enciclopedia libera "Wikipedia",consultabile sul web.Si è trattato di un lungo lavoro di ricerca che ho voluto fare per dimostrare l'azione ultrasecolare e persistente delle Università popolari italiane nel campo dell'educazione permanente degli adulti, alla quale hanno preso parte uomini e donne impegnate nei sindacati,nei parititi,nelle Università statali,nelle Istituzioni centrali e periferiche e nelle libere professioni.Ho voluto così riportare alla luce articoli,conferenze,libri sepolti nei polverosi scaffali delle biblioteche italiane, con la speranza di essere stato anche di aiuto agli studiosi di questo fenomeno sociale,al quale,nel mio piccolo,ho cercato di contribuire.
 
2009: il 21 giugno Lorenzo sostenne gli esami per la qualifica Cintura Nera1° DAN di Naginata superandoli brillantemente con la Federazione Giapponese(Fondazione giuridica internazionale).Di seguito il Certificato di Abilitazione N.24871.
 
Zamprotta Lorenzo - Diploma Naginata
 
 
 
2009: un altro caro amico se ne è andato. Si tratta di Rav Sergio Joseph Sierra, che viveva ormai da anni in Israele.Il Rabbino Sierra è deceduto il 30 novembre a Gerusalemme, circondato da familiari ed allievi. Era nato a Roma il 21 dicembre 1923,e si sentiva che era di origini romane. Laureato in Lettera classiche a La Sapienza di Roma e al Collegio rabbinico. Era stato prima a Bologna e poi a Torino Rabbno Capo e Direttore del Collegio Rabbinico. Docente di Lingua e letteratura ebraica all'Università degli studi di Genova. Fu in seguito Presidente dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia. Lo conobbi durante il suo soggiorno a Torino, dal 1967 al 1985, e lo invitai a tenere un ciclo di lezioni sull'ebraismo all'Università popolare di Biella nel 1978-79. Il suo corso fu molto seguito e mi indusse ad organizzare un Corso interconfessionale di Scienze bibliche di cui ho parlato in precedenza (anno 1978-79). Il Rabbino Capo Sergio Joseph Sierra era autore di numerose pubblicazioni e traduzioni,ed era molto aperto al dialogo interconfessionale. Qui di seguito una foto degli ultimi anni, quando era residente a Gerusalemme:
 
 Rav.Sergio Sierra
             Rabbino Capo Sergio Joseph Sierra (1923-2009)
 
2010:durante quest'anno mia nuora Lyudmyla ha pubblicato due volumi di poesie.Uno in lingua ucraina,ad agosto,nella città di Ternopil(capoluogo della sua regione di nascita),intitolato "Enciclopedia dell'animo femminile".Consta di 222 pagine ed è contrassegnato dall' ISBN 978-966-457-072-2. L'altro volume,in lingua italiana,è di 77 pagine,intitolato "Tra Due Mondi",pubblicato da Aletti Editore,con una presentazione dell'amico prof. Roberto Perinu(docente di Teoria della musica indiana e di Sanscrito al Conservatortio musicale di Vicenza),contrassegnato dall' ISBN 978-88-6498-468-1.Riporto queste note con grande soddisfazione ed orgoglio,come padre e come suocero.E di seguito mi è gradito riportare anche la copertina del volume ucraino e la prima e la quarta di copertina del volume in lingua italiana. 
 
A sinistra la copertina del volume di poesie in lingua ucraina.Al centro e a destra la prima e la quarta di copertina del volume italiano
 
La prima raccolta di poesie in lingua italiana è stata recensita positivamente dalla Redazione del Concorso letterario mazkionale "Lingua madre",che così si è espresso:"È appena uscito nelle librerie Tra due Mondi (Aletti Editore), il nuovo libro di Lyudmyla Hadz, finalista della II edizione del Concorso Lingua Madre con il racconto Straniera.Dopo il successo dei libri di poesie Signora della pioggia e I nomi dell'amore, pubblicati in Ucraina – sua terra d’origine – e i  numerosi riconoscimenti letterari ricevuti, l’autrice torna con una raccolta poetica scritta in italiano, a conferma di come la lingua d’adozione possa diventare lingua d’elezione e farsi mezzo efficace per esprimere se stessi/e in relazione all’altro/a".(Torino,24 gennaio 2011).
 
2010:il 27 dicembre mio cugino Aldo,ormai ultranovantenne,è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere OMRI,grazie alla mia segnalazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri.Nella Sezione 8.1.di questo sito(Cronistoria familiare:secc.XVIII-XXI) riporto una sua foto in divisa da Ufficiale dei Carabinieri,scattata nel 2010,a 90 anni!
 
2011: dal 18 febbraio 2011 un profilo dell'autore è presente,nel sito on line del Club degli autori,Sezione Scrittori. 
 
2011: l' Avanti! di domenica 13 marzo riportava la seguente notizia: "È mancato domenica scorsa Giuseppe Manfrin. Nato a Rovigo il 23 luglio del ‘25, partigiano, segretario di federazione, era stato Responsabile della sezione Stampa e Propaganda del Psi negli anni ‘70, vicepresidente dell’Associazione Amici dell’Avanti! e memoria storica del partito. Manfrin aveva conservato documenti, appunti, fotografie di oltre un secolo di storia socialista e per l’ Avanti! della domenica aveva curato per anni una seguitissima rubrica settimanale, dove si ricordavano i fatti salienti del partito attraverso le biografie di compagni conosciuti e celebrati, ma anche dei tantissimi dimenticati che pure avevano fatto grande il Psi. La sua era una cronaca spesso sorprendente e mai banale, alimentata da una passione politica che non si era mai spenta, e che rivelava fatti inediti proprio perché basata su un archivio originale. Con Manfrin abbiamo perso una amico carissimo, un compagno intelligente e appassionato, un militante che ci ha seguito nei congressi e nelle manifestazione finché gli è stato fisicamente possibile, un collaboratore prezioso e irripetibile di queste pagine. Ai familiari l’abbraccio affettuoso del partito e del nostro giornale".Chi era Giuseppe Manfrin? Era uno dei pochi veri socialisti,di quelli che hanno vissuto per il Partito e hanno sofferto amaramente nel vederlo scomparire grazie all'improvvida attività di sedicenti socialisti che lo hanno portato alla rovina.Conobbi Manfrin nel 1973,grazie al compagno Edilio Galuppi,quando ero vice Direttore del glorioso settimanale "Corriere Biellese",quello fondato da Rinaldo Rigola il 15 agosto 1896.Passammo una serata memorabile insieme,a cena a casa di Galuppi,dove gustammo,tra l'altro,degli ottimi fagiani.Manfrin anche in quella occasione dimostrò tutta la sua erudizione storica socialista,Parlava,parlava,parlava e noi non ci si stancava di ascoltarlo per la vivacità e chiarezza del suo eloquio(con accento veneto!)e la profondità delle considerazioni che egli molto saggiamente faceva a chiosa del suo dire.Un personaggio indimenticabile!
Giuseppe Manfrin (1925-2011)
  
2011: sabato 19 marzo mio figlio Lorenzo ha partecipato a Parigi a uno stage di Naginata e domenica 20 a un torneo internazionale in cui, in coppia con una più giovane atleta francese(campione di Francia e d'Europa della specialità), ha conquistato il 2° posto ottenendo la Medaglia d'argento qui sotto raffigurata.
 
Medaglia d'argento fronte-retro 
 
2011: oggi, venerdì 29 luglio, verso le ore 12.15, ritornando dalla spesa in compagnia di mia moglie,a metà strada ho avuto la disavventura di incrociare uno σκύβαλον (cfr.Fil 3,8).Non mi capitava dal lontano venerdì 2 maggio 1997 alle ore 17. Stranamente lo σκύβαλον, sotto le sembianze di una persona anziana, ha parlato pronunciando per ben due volte il mio nome volendomi salutare e - chissà - parlare,ma io ho tirato diritto,e a nulla è valso il richiamo di mia moglie per farmi tornare indietro. Non potrò mai dimenticare - finchè avrò vita - ciò che accadde quel lontano giorno 2 maggio 1997. Mi fu maliziosamente, malevolmente e speciosamente interrotto un lungo e proficuo percorso che avevo iniziato nel 1976. Fui maltrattato e con me ne fece le spese anche mio figlio Luigi (senza una parola,senza spiegazioni!). Che amicizia, che democrazia! Non scendo in particolari. Attendo soltanto che, al momento del redde rationem, il Padreterno faccia Giustizia con tutti i protagonisti della squallida vicenda (Giustizia con la G maiuscola, che nulla ha a che fare con quella minuscola e meschina degli uomini). Mi scuso con gli eventuali lettori contemporanei e futuri per la colorita espressione di greco antico usata,ma non potevo fare altrimenti. Unicuique suum.
 
2011: solo oggi,sabato 22 ottobre, me la sento di scrivere e lasciare alcune mie considerazioni a margine del linciaggio subito da Muhammar Gheddafi lo scorso giovedì 20 ottobre.Come sempre,il substrato belluino della natura umana ha preso il sopravvento sugli avvenimenti.Si è lasciato ad una turba di fanatici di portare a termine il disegno che altri,in ben altre sedi geografiche,avevano iniziato già molto tempo fa,quando ancora il Premier libico andava in giro per il mondo e riceveva l'ossequio delle "democrazie" occidentali.Alcune di esse già predisponevano i giochi che poi sono scattati,alla prima occasione propizia,il 17 febbraio.Per quanto male abbia potuto commettere Gheddafi,non ha nulla da invidiare a tanti altri statisti che parlano di democrazia,di libertà,di rispetto dei diritti umani e via dicendo,e poi nei loro paesi hanno il razzismo e la pena di morte, coltivano l'hobby della guerra permanente nel mondo con la giustificazione fasulla di portare la "democrazia" agli altri.Verrà anche il giorno della resa dei conti sia per questi uomini sia per i loro perniciosi paesi che insanguinano il mondo intero con la loro "libertà" e la loro "democrazia".Per ora non ho più nulla da dire.
 
2012:oggi domenica 4 novembre mio fratello Enrico compie 80 anni.Con tutti i suoi cari(circa 40 persone!)ha festeggiato l'anniversario,di cui inserirò qualche fotografia appena in possesso.Non ho potuto parlare al telefono con lui perchè stanco e con l'ossigeno.Eppure nei giorni scorsi ho parlato con lui tante volte e ci siamo fatti anche tante risate al ricordo di tanti fatti di gioventù.
 
2012: oggi venerdì 9 novembre il mio amato fratello Enrico è spirato alle ore 9,40 nella sua casa di Scauri,frazione di Minturno(Città natale di nostra madre),dove abitava da lungo tempo.Anche se me lo aspettavo da un momento all'altro,copiose lacrime hanno rigato il mio volto e non ho potuto proseguire la conversazione telefonica con chi mi dava il triste annuncio,mia nipote Stella,la più giovane delle figlie di mio fratello.Un suo profilo,con fotografie,è da anni su questo sito,nella Sezione 8.1.dove è delineata la storia della Famiglia dal XVIII al XXI secolo.
 
2012: giovedì 13 dicembre presso la sede dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte,a Torino,si è svolta una bella cerimonia per la consegna dei riconoscimenti a coloro che avevano maturato 40-50-60 anni di iscrizione all'Albo.E' seguito un rinfresco.Anche a me,che ho maturato i 40 anni di iscrizione il 31 maggio scorso,è stata consegnata una targa nominativa,che riporto di seguito:
 
ZamprottaOdG40
 
 
2013: lunedì 11 febbraio,nel corso di un Concistoro ordinario pubblico per la Canonizzazione di alcuni Beati,il Papa Benedetto XVI ha inopinatamente annunciato le sue dimissioni a decorrere da giovedì 28 febbraio alle ore 20.Ne scrivo perchè trattasi di un avvenimento storico inusitato,che ha pochissimi precedenti,il più celebre dei quali è quello di Celestino V il 13 dicembre 1294.Papa Ratzinger ha fatto ciò che si è sentito in dovere di fare.Non dico altro. Per chi ne volesse sapere di più,suggerisco di cercare in giro un libro,difficilmente reperibile,intitolato "Via col vento in Vaticano"(Kaos Edizioni, Milano),scritto nel 1999 da un anonimo monsignore e da me acquistato fortunosamente nel 2000 quando già chi di dovere aveva tentato in tutti i modi di farlo sparire dalla distribuzione.In quel libro è descritta con dovizia di particolari la situazione del Vaticano,della sua Curia,dei suoi intrallazzi mondiali,delle correnti politiche e massoniche,e di tanto altro di innominabile.In seguito si seppe che l'autore era un certo Mons.Luigi Marinelli,capoufficio presso la Congregazione per le chiese orientali,che per 35 anni dovette subire abusi e angherie e vedere altri assurgere ai più alti gradi della gerarchia. Ecco,le dissioni di oggi sono figlie di quell'ambiente marcio da secoli.Del resto il Card.Joseph Ratzinger lo aveva detto durante la Via Crucis del 2005,mentre il Papa rockstar era moribondo;"Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio,dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!".L'errore fu allora.quello di avere accettato,per obbedienza,l'elezione.Sarebbe stato meglio lasciare,già allora,ai maneggioni la guida della Chiesa.Oggi vengono alla luce tutte le divisioni maturate nel tempo tra falsi progressisti e falsi conservatori.Tutti costoro,purtroppo,non rappresentano Gesù Cristo e il suo messaggio.Sono tutti degli abusivi.Secondo il mio primogenito Luigi,il successore dovrebbe essere un romano,Petrus Romanus.A questi requisti, secondo lui, risponde il Cardinale Vicario di Roma, Agostino Vallini, che a metà degli anni '50 fu mio vicino di letto in camerata nel Seminario arcivescovile di Napoli. Tra qualche settimana sapremo se ci ha azzeccato!
 
2013: sabato 23 febbraio. Oggi,accompagnato dal mio primogenito Luigi, ho partecipato nella Chiesa parrocchiale di Ronco biellese ai funerali del caro amico Giorgio Cinguino.Era un mio coscritto,di aprile 1941.Se ne ' andato un paio di notti fa,vinto da un male incurabile che lo aveva assalito alcuni mesi fa.Sperava di farcela,ma ha dovuto arrendersi.Lo conobbi nel 1990.Era Amministratore delegato del Lanificio Botto di Miagliano.Grazie alla sua segnalazione Luigi potè iscriversi e partecipare al Corso base sulla Qualità organizzato dall'Unione Industriali di Torino in collaborazione con ISVOR/FIAT. Il corso era rivolto a Tecnici esperti di grandi aziende.Luigi era fresco di studi per il Diploma di Tecnico di Processo conseguito il 29 giugno a Novara.Senza l'intervento di Cinguino però non avrebbe potuto partecipare.(In seguito Luigi approfondì gli studi sulla Total Quality,su cui imperniò anche la sua tesi di laurea nel 1993).Nel 1995,diventato Amministratore delegato di Texilia(Ente di formazione professionale a Biella,filiazione di Città degli studi),chiamò Luigi ad insegnare Informatica nei corsi di formazione post-maturità.E gli chiese anche di preparare una dispensa per i corsi,che tenesse conto del tipo di Laboratorio informatico di Texilia.La dispensa fu compilata da Luigi a luglio,nel giro di un mese.L'amico Cinguino scrisse anche la presentazione.E fece una gran bella figura.Poichè era un "uomo dal multiforme ingegno",lo chiamai a tenere un ciclo di lezioni all'Università Popolare nell'ambito del nuovo Corso di Burotica da me organizzato.Le sue lezioni furono veramente magistrali.Assistendovi imparai parecchie cose che prima ignoravo.Gli argomenti trattati li avevo già precedentemente inseriti nel testo "Introduzione culturale allo studio delle nuove tecnologie",pubblicato nel 1993 da Giovannacci e presentato nella Sala conferenze dell'Unione biellese degli industriali con una presentazione dell'allora Assessore all'Istruzione e Formazione professionale della Città di Biella,dott.ssa Rosalia Aglietti che nel novembre di quell'anno ci lasciò prematuramente.La nomima a Texilia gliel'avevo preannunciata anni prima.Quando si avverò,mi diede atto della mia "preveggenza"!Quindi,Giorgio Cinguino,benemerito per numerose attività col suo impegno civile(Protezione civile degli Alpini,API,etc...),ha lasciato una traccia profonda non solo nella storia del Biellese,ma anche nella mia vita personale e in quella della mia famiglia.Lo ricordo con sincera stima e profondo rimpianto.
 
Cinguino
L'articolo pubblicato da "La Stampa" sabato 23 febbraio. 
 
 
2013:giovedì 28 febbraio.Una data storica.Ho voluto assistere in tv all'abdicazione del Papa Benedetto XVI,che ha lasciato la sua residenza apostolica in Vaticano e in elicottero si è recato nella residenza di Castelgandolfo.Dalle ore 20 sarà Papa Emerito con una pensione di 2500 euro mensili.Ci vuole coraggio,tanto coraggio e tanta umiltà per compiere un atto del genere.Spero che il successore abbia la forza di riordinare la Curia vaticana e di rimettere ordine nella Chiesa cattolica.
 
2013:anche il Generale Bonifazio Incisa di Camerana se ne è andato.Oggi,sabato 4 maggio,l'ho appreso dal giornale,di cui riporto l'articolo di seguito.Non lo conobbi personalmente,ma gli scrissi e mi rispose.Era il 1992.Luigi stava svolgendo a Torino il suo servizio militare e ad agosto doveva essere congedato essendo partito il 27 agosto 1991.Agli inizi aveva trascorso diversi giorni in Ospedale militare,prima a Genova e poi a Torino,per un mese complessivo.Nel marzo 1992 presentò domanda perchè questo periodo gli venisse computato come servizio militare.altrimenti avrebbe ricevuto il congedo un mese dopo! Generalmente queste domande venivano accettate.Erano passati oltre due mesi e non aveva ancora ricevuto risposta.Pertanto,all'inizio di giugno mi rivolsi al Capo di Stato Maggiore della Regione Militare Nord-Ovest,che era appunto il Generale di Corpo d'armata Incisa di Camerana.Lunedì 15 giugno,in occasione della Festa dell'Artiglieria,il Capo di stato maggiore si recò nella Caserma Morelli di Popolo a Torino,in Corso Unione Sovietica,dove erano di stanza la Brigata Trasmissioni "Cremona"(in cui era incardinato Luigi),un Battaglione Guastatori e il Battaglione di artiglieria "Adria".Il Generale fu ricevuto non solo con i dovuti onori militari,ma anche con affetto perchè appartenente all'Arma di Artiglieria.Dopo la cerimonia,il Generale convocò i vertici della Brigata Trasmissioni "Cremona" e chiese loro conto della domanda presentata dal Trasmettitore Zamprotta.Apriti cielo!Fu poi raccontato da chi era nei paraggi che si sentirono urla da far venire le crepe alle pareti. Ovviamente ne fece le spese un Tenente colonnello che avevo conosciuto e che certamente non aveva poi tante responsabilità.Ma,si sa,c'è sempre un capro espiatorio.Alcuni giorni dopo ricevetti una lettera dal Gen.Bonifazio Incisa di Camerana,il quale mi comunicava che la domanda di mio figlio era stata accolta e che,quindi,sarebbe stato congedato nei termini previsti,come avvenne,il 27 agosto 1992.Quanti Incisa di Camerana ci sono nella nostra P.A.? La sera Luigi ci mise al corrente dell'accaduto e il mattino seguente ebbi cura di telefonare a quel Tenete colonnello per spiegargli che non era mia intenzione si arrivasse a un tale epilogo e che non avevo chiesto la testa di nessuno.
 
 
IncisadiCamerana1
 da "La Stampa",sabato 4 maggio 2013
 
2014:il 24 maggio sono stati pubblicati sul sito http://www.autorita-trasporti.it/esperti/ gli Elenchi degli Esperti selezionati dalla Autorità di Regolazione dei Trasporti. In due elenchi,approvati con Delibera del 7 maggio, risulta inserito Zamprotta Luigi,che aveva presentato domanda di partecipazione alla selezione pubblica indetta con Delibera dell'Autorità del 13 febbraio 2014. Si tratta dell'Elenco degli Esperti del Profilo Tecnico-Ingegneristico-Informatico e dell' Elenco degli Esperti del Profilo Organizzazione e Gestione dei Sistemi informativi e Controllo di gestione. Nel 2016 ha superato la Selezione pubblica ed è stato inserito nell'Elenco della Sezione Esperto Informatico(l'Elenco comprende solo 4-quattro- Esperti).
 
2014: 27 agosto. Oggi è un giorno particolarmente triste per me. Ho appreso la notizia della scomparsa di Franco Ruffa, di cui ho parlato più volte in questo sito. Se ne è andato domenica scorsa a causa del male che lo aveva colpito anni fa, di cui era stato operato, che avuto la meglio su di lui. La settimana prossima avrebbe compiuto 67 anni. Nel maggio del 1997,insieme ad un'altra persona,lo invitai ad assumere la presidenza dell' Università Popolare Subalpina. Stupito dell'invito, accettò e dimostrò le sue grandi capacità manageriali, che ebbe modo di mettere anche al servizio del Comune di Piedicavallo dove fu Assessore. Insegnante di scuola media prima, titolare della cattedra di Musica da camera al Conservatorio musicale di Torino poi, era un serio e provetto musicista, diplomato in Pianoforte e Direzione dopo la laurea in Filosofia all'Università di Torino con Pareyson. Nel 1999 mi dimostrò tutta la sua profonda amicizia e lealtà quando, il 22 marzo, partecipò ad un Assemblea della Subalpina (di cui in quel momento non era più presidente) e non esitò a prendere le mie difese per ristabilire la verità dei fatti. Le successive votazioni di quella sera lo rielessero alla presidenza e fui suo Vicario,oltre che Segretario generale dell'Istituzione(che poi dovetti abbandonare per un sopravvenuto incidente a mia moglie Maria che mi impedì di continuare a collaborare con la duvuta continuità). In seguito il caro Franco,che nel frattempo aveva fondato la Società Ginnastica Lamarmora, costruì, insieme con la moglie Anna Miglietta (nota sportiva della Ginnastica in Italia), il Palaginnastica Lamarmora in via Rivetti a Biella, dotando la città di un altro utile strumento sportivo per i giovani e raccogliendo meritati trofei a carattere regionale e nazionale,già mietuti in precedenza anche in campo mondiale.Con la sua scomparsa se ne va non solo un pezzo di storia della cultura e dello sport nel Biellese, ma anche un pezzo importante della mia vita. Ciao, Franco!
Ruffa Franco
il prof.Franco Ruffa nel 2005
 
 
2014: 1 ottobre, oggi ho appreso la notizia della morte di don Aldo Garella,avvenuta ieri,30 settembre,a Salussola,nella Casa di Riposo La Taruzza da lui fondata a gestita.Se ne va un caro fraterno amico,col quale ho collaborato begli anni '80-90.Don Aldo Garella,Canonico della Cattedrale di Biella,Dottore in Teologia,Docente di Teologia Fondamentale e di Teologia dogmatica nel Seminario diocesano di Biella.Un sacerdote-manager con un suo stile che lo distingueva dagli altri.Appassionato di fotografia,aveva anche il brevetto di pilota d'aermoobili,e infatti un settembre degli anni '80 si recò a Napoli col sacrista del Duomo di Biella,l'amico Comm.Mario Langella,pilotando un aereo noleggiato e portando con se alcune persone per assistere al miracolo di S.Gennaro.In quella occasione incontrò l'Arcivescovo di Napoli,Card.Corrado Ursi,che fu invitato a Biella.Don Aldo mi onorò della sua amicizia,della sua collaborazione al periodico "Panorama Biellese",di cui allora era direttore responsabile,con apprezzati articoli scientifici.Collaborò anche ai corsi dell'Università popolare, di cui ero Segretario generale e Docente.Lesse la mia dispensa "Temi e problemi socioreligiosi" e,a mia richiesta,ne scrisse la presentazione,che è possibile consultare presso la Biblioreca Civica Centrale di Torino e presso la British Library di Londra,dove l'opera è catalogata;poche parole,ma incisive.
 
don Aldo Garella il 30 giugno 2013
il Teologo Dott.Don Aldo Garella il 30 giugno 2013
celebrazione del suo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale
 
 
2014: con Decreto Rettorale 38496 del 22 settembre il Rettore dell'Università degli studi di Torino ha attribuito a mio figlio Lorenzo, Funzionario tecnico presso il Dipartimento di Fisica, la funzione specialistica corrispondente a Esperto nella valutazione dei rischi da campi elettromagnetici (ECEM) e da radiazione ottica coerente e incoerente - alta complessità, in corrispondenza con il CIS - "Centro di Igiene e Sicurezza a tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro".
 
2015: 11 gennaio. Sono passati 50 anni dalla tua dipartita, cara Mamma, ma il dolore per la tua mancanza è sempre vivo in me. Avevo poco più di 23 anni e tu non avevi ancora compiuti i 67. Troppo poco tempo ti sono stato vicino. Ricordo l'amore che avevi per me. Il tuo ultimo pensiero,prima dell'ictus che ti colpì il giorno precedente,fu per me.Come posso ringraziarti,adorata Mamma,per tutto ciò che mi ha donato? Il tuo ultimo figlio, Italo.
 
2015: 9 marzo. Sabato 7 marzo Luigi è stato a Bruxelles, invitato alla cerimonia del 150° anniversario di fondazione della SRPMDB-Société Royale Philanthropique des Médaillés et Décorés de Belgique, Associazione filantropica e patriottica, fondata il 3 dicembre 1865, sotto l'Alto Patronato dalla Casa reale belga con Autorizzazione reale del 2 luglio 1883 dell'allora Re Leopoldo II.
In questa occasione gli è stata conferita la Medaglia commemorativa del 150° anniversario con Diploma di accompagnamento, Matricola socio N. 2015 7 8107, Brevetto N. 0047. Alla cerimonia, che si è svolta nel Municipio di Bruxelles, ha partecipato l'Ammiraglio Michel Hoffmann in rappresentanza di S.M. il Re dei Belgi; il Borgomastro di Bruxelles, e altre autorità. Luigi è stato accolto da Gilbert Gérard, Presidente della Sezione di Namur, e dalla consorte, signora Annie Dussart, Tesoriera, entrambi componenti del Consiglio nazionale della Société, i quali lo hanno anche accompagnato per un tour di Bruxelles:
 
BruxellesMedBruxelles SRPMDB
La Medaglia commemorativa del 150mo anniversario di fondazione e il relativo Diploma di conferimento
SRPMDBMars2015
Bruxelles, 7 marzo 2015, 150mo Anniversario della SRPMDB: Luigi col Presidente della Sezione di Namur, Gilbert Gérard, e la consorte, Annie Dussart
 
2015: venerdì 3 aprile, venerdì santo, mi sono recato ad un funerale,più che altro per dovere d'ufficio. Avevo già inviato alla famiglia un telegramma di condoglianze e, forse, poteva bastare. Non nomino la persona defunta che affido alla misericordia del Signore, come spero per me quando sara il mio momento. Ricordo soltanto che costui mi ha fatto tribolare per 14 anni, dal 1979 al 1993. Potrei scrivere una specie di romanzo, ma me ne astengo. Perdòno, ma non riesco a dimenticare.
 
2015: martedì 27 ottobre mio nipote e figlioccio Carmine Zamprotta ha conseguito a Napoli la sua seconda laurea, questa volta in Giurisprudenza, con l'Università telematica Pegaso, con sede a Napoli.
  
 
2016: il 31 gennaio è stata conferita a Luigi la distinzione onorifica di Chevalier da parte della SRPMDB-Société Royale Philanthoipique des Médaillés et Décorés de Belgique, Brevetto N. 6006. La notizia è stata riportata a pagina 11 del numero di marzo della rivista dell'Associazione, La Babillarde. La cerimonia di consegna ufficiale delle onorificenze avverrà il prossimo 4 giugno. Il Cancelliere della Société Royale ha fatto pervenire a Luigi l'AUTOPORT, un documento ufficiale emesso dalla SRPMDB contenente sia i dati anagrafici del titolare sia la foto sia le distinzioni onorifiche conferitegli in Belgio e nel Paese di appartenenza. Si tratta di una specie di documento di riconoscimento che poi viene periodicamente aggiornato soltanto dalla Cancelleria in occasione di nuovi conferimenti. Le contraffazioni sono punite ai sensi degli artt. 228 e 229 del Codice penale Belga. 
 
 Diplome de ChevalierCroix de Chevalier
Il Diploma e la Croix de Chevalier
 
 
2016: 11 luglio. oggi mio figlio Lorenzo ha conseguito il Master post-laurea in "Management del software libero" presso l'Università del Piemonte Orientale, frequentando per 1 anno accademico il corso presso la Regione Piemonte a Torino. Dopo le verifiche periodiche di apprendimento e profitto, al termine ha discusso il seguente Project work: Progetto di sviluppo di un sistema informativo per la gestione dei dati riguardanti l’esposizione individuale ai rischi sul luogo di lavoro nell’Università di Torino”. Il master era organizzato da quella Università in collaborazione con il Politecnico di Torino e la Regione Piemonte. L'ammissione è avvenuta per concorso lo scorso anno. Questo titolo va ad aggiungersi ai numerosi corsi di formazione e aggiornamento che mio figlio ogni hanno è obbligato a frequentare in varie parti d'Italia per la sua delicata attività nell'ambito dell'Università di Torino, Esperto nella valutazione dei rischi da campi elettromagnetici e da radiazione ottica coerente e incoerente, dal 2014. Il finanziamento dei corsi è a carico del datore di lavoro, l'Università di Torino.
 
201617 agosto, oggi è un mercoledì come allora, il 17 agosto 1966, giorno in cui arrivai a Biella per la prima volta. Sono passati 50 anni. Allora ero un giovane di non ancora 25 anni. Oggi sono un vecchio che il mese prossimo compirà 7 5 anni. Non c'è alcuna gioia in ciò che dico e ricordo, per il semplice motivo che mi sento estraneo a questa terra, come in esilio. Sono e resto napoletano di nascita e napolitano di nazionalità. Non sento l'Italia come mia patria e detesto il Piemonte, dove fui destinato dall'INAIL, altrimenti mai avrei scelto di venirci. Non mi dilungo ulteriormente perchè dovrei scrivere molte cose sgradevoli, ricordando fatti e persone. Mi limito a rimandare il lettore a ciò che già ho scritto altrove per ricordare gli inizi della mia umana vicenda a Biella, terra inospitale e razzista, come tutto il Piemonte.
 
2016: 22 settembre. Oggi finalmente anche l'Italia ha deciso di riconoscere come ingegnere il mio primogenito Luigi, riconosciuto come tale in Francia dal 1996-98 (IESF/CNISF-Consiglio Nazionale degli Ingegneri di Francia, Parigi) e nel Regno Unito (SPE-Society of Professional Engineers) dal 2003. Non avendo ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Giustizia (che cosa c'entra con le profesisoni?), ha dovuto sostenere gli esami di stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere. Ha scelto l'Università di Napoli (che già gli aveva riconosciuto la laurea in Scienze e Tecnologie informatiche proprio per poter sostenere questo tipo di esame), dopo aver frequentato, nel periodo aprile/giugno, il Corso serale di preparazione agli esami di stato per l'abilitazione, organizzato dall' Ordine degli Ingegneri di Milano presso il Politecnico di Milano). Ha superato le 2 prove scritte sostenute il 22 giugno, le prove orali del 12 settembre e la prova pratica progettuale del 14 settembre. Oggi è stato comunicato l'esito finale di abilitato alla professione anche in Italia, dominata da una ottusa e incapace burocrazia. Ricordo che il 7 febbraio 2006 la sua laurea statale francese, conseguita il 29 marzo 2005, fu riconosciuta equipollente alla laurea magistrale italiana in Informatica con DPCM-Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,  previo parere vincolante del MIUR-Ministero Istruzione Università e Ricerca. E con questo abbiamo chiuso una vicenda che poteva verificarsi soltanto in Italia.
 
DipIngNapoli
Queso è un particolare della facciata della Scuola Politecnica di Napoli - Dipartimento di Ingegneria
dove Luigi ha sostenuto gli esami di stato per l'abilitazione all'esercizio della professione in Italia. 
 
Appendice 1
 
via Filippo Cavolini 7 è il luogo in cui nacqui. La casa aveva quattro finestre e un balcone col pavimento di marmo. Quel balcone per i primi anni di vita fu il mio posto di osservazione. Da quel balcone osservai il mondo composito e variegato che mi circondava.
 
Per esempio, da quel balcone vidi i profughi istriani che si erano rifugiati in Italia e cercavano, onestamente, di sbarcare il lunario. Vedevo dal mio balcone passare dei carrettini di verdura e frutta spostati da persone diverse dal solito che "davano la voce" in maniera diversa. Da quel che ho saputo in seguito, documentandomi seriamente, si trattava di parte di quei circa 350.000 profughi istriani. di lingua italiana, che si rifugiarono nel nostro paese per sfuggire alle rappresaglie degli slavi titini. Essi costituirono un grave problema umano e politico, allentatosi un pò solo nel 1954, quando la zona A, con Trieste e cinque piccoli villaggi, fu incorporata definitivamente nell' Italia. L'Italia, però, con loro si è mostrata matrigna, non madre amorosa.
 
La via Filippo Cavolini, traversa della più lunga via Bernardo Tanucci, misurava un 150 metri, divisa in due tratti. Il tratto in cui abitavamo noi a est confinava con la suddetta via e ad ovest confinava con via Macedonio Melloni; procedendo nel secondo tratto la strada sbucava in Piazza Gravina. Dal balcone, a est, si vedeva l' Orto botanico (1807) e la Certosa di S.Martino (1325), di sera illuminata. A ovest era possibile vedere il mercato rionale di Piazza Gravina. Ma le cose più interessanti, per un bambino, era il continuo viavai di persone, utenti  e fornitori dei numerosi negozi. Nel mio tratto di strada potevo comodamente vedere i rifornimenti di sali e tabacchi alla tabaccheria, di baccalà e affini alla baccaleria, di paste alimentari, latticini, formaggi e salumi alle due salumerie e pasta che dai due angoli del mio tratto di strada si contendevano i clienti. Di fronte al mio balcone, all'imbocco della strada, vi era un parrucchiere, poi c'era una drogheria, quindi una "cantina", cioè un venditore di vini ed oli che la sera faceva anche cucina; quindi un "basso" dove una povera famiglia cercava di sbarcare il lunario improvvisandosi, settimanalmente, friggitoria; quindi veniva il tabaccaio, don Ciccio, con una mano poliomielitica; poi un negozio di "coloniali", cui seguiva un calzolaio (che di fronte aveva il laboratorio per fare le scarpe); poi c'era una merceria con  due sorelle zitelle (erano chiamate "le signorine"). A fianco c'era il negozio di Carmine T. (chiamato "don Carmeniello") che non so definire, perchè vendeva di tutto, anche i peperoni sottaceto che preparavano i suoi aiutanti: ricordo quando arrivava il camion con il rifornimento e scaricava quintali di peperono verdi  che poi venivano adeguatamente trattati nell'annesso laboratorio. Lì si vendeva, per esempio, anche il sapone e i detersivi, i capperi e le olive, ecc. Il Tramontano possedeva a Napoli una catena di negozi del genere e la sua fortuna era valutata, già allora, nell'ordine dei miliardi! Lo ricordo, alto e corpulento, insieme alla sua signora, orante nella nostra Parrocchia. Poteva diventare suocero di una mia sorella  che non volle assolutamente saperne della corte di uno dei suoi figli! 
Accanto a questo bazar c'era uno stagnino col suo laboratorio e, infine, la Baccaleria, tutta in marmo, dove il proprietario troneggiava con i suoi pesanti zoccoli sonanti. Dalla parte del mio balcone, quindi in visione indiretta, c'erano due negozi di salumeria-pasta agli angoli, come ho già detto. Da una di queste presi l'abitudine di andare a comprare una cosa che allora mi piaceva particolarmente, la cotognata, che costava venti lire. Riassaggiandola, a Biella, dopo tanti anni, diciamo nel 2000, non ho trovato più lo stesso sapore. Era cambiata la cotognata o ero cambiato io? Proseguendo, ai lati del portone di casa, entrando, sulla destra trovavi una panetteria e a sinistra una sartoria. In fondo, prima di arrivare alla salumeria della cotognata, c'era l'ingresso di un laboratorio di mobili per il quale si scendeva in ambienti seminterrati.
 
Dal mio balcone vedevo, in diagonale, la panetteria "Ascione" dove le mie sorelle erano in attesa di acquistare il pane per tutta la famiglia la mattina del 13 settembre 1941 quando io nacqui alle ore 5 del mattino. Nulla so dire dell'altro tratto di strada a me estraneo, come nulla so degli inquilini della scala A del palazzo in cui abitavo alla scala B. Certamente i miei familiari ne sapevano o molto più di me perchè tutti più anziani e con maggiori possibilità di frequentare quegli esercizi commerciali come utenti, mentre io da ragazzo non ci ho fatto caso: la mia permanenza in Seminario prima e l'allontanamento da quella strada nel 1960 non mi hanno consentito di approfondire, mentre i miei fratelli e sorelle avevano avuto rapporti più costanti con il vicinato e con gli esercenti commerciali.
 
Di questo contesto ambientale desidero riportare le foto di alcuni edifici,monumenti e piazze che hanno caratterizzato il mio mondo di allora:
 
Di quel periodo ricordo in particolare la Festa di Piedigrotta, la Notte di Capodanno, le feste danzanti in casa, le letterine del S.Natale, la benedizione pasquale, la Supplica alla Madonna di Pompei.
Dal balcone si potevano vedere durante la Festa di Piedigrotta le bambine con i loro vestiti di carta variopinti che si recavano alla Villa Comunale per il Concorso sperando in una premiazione. Si vedevano ragazzi burloni coprire la testa delle persone col "cuppulone", una sorta di grosso cappello di carta, di forma conica, in cima ad un'asta che si calava improvvisamente in testa ai passanti. E poi c'erano trombe, trombette, ed ogni sorta di vestiti e giocattoli cartacei. Prendevo ogni anno sempre un elmo, stile corazziere, con una lunga criniera di carta, e una spada, con cui mi divertivo con gli altri ragazzi della nostra scala. Ricordo una volta, durante una Piedigrotta degli anni '40 (avrò avuto cinque o sei anni), quando mi assisi per terra fuori al balcone e per ore ruppi i timpani con una robusta tromba, tra il fastidio del vicinato e lo sconcerto dei miei familiari: ma a Piedigrotta, come a Carnevale, non si andava tanto per il sottile e il vicinato, pur brontolando, dovette sorbirsi quel...concerto!
 
Invece nella Notte di Capodanno c'era un rituale comune a tutte le famiglie napoletane e poi esteso a tutt'Italia: sparare i botti. Ricordo che i miei riempivano una cesta di vimini di tric-trac, bengala, girandole, "stelletelle" e altro, che a mezzanotte si accendevano fuori al balcone. Il tutto per noi durava circa un quarto d'ora, mentre altri restavano ancora a "sparare" fuochi: un inutile dispendio di risorse finanziarie che si sarebbe potuto impiegare diversamente.
 
Ricordo, infine, le Feste danzanti in casa degli anni '40, organizzate dai miei fratelli scapoli. Già da giorni prima fervevano i preparativi: mio fratello Geppino lucidava per bene con la cera il pavimento della nostra sala che diventava tutta scintillante. Si approntava il radiogrammofono (non era ancora giunto il tempo del giradischi!) e si sceglievano i dischi 78 giri da utilizzare come ballabili. Ricordo "Amado mio" che dall'altro lato riportava "Non vi innamorate", entrambe lanciate da Rita Hayworth nel film "Gilda" (1945) che mi piacevano particolarmente (una critica cinematografica dice testualmente: "canta meravigliosamente e balla splendidamente Put the Blame on Mame e Amado mio". A questo però debbo sommessamente aggiungere che l'attrice fu doppiata dalla cantante canadese Anita Ellis (ps. Anita Kert, nata nel 1920). Nel dopoguerra mi avevano portato a vedere quel film e anche quello di Capitan Blood con Errol Flynn e Olivia de Havilland  (1935, ma arrivato in Italia soltanto nel dopoguerra: si tratta del film che ancora oggi prediligo) e il Libro della Jungla (1942). Ritornando alle feste danzanti debbo precisare che si svolgevano qualche volta all'anno, in occasione di particolari ricorrenze familiari: o al 25 novembre (S.Caterina, onomastico di  nostra madre) o il 6 dicembre (S.Nicola, onomastico di  nostro padre), o al 28 febbraio (giorno compleanno di nostro padre) anche perchè comportavano un dispendio di risorse finanziarie non indifferente: dolciumi, liquori, caffè per decine di persone che gironzolavano per casa. C'erano le fidanzate, le amiche delle fidanzate, eventuali familiari accompagnatori. Allora le donne non andavano da sole ad una festa, anche se si trattava di case di famiglie perbene. Agli inizi degli anni '50 questi avvenimenti andarono gradualmente scomparendo perchè il 16 ottobre 1950 si sposò mia sorella Grazia (l'avevano già preceduta il nostro primo fratello, Donato, che si sposò il 19 marzo 1942, in piena guerra; seguito da nostra sorella Elisa (1945) e da nostro fratello Aldo (1946). Mio fratello Geppino andò a lavorare a Milano nei Telefoni dello stato e nel 1953 si sposò in municipio e il 4 ottobre 1954 si sposò in chiesa. Nel 1955 si sposarono i miei due fratelli più giovani, Egidio ed Enrico. Io ero in Seminario. I miei genitori, che avevano avuto otto figli, si ritrovarono temporaneamente soli.
 
Negli anni '40, quando si approssimava il S.Natale, cominciava il tormentone della letterina da scrivere ai genitori. Si trattava di una lettera particolare che si acquistava in cartoleria e che si scriveva precisando tanti buoni propositi, come quella che Tommasino scrive ai genitori nella commedia di Eduardo De Filippo "Natale in casa Cupiello". Quando si apparecchiava la tavola per il pranzo del 25 dicembre, quella lettera veniva posta sotto il piatto del capotavola che faceva finta di trovarla per caso. Dopo di che, prima di iniziare a mangiare, veniva letta. Quando terminò questo rituale, non ne sentii alcuna nostalgia.
 
La cerimonia familiare annuale che ricordo con particolare commozione e nostalgia è, invece, la benedizione pasquale dei nostri genitori. Il Sabato santo o la Domenica di Pasqua si chiedeva in Parrocchia la quantità di un bicchiere di acqua santa che poi veniva riversata, a casa, in un particolare bicchiere: un bel calice di vetro. Prima del pranzo pasquale ci si inginocchiava attorno alla tavola e, dopo le preghiere rituali, passavano i nostri genitori: prima nostro padre e poi nostra madre che con un ramoscello d'olivo, preso in Parrocchia, intinto nell'acqua santa, ci benedicevano tutti. Poi ci si rialzava e ci si metteva a sedere per il pranzo pasquale. Di rito c'era sempre, tra l'altro, il capretto alla cacciatora che nostra madre cucinava splendidamente. Alla fine c'era la famosa pastiera che nostra madre aveva preparato qualche giorno prima (in realtà ne preparava più d'una). Ricordi, dolci ricordi di un tempo passato.Mi ha fatto molto piacere sapere che a casa di mio nipote Nicola nel periodo pasquale si prepara la pastiera secondo "la ricetta della nonna Caterina",ereditata dai genitori Egidio e Anna che avevano perpetuato la tradizione,così come avevano fatto gli altri figli (i miei fratelli).
 
Due volte l'anno, l' 8 maggio e la prima domenica ottobre (festività della Madonna del Rosario), i miei genitori recitavano la Supplica alla Madonna di Pompei. Accendevano l'apparecchio radiofonico che a mezzogiorno trasmetteva in diretta la Supplica da Pompei. I miei genitori, in ginocchio, con il testo della preghiera tra le mani, ad alta voce recitavano quella Supplica, preghiera composta dal fondatore del Santuario di Pompei, l'avv. Bartolo Longo, proclamato Beato nel 1980. La loro fede era grande, genuina, tradizionale, appresa dai loro genitori e familiari che, a loro volta, l'avevano mutuata dai loro. Mio padre Nicola conobbe il Beato Bartolo Longo e fin dagli anni della guerra mondiale 1915-18 fu tra coloro che offrirono il loro obolo per il nuovo Santuario mariano.
    
Appendice 2
 
Dopo aver ricevuto la prima Comunione cominciai a frequentare la S.Messa dei Fanciulli che in Parrocchia si celebrava ogni domenica alle ore 9 del mattino. Ricordo che allora si stava divisi: i ragazzi da un lato e le ragazze dall'altro, come del resto era a scuola. Infatti a scuola le classi erano o maschili o femminili, non esistevano classi miste e non esisteva alcun pericolo di commistione. L'unica cosa che ci accomunava era la divisa: grembiule nero, colletto bianco e nastro a fiocco che variava di colore a seconda della classe frequentata. Vedendo il coloro del nastro si capiva subito uno scolaro, o una scolara, quale classe frequentasse. Per i posteri ricordo: in prima e seconda lementare il nastro era bleu (la classe si riconosceva dal numero romano riportato sul petto del grembiule, a sinistra; le bambine avevano, però, un nastro rosa e un grembiule bianco. Dalla terza classe tutti in grembiule nero, con nastro rosso; in quarta nastro verde e, finalmente, in quinta elementare, nastro tricolare. Così si usava alla mia Scuola, la Dante Alighieri, in Piazza Carlo III° a Napoli.
 
(Nell'anno 1950 andai più volte ad aspettare mio padre Nicola che alle ore 17 usciva dal lavoro. Il suo Ufficio si trovava in via Bernardo Tanucci, a poche decine di metri dal portone della nostra abitazione, quindi non dovevo fare un grande cammino. Dal marciapiedi vedevo mio padre quando firmava l'uscita sotto un grande orologio e dopo doveva abbassare una leva che faceva scattare un meccanismo che registrava la sua uscita e consentiva la firma all'impiegato che lo seguiva. A volte vedevo anche mio fratello Aldo che lavorava nella stessa Azienda municipalizzata dei trasporti pubblici, l' ATAN).
 
Ricordando la S.Messa dei fanciulli e il seguente periodo in Seminario, sono indotto a fare alcune considerazioni sulla Chiesa. La Chiesa, in cui sono nato, cresciuto, educato, non esiste più. Infatti, le ideologie comuniste e massoniche sono penetrate in essa sconvolgendone profondamente il tessuto ed alterandone la dottrina. Io sono rimasto fermo a Pio XII°. Ciò che è venuto e successo dopo per me ha dell'incredibile. Satana si è introdotto nella Chiesa, come era previsto sia dalla Sacre Scritture sia da numerose profezie dichiarate dagli stessi Santi della Chiesa nei secoli fino ad oggi.
 
L'apparizione dei preti operai, dei preti "impegnati", dei religiosi che partecipano ale vicende mondane ha distrutto la vera figura sacerdotale. Il sacerdote, se lavora effettivamente per le anime che gli sono affidate, non ha tempo neppure per dormire, altro che impegno sociale! Purtroppo molti sacerdoti, invece di impegnarsi in parrocchia hanno preferito altri impegni, sebbene le vocazioni scarseggiassero: insegnanti, manager, politici. Poi è venuto il famigerato Concilio Vaticano II°, che non ha condannato la dottrina comunista (Pio XII° invece aveva addirittura scomunicato i comunisti!) e ha offerto la possibilità di modificare anche la liturgia. Così assistiamo ad una rappresentazione teatrale al posto della S.Messa. Alcuni particolari sono penosi: il sacerdote in mezzo ai fedeli, invece di guidarli come pastore, come ci è stato insegnato dall'unico Maestro, Gesù Cristo. Canti e suoni ritmati, che nulla hanno a che vedere col sacro, col luogo sacro in cui vengono eseguiti e col sacro Mistero che si svolge durante la S.Messa. Inutili strette di mano tra i fedeli all'Agnus dei: l'unica vera pace viene dal Cristo e non c'è alcun bisogno di stringersi le mani in segno di pace! La S.Comunione posta tra le mani dei fedeli: è il colmo della blasfemìa. E per di più offerta anche da suore e laici, cioè da persone non consacrate e abilitate a tale Ministero, di pertinenza esclusiva del Presbitero e del Diacono! Potrei continuare, ma a che pro? Mi lascia molto perplesso la mancata benedizione delle case: era una tradizione molto significativa, motivo di incontro tra parroci e fedeli. Ora è quasi scomparsa. Negli anni del Signore 2005 e 2006 non ho avuto questo onore e nel 2007 mi si dice, con un avviso, che il Parroco non ha potuto eseguire la programmata benedizione di lunedì 30 aprile, spostata a data da definire!
 
Allora, a questo punto, ritengo che sia molto illuminante un testo che ho letto qualche anno fa:"Via col vento in Vaticano", Kaos edizioni, Milano, 1999. Scritto da un monsignore che ha lavorato per decenni nella Curia vaticana, racconta un mondo molto diverso da quello che ci si offre nelle cerimonie ufficiali, nelle interviste, nelle biografie, nella storia di questa Istituzione.
Ne parlo con amarezza, ma anche con distacco, perchè non sono un seguace di questa chiesa (di nessuna chiesa), ma di Cristo, al quale costoro non sono neppure lontanamente legati. Il messaggio di Gesù Cristo è tutt'altra cosa da ciò che costoro ci propinano col loro comportamento, con la loro parola (non posso dire insegnamento!), con le modifiche che hanno apportato al messaggio originario.
 
Questo è un altro capitolo: la traduzione e il commento delle Sacre Scritture. Conoscere il greco e l'ebraico per un laico è pericoloso, perchè consente di rivedere le traduzioni e di scoprire che sia nei secoli passati sia attualmente sono state falsate in tanti punti sia dell'Antico sia del Nuovo Testamento (che poi è Patto o Alleanza). Molti concetti risentono dell'autorità di "Padri", come Gerolamo e Agostino, che ci presentano le loro Sacre Scritture, alterando la realtà. Basti confrontare, ad esempio, l'elenco delle "Dieci Parole"(aséreth addebarim, "dieci le parole", come vengono chiamati i i Dieci Comandamenti in ebraico) nel testo originale ebraico con il testo rielaborato da S.Agostino e adottato dalla Chiesa. Basti confrontare l'esatta traduzione geronimiana di "panem supersubstantialem" con l'originale greco epiousion, che significa tutt'altro che quotidiano, come invece la Chiesa ha modificato nella versione per i fedeli,inserita anche nei testi. Eppure la critica testuale parla chiaro: abiamo  disposizione dei testi che per una quindicina di secoli hanno subito manipolazioni,alterazioni,glosse, c he poi sono state ritenute parola ispirata da Dio! E si potrebbe continuare all'infinito. Assistiamo sui giornali e in televisione a dibattiti in cui i teologi dimostrano la loro inconsistenza: la teologia non serve a nulla. In duemila anni ha inanellato soltanto una lunga serie di errori e  di sciocchezze, elaborando dei dogmatismi e una precettistica degni della migliore tradizione rabbinica, quella che il Cristo duramente richiamò: "Guai a voi scribi e farisei..." (Matteo, cap.23, vv.13-29). Questo richiamo non si riferiva soltanto agli scribi e farisei dell'epoca, perchè le profezie delle Sacre Scritture hanno sempre una valenza duale, una per il momento in cui sono pronunciate e l'altra per un momento successivo. Questo è uno dei cinque principi fondamentali per lo studio e l'apprendimento delle Sacre Scritture, che ho appreso nei lunghi anni in cui seguii il Corso biblico dell' Ambassador University (Pasadena, California, USA) in inglese, francese e italiano (1.il Simbolismo; 2.la Dualità; 3.Benedizioni e Maledizioni; 4.l' Identità delle nazioni; 5.la Cronologia). Penso che basti, perchè non è mia intenzione scrivere un pamphlet contro la Chiesa: le cose le sanno, se vogliono possono ravvedersi, cambiare strada, cioè fare una conversione (metànoia) come ammoniva Giovanni il Battista (Matteo, cap.3 v.8). Ho ripetuto semplicemente le parole che Padre Pio disse in confessione ad un sacerdote che andò a confessarsi da lui a S.Giovanni Rotondo. Sappiamo, però che la Chiesa per lunghi decenni perseguitò Padre Pio, e Padre Pio era uomo di Dio, anzi "alter Christus", come giustamente ebbe a dire Giovanni Paolo II°. Anzi, se prestiamo fede a Suor Maria Francesca Foresti (Bologna, 17 febbraio 1878 - Maggio di Oggiano, 26 settembre 1943), morta in concetto di santità (è in corso la causa di beatificazione), che in una visione così sentì esprimersi Gesù a proposito del frate di Pietrelcina:"Il suo linguaggio è dolce, tagliente, franco, misterioso, come il mio: abbatte, atterra, suscita lo stesso imperio, perchè io vivo in lui" (cfr. P.Marcellino Iasenzaniro, "Il Padre San Pio da Pietrelcina.Testimonianze", Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotodno, 2004, p.32).
 
 

Appendice 3

 

Poesie
 
Maria
Hai un nome dolcissimo
che mi inebria il cuore,
tu sei per me l'amore
e illumini il mio cammino
            *
Dal tuo volto si effonde
una luce misteriosa
che scende nel mio animo
e  mi dà la pace
            *
Il tuo sguardo dolce e amoroso
accende in me un ardore indefinibile
che solo le tue timide carezze
possono placare
            *
Maria, ingenua e semplice,
pudica e ritrosa.
tu mi dài la forza di vivere
con la tua fragilità
 
Le tue mani
Le tue mani
candide e odorose
sembrano due rose
che io vorrei accarezzare
            *
Esse mi mettono tenerezza
e non oso sfiorarle,
perchè per me
sono sacre
            *
Sono piccole,
sono bianche,
vorrebbero accarezzarmi,
ma non osano,
perchè son timide
            *
Ed io le adoro queste tue mani
specialmente quando
si protendono
per salutarmi.
 
L'amor tuo per me
Quando le prime stelle
cominciano a splendere
nell'infinito,
io m rivolgo ad esse
per sapere
quanto è grande
l'amor tuo per me
             *
Le stelle mi rispondono
risplendendo ancor più
ed io comprendo allora
l'immensità del tuo amore
             *
Vorrei poterti stringere
sul cuore,
sussurrarti parole d'amore,
sentirti dire: ti voglio bene,
ma tutto ciò
sembra un sogno!
 

Appendice 4

 

Come conobbi Maria? Era destino che dovessi incontrarla. Infatti negli anni '30 mio padre non aderì all'invito di familiari e parenti di chiedere un alloggio nel Rione INCIS edificato per i dipendenti statali (poteva presentare domanda in qualità di Ufficiale dell'Esercito). Nè di andare ad abitare al quartiere Vomero,dove lo chiamava il cognato Italo già colà residente. Quindi la famiglia restò in via Filippo Cavolino 7, da dove fu sfrattata, dopo circa 32 anni di affitto, nel 1960. 
 
A dicembre del 1960 andammo ad abitare in un rione nuovissimo, appena edificato dalla Cassa per il Mezzogiorno sulla bella collina di Capodimonte. A volte prendevo l'autobus per scendere nel centro della città dove erano ubicati gli uffici pubblici, i mercati, i supermercati.
 
Invece la famiglia di Maria aveva abitato nella Villa Virnicchi ai Ponti Rossi.Durante la guerra questa villa fu bombardata e la famiglia restò senza casa.Ripararono in un alloggio di fortuna in via Santo'Antonio Abate,contigua a Piazza Carlo III,cioè a 600 metri di distanza da via Filippo Cavolino 7!In quelle disagiate condizioni nacque Maria il 25 settembre 1943,mentre Napoli si preparava alle 4 Giornate che scoppiarono il successivo 28 settembre.In quel periodo la mia famiglia era riparata a Caserta,da dove ritornammo all'inizio del mese di ottobre 1943.In seguito le nostre strade si incroceranno perchè la famiglia di Maria,dopo avere abitato in via Antonio Toscano 31,venne ad abitare nel Rione di Capodimonte ad appena 100 metri da casa mia.
 
Un giorno del marzo 1962, al ritorno, dopo essere disceso dall'autobus, mentre attraversavo sulle strisce pedonali in via Miano, alzando lo sguardo incrociai quello di una figura femminile affacciata ad un balcone del primo piano. Un balcone pieno di piante, come quello di casa mia.
 
Si trattava di una giovane ragazza dalla carnagione chiarissima (Omero avrebbe detto "dalle bianche braccia", λευκώλενος, come per Era nell'Iliade e Nausicaa nell'Odissea(Libro VI,145), per rimarcarne la bellezza!) fasciata in un abito azzurro e fornita di una bella chioma rossa che le scendeva sulle spalle. Rimasi abbagliato e fissai intensamente quell'incantevole creatura. Penso che a quell'età (avevo solo 20 anni) qualsiasi altro giovane avrebbe fatto altrettanto. Nei giorni seguenti cercai di saperne di più e andai a sbirciare al citofono di quell'abitazione per conoscere il cognome di quella famiglia. Dopo consultai l'elenco telefonico e vidi che quel cognome risultava in quella strada a quel numero civico.
 
La mia fu una piccola e innocente indagine per rintracciare la ragazza. Nei giorni seguenti, quando ne ebbi l'occasione, fissai ancora intensamente quella ragazza e notai che il mio sguardo era ricambiato. Allora mi feci coraggio e una mattina telefonai a) casa sua. Ebbi la fortuna di trovare proprio lei a rispondere e le feci capire chi ero. Le chiesi se le capitava di uscire per delle commissioni, ma mi rispose che usciva soltanto accompagnata dai genitori o dai fratelli e che per le commissioni le capitava di uscire da sola, ma soltanto per andare per brevissimo tempo in qualche negozio nei pressi di casa.
 
Sembrava proprio un caso disperato! Le chiesi se andasse ad assistere alla S.Messa e mi rispose che la domenica andava a volte con i genitori nella Basilica del Carmine Maggiore, in città, oppure con alcune amiche nella Basilica dell'Incoronata al Tondo di Capodimonte. Meno male, c'era uno spiraglio per poterla incontrare. La nostra conversazione telefonica durò pochi minuti, ma fu sufficiente per accertare la possibilità di un incontro e per scambiarci i nostri nomi di battesimo, così seppi che si chiamava Maria.
 
Nei giorni seguenti scrissi a mano una poesia, "Insieme", che ami aveva dato il mio amico Leopoldo Vecchione e la tenni piegata in tasca aspettando il momento opportuno per fargliela avere. Capitò un giorno che la rividi al balcone e, cambiando leggermente strada, mi recai nel suo portone e le infilai il foglietto della poesia nella buca delle lettere. Come seppi in seguito, lei si precipitò a prelevare il foglietto.
 
Qualche giorno dopo le telefonai e le chiesi se le poesia le era piaciuta. Rispose affermativamente. Le chiesi di vederci e lei mi rispose che la domenica seguente si sarebbe recata con le sue amiche ad assistere alla S.Messa della Domenica delle Palme. In quei giorni parlavo di questi avvenimenti con un caro amico, molto più anziano di me, cav.Francesco Mautone, sposato e padre di tre figlie, funzionario dell' Intendenza di Finanza di Napoli.
 
L'amico Francesco Mautone fu sempre prodigo di consigli e in quell'occasione volle darmi coraggio e solidarietà. Domenica 15 aprile mi accompagnò e venne in chiesa con noi. All'uscita, dopo la funzione religiosa, finalmente ebbi occasione di poter parlare con questa ragazza, mentre l'amico Mautone discretamente si defilava e le amiche della ragazza ci seguivano in processione.
 
Lei chiese di me ed io chiesi di lei. Accennammo brevemente alla rispettiva composizione familiare. Mi chiese dove abitassi esattamente e quale fosse esattamente il mio cognome (aveva capito Zambrotta). Ci lasciammo con la promessa reciproca di rivederci.
 
E ci rivedemmo sempre così, ogni domenica alle ore 11 per andare in chiesa, accompagnati dalle sue amiche! Questo andazzo terminò soltanto quando, a settembre, andai a casa sua, previa telefonata al padre, per chiederne ufficialmente la mano ai suoi genitori. A quell'epoca si faceva ancora così, o perlomeno io ero convinto che questo fosse l'unico modo per poter frequentare seriamente una ragazza.
 
In questo modo ebbi il permesso di frequentare quotidianamente la loro casa, di sera, e di potere andare a messa da soli. Prima di chiudere questo paragrafo voglio ricordare che il 19 settembre a Napoli è festa locale per festeggiare S.Gennaro, il Patrono della città. Quel 19 settembre 1962, un mercoledì, lei mi regalò un bell'orologio da polso (che mi farà compagnia poco dopo durante il mio servizio militare). Ma la data è per me importante per un altro avvenimento: il primo bacio. dato al ritorno dalla S.Messa, prima di rientrare a casa, sotto un albero secolare, nel Parco di Capodimonte, di fronte alla celebre Reggia. A parlare di queste cose, a tanto tempo di distanza, sembra di parlare di cose di altri tempi. Ed è proprio così, perchè sto parlando di cose del XX secolo, del 1962, ora siamo nel XXI e siamo nel 2008, cioè 46 anni dopo. Ai giovani tutto ciò potrà apparire romantico o retorico, ma allora era così. La donna era per un giovanotto un essere misterioso ancora tutto da scoprire e l'amore un sentimento da assaporare poco alla volta, con poesia. Maria era una ragazza pudica e riservata. Fu capace di scrivere migliaia di lettere nel periodo novembre 1962-febbraio 1964, durante il  mio servizio militare (scriveva ogni giorno, come me) e dopo, nel periodo 1966-68, nel periodo che fui a Biella da solo, non per grafomania, ma per amore. Lo stesso amore che le fece lasciare Napoli per raggiungermi a Biella nel 1968, dopo il matrimonio, per condividere la sua vita con me. Ogni altra parola risulta superflua.
 
Appendice 5: Lettera del 14 dicembre 1988 del Prof. Avv. Salvatore Farina:
 
 

 

 

Appendice 6: Lettera di Enrica Salvoni, vedova del Prof.Fausto Salvoni, del 30 maggio 1983:
 
 

(Archivio Italo Zamprotta)

 

Nota

 

C'è stato qualcuno che mi ha chiesto come mai nel mio sito appaiono due paragrafi intitolati a mons. prof.Giuseppe Morelli e al prof. Edmondo Tisanna.

 
La risposta è molto semplice: "Ho cercato di sopperire, nel mio piccolo, alle carenze della società. Infatti, di Mons.Giuseppe Morelli non vi è alcuna traccia sul web (incredibile, ma vero!), mentre del Prof. Edmondo Tisanna vi è qualcosa che, però, non riesce a farci capire bene chi veramente sia stato in vita".
 
Conobbi l'allora Prof. Giuseppe Morelli agli inizi degli anni '50. Fu mio docente di lettere e mi insegnò la liturgia e il canto gregoriano. Era un grande apostolo di Cristo e un uomo di profonda dottrina, come ve ne sono pochi. Fu amico dei miei genitori. Mi fece conoscere il Seminario, che io volli frequentare. Non ci perdemmo mai di vista. Seguii la sua carriera ecclesiastica, accademica, professionale. Lo invitai a Biella per una lezione nel 1979, e così conobbe l'altro mio grande amico, Edmondo Tisanna, che io avevo conosciuto nel 1977: subito fraternizzarono, perchè erano entrambi delle anime nobili, alieni da malvagità, da sotterfugi, da intrallazzi, da trasformismi.
 
Anche il Prof. Edmondo Tisanna non ha raccolto onori, ricompense, onorificenze. Entrambi hanno raccolto, a piene mani, invidia, cattiverie, malanimo, meschinità, da quanti sapevano di essere dei nani di  fronte a dei giganti.
 
Ricordo gli insulsi discorsi uditi da alcuni miei ex compagni di scuola, studenti di teologia, agli inizi degli anni '60, quando dimostravano di non capire la grandezza scientifica del biblista-teologo-semitista-epigrafista Giuseppe Morelli, e il privilegio di averlo come docente (che temevano!), e davano invece, palesemente, le loro preferenze a docenti, monsignori e vescovi di basso profilo! Analogamente ricordo gli stessi discorsi a proposito dell'amico Edmondo Tisanna, che non cercava mai sponsor, perchè i suoi interessi erano sempre rivolti più in alto, al di fuori di questa degradata realtà materiale.
Ho avuto il privilegio di conoscere queste due grandi uomini, davanti ai quali si evidenzia la mia piccolezza, la mia limitatezza, ma per i quali nutro profonda stima e affetto, grande rispetto e immensa gratitudine per avermi offerto la loro amicizia, il loro affetto fraterno, la loro stima. Il minimo che potevo fare era di ricordarli, di dare loro il posto che meritano nella mia vita e additarli all'opinione pubblica come esempio di persone da imitare, per quanto possibile.
 
 
P.S. Errata per se emendet eruditus lector.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Luglio 2017 11:43